venerdì 14 agosto 2026
giovedì 13 agosto 2026
Mappe di Palestina, Matteo Meschiari
Dopo il fortunato “Terre che non sono la mia” (Bollati Boringhieri), Matteo Meschiari, saggista, antropologo e professore di Geografia all’Università di Palermo, decostruisce 40 mappe della Palestina, “senza mai dimenticare la gente che quei luoghi li abita”. Tra strategie coloniali e carte che diventano inneschi generativi di conflitto e di orrore.

lunedì 10 agosto 2026
sabato 8 agosto 2026
Allen Ginsberg,
[…]
Prima della Depressione grigia – andò via da New York – guarì ‒ Lou
le fece una fotografia seduta a gambe incrociate sull’erba – lunghi
capelli intrecciati di fiori – sorridente – a suonare ninnenanne sul
mandolino – fumo di ortiche nelle colonie estive di sinistra e io
nell’infanzia vedevo alberi –
[Traduzionedi Fernanda Pivano]
Francesco Guccini
"Vorrei tanto sapere
che cosa vedi tu
quando il mondo guardi
E io, ai tuoi piedi,
aspetto il tuo racconto "
La frustazione del talento
La società sospesa. La crisi del lavoro moderno tra precarietà, overworking e frustrazione del talento di Solferino Nazaria; Taurino Serena Fiona |
mercoledì 5 agosto 2026
Nicola Lagioia, Spine Time
«Le città dovrebbero essere posti in cui si cresce, ci si incontra, si fa esperienza, ci si conosce tra diversi (capisci chi sei negli occhi di quelli che vengono da esperienze e mondi lontani dai tuoi), da molto tempo invece le città stanno diventando luoghi di solitudine, alienazione, rabbia, divisione, spolpate dai potenti a danno non solo degli ultimi e dei penultimi ma di quello che un tempo si chiamava ceto medio. Spin Time è un esempio assolutamente pacifico di convivenza, anche interreligiosa, e solidarietà, integrazione sociale, servizi e opportunità (dai laboratori culturali ai doposcuola) offerti non solo a chi ci abita ma a chiunque voglia beneficiarne. Le sue porte sono aperte. Chi dobbiamo temere? Chi offre un posto dove dormire a chi non ce l’ha, o certi fondi di investimento che hanno contribuito a spingere verso l’alto prezzi e affitti, cacciando progressivamente da molte città europee chi non può più permettersi di viverci?».
martedì 4 agosto 2026
agli amici che amano il teatro ricordiamo un libro formidabile che sta sparendo dai radar
Sergej Maksudov è un romanziere fallito, e persino il suo tentativo di suicidio è deragliato in una farsa. Eppure per lui la vera sofferenza comincia solo quando si ritrova protagonista di un inaspettato successo sui palcoscenici di Mosca. Catapultato di punto in bianco nella vita teatrale, vede la propria opera precipitare nel caos, in balìa di ego ipertrofici, critici gelosi, doppiogiochisti letterari, censure comuniste e atroci prove d’attore. Romanzo teatrale è il racconto brillante e surreale della snervante altalena di esaltazione e nero sconforto che travolge un uomo nella sua turbolenta storia d’amore con il teatro. Partendo dalla propria esperienza personale, fra il colossale successo dei Giorni dei Turbin e l’infinita serie di ostacoli che accompagnarono la stesura e la brevissima messa in scena del suo Molière, Bulgakov riesce a comporre una storia popolata di personaggi ed eventi ispirati agli anni faticosi e amari trascorsi al Teatro d’Arte di Mosca, fondato nel 1897 da Stanislavskij e Nemirovic-Dancenko. Eppure, come scrive Serena Prina nell’introduzione, per Bulgakov quel teatro “non fu soltanto il cimitero dei suoi sogni e delle sue aspirazioni, ma anche un luogo di magia e fascinazione; fu la sua ‘casa’, dove provare a non sentirsi straniero”. Ed è proprio quel desiderio frustrato di trovare finalmente un approdo sereno che trabocca, con tutta la sua disperazione, tra le pagine di questo romanzo.
