martedì 30 giugno 2026

UN MONDO INCANTATO, Michael L.Satlow, Bollati Boringhieri

  Nella Tarda antichità il mondo era popolato da forze invisibili, agenti divini che influenzavano ogni aspetto della vita quotidiana. Per la maggior parte delle persone comuni, la religione non si trovava nei templi, nelle sinagoghe e nelle chiese, ma nell’esperienza vissuta, nell’interazione con il soprannaturale per fare fronte a un’esistenza di incertezze e pericoli. Dai rituali di guarigione agli amuleti protettivi, le pratiche spirituali erano una questione di necessità che prendeva corpo nell’offerta di sacrifici, nella recita di preghiere e incantesimi, nella celebrazione di festività e rituali.
Rifiutando le narrazioni tradizionali incentrate sulle divisioni teologiche e sui conflitti tra le diverse confessioni, Michael Satlow si concentra sulla devozione quotidiana messa in pratica da uomini e donne: non una religione astratta, formulata da rabbini e sacerdoti, ma un vero e proprio mondo incantato, popolato da esseri divini, che trascende le etichette istituzionali a cui siamo abituati.
Basandosi su prove archeologiche, documenti storici e una ricca raccolta di testi magici, l’autore ricostruisce magnificamente la vita della gente comune, perennemente immersa nel soprannaturale. E rivela quanto il loro paesaggio spirituale fosse condiviso, andando oltre i confini dell’ebraismo, del cristianesimo e del Pantheon delle divinità greche e romane. Scopriamo così che la fede veniva vissuta in maniera molto più fluida e mutevole di quanto pensiamo: le persone condividevano le medesime credenze, ansie e speranze, immerse in un mondo che trascendeva le ideologie.

Dicre, caro

 

«Quando penso alla pittura penso spesso a un episodio, accaduto molto tempo fa: un mattino del 1965, in collegio, durante l’ora d’Arte — che, con Storia, era l’unica materia che suscitava il mio interesse — davanti all’ennesimo cesto di frutta con contorno di bottiglia, sul foglio bianco disegnai un bel quadrato, con in grande il titolo ‘Cerchio’. Ho sempre pensato che questo piccolo gesto di ribellione sia stata la molla, o meglio la chiave, per aprire la porta di uno spazio, colorato di libertà».

                                                                                            Dicre

Dicre: «Sogno di ingessare il Torrazzo» - Foto 1 di 8 - La Provincia

venerdì 26 giugno 2026

Rose

 Quando finalmente come se l'avessi sempre saputo e aspettato fui piccola tra le sue braccia

Quanto dura un tramonto se lo guardi fra le rose ?


mercoledì 24 giugno 2026

Loredana Lipperini

 

Trattare i lettori da cretini non aiuterà l’editoria

 

                         


domenica 21 giugno 2026

Philip Dick, Opere Scelte

  “Non siamo qui. Non siamo affatto su questo pianeta. Siamo dentro un macchinario, una scatola nera che ci alimenta di sogni perché la verità della nostra esistenza è troppo atroce da sopportare” (Labirinto di morte, 1970). Potremmo chiamarla paranoia ma, come vedremo, il dubbio ontologico di Dick nasconde molto di più di una trasposizione romanzesca della psicosi. Quelli dei personaggi dickiani non sono semplicemente risvegli filosofici, ma psico-chimici o psico-tecnologici. Ciò che li trattiene ammaliati da una falsa realtà sono macchinari o più spesso sostanze psicoattive, prodotti da entità aliene o apparati governativi oppressivi, che alterano tendenziosamente le percezioni.Philip Dick: vita e opere dell'autore più visionario | Esquire

sabato 20 giugno 2026

Elena Granata

 

La docente del Politecnico a Stazione Radio: «Sta avanzando l'idea che questa metropoli sia solo di chi se la conquista, di chi se la compra. Per invertire la rotta ripartiamo dal diritto alla casa e dalle politiche per i primi 5mila giorni di vita, così penseremo ai ragazzi e alle loro famiglie»

QUINTILIANO O DELLA RETORICA

 

Canfora, 'brano abbordabile, ma a Quintiliano preferibile uno storico'

mercoledì 17 giugno 2026

Gogol , Racconti di Pietroburgo, Marcos y Marcos

 Una cosa che succede, a leggere Gogol’, a me, perlomeno, succede, è che una riga piango, una riga rido, il che probabilmente dipende da una cosa che ha notato Vladìmir Nabókov… quando dice che la prosa di Gogol’ ‘Dà la sensazione di qualcosa di ridicolo e di stellare al tempo stesso – e piace richiamare alla mente che la differenza tra il lato comico delle cose e il loro lato cosmico dipende da una sibilante’”. (Paolo Nori)

martedì 16 giugno 2026

Yoshiaki Tabata

 manga art by Yoshiaki Tabata

Frans Masereel... andiamo!