sabato 1 agosto 2026
venerdì 31 luglio 2026
Bruce Gilden. A Closer Look
Brescia, Museo Santa Giulia 27.03_23.08.2026
La mostra A Closer Look allestita al Museo di Santa Giulia dal 27 marzo al 23 agosto 2026 è la prima grande monografica mai presentata in Italia dedicata a Bruce Gilden (New York, 1946), membro effettivo dell’agenzia Magnum Photos e conosciuto come uno dei pionieri della Street Photography, a cui Brescia dedica per la prima volta in Italia un unico e importante progetto composito.
martedì 28 luglio 2026
sabato 25 luglio 2026
venerdì 24 luglio 2026
martedì 14 luglio 2026
sabato 11 luglio 2026
CASSIUS CLAY
Cassius Clay, che si rifiutò di arruolarsi dicendo: a me i vietcong non hanno fatto niente, non mi hanno mai chiamato negro.
venerdì 10 luglio 2026
Canti. Testo nederlandese medio a fronte di Hadewijch; Fraeters Veerle (cur.); Willaert Frank (cur.)
Intorno al 1250, nel ducato del Brabante, Hadewijch compone
quarantacinque Liederen, Canti, un testo di grande rilevanza della
mistica renano-fiamminga o renano-brabantina. I Canti sono la prima,
vera, grande opera poetica della letteratura in lingua nederlandese. Di
lei, forse una beghina, sappiamo pochissimo ma questi straordinari
versi, destinati a essere cantati, se da un lato si inseriscono nella
tradizione della mistica dell’amore dei movimenti religiosi femminili,
sorta in Francia nel XIII secolo, dall’altro svelano un unicum
straordinario, per spiritualità e poesia, di erudizione, profondità,
vena poetica, originalità ed empatia. Hadewijch si propone, con ardore,
libertà espressiva e spirito critico, come umile guida spirituale, legge
le Scritture in luoghi pubblici e scrive in volgare in un mondo in cui
tali argomenti erano dibattuti solo da uomini ed esposti in latino
giovedì 9 luglio 2026
Chi conduce la Rusconi? abstract terrificante.( Voi leggete i nomi dei traduttori? )
Un
poema senza tempo, l’Odissea di Omero; o, per meglio dire, di cui ogni
tempo si è impadronito a suo modo, rilanciando in sempre nuove
incarnazioni la figura eternamente umana del suo protagonista Ulisse,
come si racconta nell’Introduzione. Nella storia arcinota del ritorno in
patria e agli affetti familiari dell’“uomo d’ingegno e d’avventura”,
dopo vent’anni trascorsi fra “guerre di uomini e inclementi marosi”,
umani orrori e mostri fiabeschi, e della contrastata, cruenta
riconquista del trono itacese, si gettano le basi della cultura
occidentale e del nostro stesso guardare al mondo. Dell’Odissea, questa
nuova traduzione ha inteso esaltare il carattere di narrazione nata per
essere recitata nel vivo di una performance, in cui chi narra, al pari
di Ulisse che ricorda le sue disavventure ad Alcinoo e ai Feaci,
partecipa emotivamente al racconto. L’Odissea non è mai un racconto
neutro, distaccato, e su questa linea i due traduttori hanno cercato di
recuperare quel tanto di teatralità che traspira dal poema, utilizzando
un linguaggio vibrante, espressivo, in cerca di soluzioni nuove, capaci
di affascinare ancora i lettori di oggi. |
mercoledì 8 luglio 2026
Edoardo Prati...fare cultura sui social e sfuggire alla famelica crudeltà del sistema
&M state tranquilli, non siete minacciati da noi perché noi non diventeremo mai scrittori o intellettuali, non ci è concesso. Infatti mentre voi scrivete i vostri articoli e i vostri libri, noi veniamo presi venduti e buttati nel cestino. Voi dai vostri editori venite letti, noi veniamo quotati.