 

Mario Mieli

 "La rivoluzione la si fa ovunque. A Macondo come in tram, a Buckingham Palace...a pranzo dai genitori, a letto con l'amante.

La parola d'ordine è amare: buttiamo a mare la macchina capitalista e riprendiamoci il mondo. 

Quanti di voi sono in grado di sedurre un poliziotto? " MIELI, Mario - Enciclopedia - Treccani

RE NUDO

 ...l'aspirazione, anche disperata, a uscire in qualche modo dalla prigione ferruginosa e annientante dell'esistenza grandemetropolitanai...

                                  da  "Macondo   Storia di un luogo ma gico", Mauro Rostagno e Claudio Castellacci

                                                                                                          RE NUDO maggio 2026

Frans Masereel

 

sempre più intollerabili le note di Einaudi sui sui libri in uscita...o sempre più imbarazzanti i suoi libri

 Il suo nome è Fumana, che nella bassa del Po vuol dire nebbia. In quel mare pallido che copre ogni cosa come un mantello a lei piace perdersi, e non ha paura di nulla. Lo sa bene suo nonno, il rude Petrolio, che di notte la porta nelle paludi a pescare le anguille. Fum...

Summer poetry

 

domenica 14 giugno 2026

Frans Masereel

 Frans Masereel - Lambiek Comiclopedia

a coloro che non tremano più

 "Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo-Li-Ta.

 Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo.

Era Lola  in pantaloni. Era Dolly a scuola. era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita"

 

                                                           (traduzione di Giulia Arborio Mella) 

CODICI


 

sabato 13 giugno 2026

Muri

 sui muri 1970

 

" Dopo Marx Aprile..."

 

"Sfascia la tua camera

           prima di dormire scomodo" 

sabato 23 maggio 2026

Aspettando l’apertura di sabato 23 maggio sera

Le temperature diventano più accoglienti

Maggio scopre nuove possibilità di vita


La libreria sarà aperta sabato 23 maggio, sabato 30 maggio e sabato 6 giugno fino a mezzanotte


Vi aspetta Francesca in libreria! 


sabato 25 aprile 2026

Non dimentichiamo David Graeber

 Debt squarcia questo velo ideologico, dimostrando come debito e austerity altro non sono che strategie per mascherare l’oppressione violenta delle classi dominanti con tecnocrazia e moralismo

.Anthropologist and Occupy activist David Graeber dies

Igort e i giovani samurai del racconto

 Consigli (non richiesti) per giovani samurai del racconto - Igort | Oblomov  Edizioni

Lucy in the Sky with Diamonds (Sì, la libraia vorrebbe essere Lucy)




Lucy ha abbandonato tutti i suoi diamanti in cielo
Ed è scesa in terra per aprire un piccolo bar.
Non ne poteva più di essere seguita fino alla fontana 
Dove i cavalli a dondolo mangiano torte di marshmallow  
E tutti sorridono come ebeti mentre passi davanti a fiori 
Che crescono così incredibilmente in alto.
Ora è il giornalaio che le porta riviste e quotidiani
Che lascia sui tavoli per esser letti da persone 
Con la testa fra le nuvole mentre bevono un caffè. 
Il bar è lontano dalla stazione in cui arrivi ma per raggiungerlo
Non disturbi il facchino che gioca con la plastilina e 
I taxi sono tutti in giro a consegnare giornali.
Non ti resta che camminare.
E arrivato da Lucy 
non vorresti mai andar via.

giovedì 23 aprile 2026

Storia delle rivoluzioni immaginarie, Quodlibet

 – La promessa della vita eterna;
– Introdurre la settimana lavorativa di un giorno;
– La pace nel mondo;
– Birra gratis;
– Due tramonti al giorno (di diversi colori);
– Una minore forza di gravità;
– Meno tasse.

sabato 18 aprile 2026

La mattina scrivo...

 

“Non abbiamo nulla in comune, non ci lega nessuna emozione comune, nessun ballo popolare, nessuna chiesa; anche la noia, la viviamo in modo diverso. Non rientriamo in nessuna categoria di interpretazione politica; il nostro voto è imprevedibile, spesso nullo, frutto più della delusione che della collera. Questa classe di lavoratori di nuovo tipo non è la classe stereotipata che ci si immagina. Pettorina blu e muscoli non ne sono più i simboli. Appartengono a questa classe giovani, vecchi, straccioni di tutte le età esposti a contratti precari, al lavoro interinale, all’insicurezza economica, isolati dal resto della comunità tramite i contratti a tempo determinato o queste nuove forme di impiego gestite in modo anonimo da addetti e da applicazioni che impediscono qualsiasi incontro tra colleghi. Non ci incrociamo quando svolgiamo i lavori, non si crea alcun legame tra noi. Questo risparmia più di una preoccupazione ai datori di lavoro: nessun sindacato, nessuna pericolosa aggregazione del personale. Nulla ci avvicina nonostante la comune indigenza. La compartimentazione è così efficace da dissolvere nel silenzio e nell’invisibilità ogni occasione di protesta”. 

                                                                                  Franck Courtes

La mattina scrivo...

 La diserzione di Courtès comincia cercando di sopravvivere: è uno dei dieci milioni di francesi poveri, di cui non si sa nulla. Dunque lascia il suo appartamento di centoquaranta metri quadri per un monolocale acquistato dalla madre anni prima: una stanza ammobiliata al pianterreno. Taglia le spese risparmiando sul riscaldamento, cibo, vestiti, viaggi, svaghi. Non compra libri, non va al cinema. Vende tutto quello che può: la moto, l’orologio del padre, alcuni libri, tre quarti del guardaroba, tranne i vestiti di marca, per salvare le apparenze come nei film di Charlie Chaplin. La parte più dolente riguarda la spesa: il cibo a buon mercato è, dice, ripugnante, arricchito da additivi chimici, zucchero, sale, aromi, coloranti. Gli oggetti intorno a lui si deteriorano ma non può rimpiazzarli. “Mi sento scacciato da un benessere di cui non avevo misurato l’importanza. Una semplice passeggiata nel bosco, benché gratuita, assume dei tratti diversi perché le mie scarpe consumate prendono l’acqua e io non posso acquistarne di nuove. Il mondo intorno a me sembra cambiato. Vago in un altro paese, in un’altra civiltà”.

                              da " Lucy sulla cultura" , Loredana Lipperini che ringraziamo

La mattina scrivo...al pomeriggio faccio la fame, Franck Courtès

 Lipperini Cover

INGEBORG BACHMANN

 "Alla parola che celebra se stessa nei riti dell'estetismo, alla «poesia monologica» di un Gottfried Benn, Ingeborg Bachmann oppone una letteratura «rivolta con tutta la sua essenza ad un Tu», una poetica dell'«immaginazione sensoriale». [...] La sfida dell'Invocazione non occulta il male dell'Orsa, ma lo raffigura in tutta la sua terribile potenza. In questo senso Ingeborg Bachmann si fa portatrice di una moderna poetica del sublime, che riconosce la grandezza dell'uomo nella sfida che egli rivolge alle potenze che lo sovrastano. Se Dio non abita nel mondo e se la storia è visitata dal male, se l'uomo è estraniato da se stesso, spetta al canto poetico testimoniare messianicamente la verità. Il non-rivelarsi di Dio, la sua «presenza-assenza» — un concetto che lega Ingeborg Bachmann a Simone Weil e a Wittgenstein, e ancora più indietro a Hölderlin — si rovescia così nella trascendenza mistica della parola. Ogni poesia è in questo senso Anrufung: preghiera, invocazione e chiamata in giudizio al tempo stesso." (Dallo scritto di Luigi Reitani)

Francesca continua a raccontare Montaldi. Oggi su Radio Onda d’Urto


 

sabato 11 aprile 2026

Festival di Lettatura Working Class, 10-11-12 aprile 2026 – Campi Bisenzio (Firenze)

 

Dopo le prime tre edizioni in cui abbiamo ripercorso il passato (le genealogie), il presente (le geografie) e il futuro (le prospettive) della letteratura working class, adesso siamo nella fase più complicata, per la mobilitazione della ex Gkn e per il Festival che ne è strumento di lotta: il vecchio mondo sta morendo e quello nuovo tarda a comparire.

In questa logorante “transizione” – la parola-chiave di questa edizione del Festival – nascono i mostri che indeboliscono la vertenza, ma possono anche emergere nuove energie capaci di completare la transizione. Transizione ecologica dell’impianto, come nei piani della reindustrializzazione dal basso, ma anche transizione verso un mondo nuovo. Diverso da quello orribile che ci propina riarmo, guerre, genocidio, repressione del dissenso, deportazioni di migranti, sessismo e devastazione ambientale. E che ci obbliga a vendere la nostra forza lavoro al prezzo più basso del mercato.

Di fronte a un Consorzio regionale che avrebbe dovuto dichiarare la pubblica utilità dell’area industriale dell’ex Gkn, e che in un anno invece non ha deliberato nulla, faremo il festival «senza chiedere permesso», ispirandoci al titolo di un documentario dedicato all’operaio Pietro Perotti, autore del libro I cessi di Mirafiori. Così come senza chiedere permesso, attraverso l’azionariato popolare, gli operai del Collettivo di fabbrica provano, con mezzi di fortuna e contro tutto, a far partire la reindustrializzazione.

10-11-12 aprile 2026 – Campi Bisenzio (Firenze)

Organizzato da: Edizioni Alegre, Collettivo di fabbrica ex Gkn, Soms Insorgiamo, Arci Firenze

Direttore artistico: Alberto Prunetti

 

altre info qui; https://insorgiamo.org/festival-di-letteratura-working-class-2026/ 

Francesca Miglioli racconta Montaldi oggi a Radio Onda d'Urto