Su di voi nel corso degli anni si è investito dal punto di vista culturale, siete stati formati, cresciuti, rimproverati, istruiti, vi è stato dato modo di applicare le vostre virtù e le vostre abilità, a noi no. Noi siamo, per la maggior parte, studenti universitari che sognano di fare il vostro lavoro. Ci siamo inventati un modo di farci sentire nella speranza che qualcuno ci aprisse le porte e ci aiutasse a crescere nei nostri obiettivi, ma dove voi avete trovato pagine da scrivere noi abbiamo trovato contratti, e ahimè, qualcuno lo abbiamo firmato nella speranza di aprirci una strada. Non siamo la stessa cosa cari Masneri e Minuz.
Quando qualcuno di noi alza la testa e dice di non voler essere la Wanna Marchi di sé stesso, viene eliminato.
Quando qualcuno di noi dice di non voler fare il video in cui corre nudo all’orizzonte mentre promuove la sua raccolta di poesie, viene eliminato.
Quando qualcuno di noi si classifica o si rifiuta di spendere più tempo ad imboccare l’algoritmo raccontandogli quanto tempo passa a scrivere o leggere e inizia a scrivere e leggere davvero, viene eliminato.
Quando il libro di uno di noi non raggiunge le cinquantamila copie che l’editore aveva preventivato, viene eliminato.
Quando qualcuno di noi si prende un mese per pensare, viene eliminato.
“Sono tanti, sono giovani e forti” scrivete all’inizio del vostro articolo, ma non siamo più di una decina. Non siamo giovani, siamo solo nati troppo tardi e non possiamo essere forti perché non c’è una casa per noi o una tradizione che ci difenda o qualcuno che ci prenda in bottega e investa su di noi.
Siamo nati troppo tardi e, ahimè, come dimostra il fatto che dopo essere stato sfidato su un quotidiano io sia costretto a rispondervi su Instagram, non giocheremo mai con voi, che invece siete tanti, un po’ stagionati e forti di quella tradizione novecentesca in cui all’ultimo siete riusciti ad inserirvi senza però essere stati in grado di portare avanti”.
Ho oramai molti più anni di Prati, eppure ciò di cui parla mi tocca, perché anche chi è nato negli anni ‘90 si è trovato verso i vent’anni a dover fare i conti con i social. Di più, temo che oramai quasi chiunque, quasi a qualunque età, lavorando in un contesto culturale – che ha oramai una natura anfibia, poiché spesso alla scrittura viene richiesto un supporto fisico, “un’ostensione del corpo” come la chiama Loredana Lipperini – si sia dovuto porre delle domande sul loro utilizzo e sull’immagine che si vuole proiettare nel mondo professionale e non. Eppure mi pare che malgrado l’indubbia intelligenza
... state tranquilli, non siete minacciati da noi perché noi non diventeremo mai scrittori o intellettuali, non ci è concesso. Infatti mentre voi scrivete i vostri articoli e i vostri libri, noi veniamo presi venduti e buttati nel cestino. Voi dai vostri editori venite letti, noi veniamo quotati.
Su di voi nel corso degli anni si è investito dal punto di vista culturale, siete stati formati, cresciuti, rimproverati, istruiti, vi è stato dato modo di applicare le vostre virtù e le vostre abilità, a noi no. Noi siamo, per la maggior parte, studenti universitari che sognano di fare il vostro lavoro. Ci siamo inventati un modo di farci sentire nella speranza che qualcuno ci aprisse le porte e ci aiutasse a crescere nei nostri obiettivi, ma dove voi avete trovato pagine da scrivere noi abbiamo trovato contratti, e ahimè, qualcuno lo abbiamo firmato nella speranza di aprirci una strada. Non siamo la stessa cosa cari Masneri e Minuz.
Quando qualcuno di noi alza la testa e dice di non voler essere la Wanna Marchi di sé stesso, viene eliminato.
Quando qualcuno di noi dice di non voler fare il video in cui corre nudo all’orizzonte mentre promuove la sua raccolta di poesie, viene eliminato.
Quando qualcuno di noi si classifica o si rifiuta di spendere più tempo ad imboccare l’algoritmo raccontandogli quanto tempo passa a scrivere o leggere e inizia a scrivere e leggere davvero, viene eliminato.
Quando il libro di uno di noi non raggiunge le cinquantamila copie che l’editore aveva preventivato, viene eliminato.
Quando qualcuno di noi si prende un mese per pensare, viene eliminato.
“Sono tanti, sono giovani e forti” scrivete all’inizio del vostro articolo, ma non siamo più di una decina. Non siamo giovani, siamo solo nati troppo tardi e non possiamo essere forti perché non c’è una casa per noi o una tradizione che ci difenda o qualcuno che ci prenda in bottega e investa su di noi.
Siamo nati troppo tardi e, ahimè, come dimostra il fatto che dopo essere stato sfidato su un quotidiano io sia costretto a rispondervi su Instagram, non giocheremo mai con voi, che invece siete tanti, un po’ stagionati e forti di quella tradizione novecentesca in cui all’ultimo siete riusciti ad inserirvi senza però essere stati in grado di portare avanti”.
venerdì 3 luglio 2026
Man'yoshù
iso mo todo ro ni
yo suru nami
kashikoki hito ni
ko hi wataru kamo»
«Nel mare di Ise le onde s'infrangono sulla scogliera, così m'incute timore colui che amo»
di nuovo, e ancora
ogni volta che qualcuno chiede alla libraia un libro che non ha conosciuto, la libraia lo cerca.
Sa che nessuno tornerà a chiederlo, nessuno l'ha ordinato, ma lei pensa che conoscerlo la condurrà su un sentiero
di nuovo e ancora, senza stanchezza, cercando
mercoledì 1 luglio 2026
martedì 30 giugno 2026
UN MONDO INCANTATO, Michael L.Satlow, Bollati Boringhieri
Nella Tarda antichità il mondo era popolato da forze invisibili,
agenti divini che influenzavano ogni aspetto della vita quotidiana. Per
la maggior parte delle persone comuni, la religione non si trovava nei
templi, nelle sinagoghe e nelle chiese, ma nell’esperienza vissuta,
nell’interazione con il soprannaturale per fare fronte a un’esistenza di
incertezze e pericoli. Dai rituali di guarigione agli amuleti
protettivi, le pratiche spirituali erano una questione di necessità che
prendeva corpo nell’offerta di sacrifici, nella recita di preghiere e
incantesimi, nella celebrazione di festività e rituali.
Rifiutando le
narrazioni tradizionali incentrate sulle divisioni teologiche e sui
conflitti tra le diverse confessioni, Michael Satlow si concentra sulla
devozione quotidiana messa in pratica da uomini e donne: non una
religione astratta, formulata da rabbini e sacerdoti, ma un vero e
proprio mondo incantato, popolato da esseri divini, che trascende le
etichette istituzionali a cui siamo abituati.
Basandosi su prove
archeologiche, documenti storici e una ricca raccolta di testi magici,
l’autore ricostruisce magnificamente la vita della gente comune,
perennemente immersa nel soprannaturale. E rivela quanto il loro
paesaggio spirituale fosse condiviso, andando oltre i confini
dell’ebraismo, del cristianesimo e del Pantheon delle divinità greche e
romane. Scopriamo così che la fede veniva vissuta in maniera molto più
fluida e mutevole di quanto pensiamo: le persone condividevano le
medesime credenze, ansie e speranze, immerse in un mondo che trascendeva
le ideologie.
Dicre, caro
«Quando penso alla pittura penso spesso a un episodio, accaduto molto tempo fa: un mattino del 1965, in collegio, durante l’ora d’Arte — che, con Storia, era l’unica materia che suscitava il mio interesse — davanti all’ennesimo cesto di frutta con contorno di bottiglia, sul foglio bianco disegnai un bel quadrato, con in grande il titolo ‘Cerchio’. Ho sempre pensato che questo piccolo gesto di ribellione sia stata la molla, o meglio la chiave, per aprire la porta di uno spazio, colorato di libertà».
Dicre

venerdì 26 giugno 2026
Rose
Quando finalmente come se l'avessi sempre saputo e aspettato fui piccola tra le sue braccia
Quanto dura un tramonto se lo guardi fra le rose ?
mercoledì 24 giugno 2026
lunedì 22 giugno 2026
domenica 21 giugno 2026
Philip Dick, Opere Scelte
“Non siamo qui. Non siamo affatto su questo pianeta. Siamo dentro un
macchinario, una scatola nera che ci alimenta di sogni perché la verità
della nostra esistenza è troppo atroce da sopportare” (Labirinto di morte,
1970). Potremmo chiamarla paranoia ma, come vedremo, il dubbio
ontologico di Dick nasconde molto di più di una trasposizione romanzesca
della psicosi. Quelli dei personaggi dickiani non sono semplicemente
risvegli filosofici, ma psico-chimici o psico-tecnologici. Ciò che li
trattiene ammaliati da una falsa realtà sono macchinari o più
spesso sostanze psicoattive, prodotti da entità aliene o apparati
governativi oppressivi, che alterano tendenziosamente le percezioni.
sabato 20 giugno 2026
Elena Granata
mercoledì 17 giugno 2026
Gogol , Racconti di Pietroburgo, Marcos y Marcos
Una cosa che succede, a leggere Gogol’, a me, perlomeno, succede, è che
una riga piango, una riga rido, il che probabilmente dipende da una cosa
che ha notato Vladìmir Nabókov… quando dice che la prosa di Gogol’ ‘Dà
la sensazione di qualcosa di ridicolo e di stellare al tempo stesso – e
piace richiamare alla mente che la differenza tra il lato comico delle
cose e il loro lato cosmico dipende da una sibilante’”. (Paolo Nori)
martedì 16 giugno 2026
Mario Mieli
"La rivoluzione la si fa ovunque. A Macondo come in tram, a Buckingham Palace...a pranzo dai genitori, a letto con l'amante.
La parola d'ordine è amare: buttiamo a mare la macchina capitalista e riprendiamoci il mondo.
Quanti di voi sono in grado di sedurre un poliziotto? " 
RE NUDO
...l'aspirazione, anche disperata, a uscire in qualche modo dalla prigione ferruginosa e annientante dell'esistenza grandemetropolitanai...
da "Macondo Storia di un luogo ma gico", Mauro Rostagno e Claudio Castellacci
RE NUDO maggio 2026
sempre più intollerabili le note di Einaudi sui sui libri in uscita...o sempre più imbarazzanti i suoi libri
Il suo nome è Fumana, che nella bassa del Po vuol dire nebbia. In quel mare pallido che copre ogni cosa come un mantello a lei piace perdersi, e non ha paura di nulla. Lo sa bene suo nonno, il rude Petrolio, che di notte la porta nelle paludi a pescare le anguille. Fum...
domenica 14 giugno 2026
a coloro che non tremano più
"Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo-Li-Ta.
Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo.
Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita"
(traduzione di Giulia Arborio Mella)
sabato 13 giugno 2026
giovedì 11 giugno 2026
mercoledì 10 giugno 2026
venerdì 5 giugno 2026
giovedì 4 giugno 2026
venerdì 29 maggio 2026
Aspettando l’apertura serale di sabato 30 maggio
La luce della libreria di notte ci incanta
Vi aspettiamo domani, 30 maggio, fino a mezzanotte!
Francesca
mercoledì 27 maggio 2026
sabato 23 maggio 2026
Aspettando l’apertura di sabato 23 maggio sera
Le temperature diventano più accoglienti
Maggio scopre nuove possibilità di vita
La libreria sarà aperta sabato 23 maggio, sabato 30 maggio e sabato 6 giugno fino a mezzanotte
Vi aspetta Francesca in libreria!
domenica 17 maggio 2026
domenica 10 maggio 2026
sabato 9 maggio 2026
venerdì 8 maggio 2026
mercoledì 6 maggio 2026
domenica 3 maggio 2026
sabato 25 aprile 2026
Non dimentichiamo David Graeber
Debt squarcia questo velo ideologico, dimostrando come debito e austerity altro non sono che strategie per mascherare l’oppressione violenta delle classi dominanti con tecnocrazia e moralismo
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