sabato 15 giugno 2024

EDIZIONI NAUTILUS

 

Domenica 16 giugno 2024, alle ore 17.00, presentazione del libro UN FUTURO SENZA AVVENIRE. (Nautilus, p.192, 13 €)

*al Circolo Matteotti, via per Santa Vittoria a Sestri Levante (GE).*

A seguire cena e dibattito.

Festa!

 

*Festa del Luartis a Commessaggio e a Canneto sull'Oglio!*

il fine settimana con due iniziative!

*Sabato 15 Giugno 2024 dalle 19:00 alle 22:30 a Commessaggio*

L'associazione culturale il TORRAZZO-APS organizza l' "Apericena culturale 
all'ombra del Torrazzo" per  sabato 15 giugno 2024 dalle ore 19.00. Sarà 
presentato il libro "LA PIANURA DEI PORTICI" di Massimiliano Boschini, Giacomo 
Cecchin, Simone Terzi e Fabio Veneri. Illustrazioni Giuseppe Vitale, Sometti 
editore - 2023. Sarà possibile visitare il Torrazzo e la Mostra dello scultore 
Giovanni Sala.

*Domenica 16 giugno 2024 dalle 10.00 a Canneto sull'Oglio*

L'AEMOC e la Pro Loco La Fonte di Canneto sull'Oglio, unitamente al Comune, 
organizzano la 22^ edizione della festa del Luartis per domenica 16 giugno 2024. 
Di seguito il programma:

Ore 10.00: Ritrovo partecipanti presso Piazza Gramsci (di fronte al Museo Civico 
di Canneto s/O).

Ore 10.20: Partenza biciclettata percorrendo gli argini lungo il fiume Oglio con 
soste naturalistiche animate dai soci AEMOC.

Ore 12.00: Arrivo presso l'Area di Sosta vicino alla "Lanca delle Runate". 
Pranzo conviviale a base di spiedo, polenta fresca e dolci della tradizione.

Il pranzo è prenotabile (con contributo di 5 Euro, da versare il giorno della 
manifestazione) sulla pagina Facebook dell'Ecomuseo Valli Oglio-Chiese.

In caso di maltempo l'evento è annullato.



	*Iscrizioni e cancellazioni* <http://www.ogliosud.it/newsletter-iscrizioni.php>

	
*© 2024 - Parco Regionale Oglio Sud*
Piazza Donatore del Sangue, 2 - 26030 Calvatone (

mercoledì 12 giugno 2024

venerdì 7 giugno 2024

Noi

 Le persone che non cadono,
in realtà è perché non stanno in piedi”.
Goliarda Sapienza


venerdì 31 maggio 2024

Insegnare comunità

 "La cultura dominante cerca di spaventarci, facendoci scegliere la sicurezza al posto del rischio e l'uniformità al posto della differenza. Superare a paura, scoprire cosa ci unisce e gioire delle differenze ci avvicina, e porta con sé in dono una moltitudine di valori condivisi e un profondo senso di comunità."




Il lato oscuro del linguaggio

 "La paura è la via per il Lato Oscuro.

La paura conduce all'ira, l'ira all'odio,

  l'odio conduce alla sofferenza.

Ah...io sento in te molta paura."


Yoda, Guerre stellari, ep.I, La minaccia fantasma

martedì 28 maggio 2024

La strage di piazza della Loggia

 

 Memo

 

"Superato lo sconvolgimento iniziale, la risposta di Brescia all'intimidazione stragista fu netta, compatta, determinata; e rappresentò un esempio per tutto il Paese, attraversato in quegli anni da grandi speranze e idealità, ma anche da ciò che vi si opponeva: spinte eversive, tensioni violente e strategie destabilizzanti, talvolta con la complicità occulta e ignobile di uomini che violavano i doveri di fedeltà alla Repubblica".

Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Brescia in occasione della commemorazione del 50° anniversario della strage di piazza della Loggia.

 

                                     28 maggio 2024

giovedì 16 maggio 2024

Ferruccio Masini, Lettere a Milena, Franz Kafka


 Sta per uscire una nuova traduzione di "Lettere a Milena" di Franz Kafka. Come non ricordare allora quella straordinaria di Ferruccio Masini e renderle onore

mercoledì 15 maggio 2024

Liliana Segre

 Signor Presidente, Colleghi Senatori, continuo a ritenere che riformare la Costituzione non sia una vera necessità del nostro Paese. E le drastiche bocciature che gli elettori espressero nei referendum costituzionali del 2006 e del 2016 lasciano supporre che il mio convincimento non sia poi così singolare. Continuo anche a ritenere che occorrerebbe impegnarsi per attuare la Costituzione esistente. E innanzitutto per rispettarla.

Confesso, ad esempio, che mi stupisce che gli eletti dal popolo - di ogni colore - non reagiscano al sistematico e inveterato abuso della potestà legislativa da parte dei Governi, in casi che non hanno nulla di straordinariamente necessario e urgente. Ed a maggior ragione mi colpisce il fatto che oggi, di fronte alla palese mortificazione del potere legislativo, si proponga invece di riformare la Carta per rafforzare il già debordante potere esecutivo.

In ogni caso, se proprio si vuole riformare, occorre farlo con estrema attenzione. Il legislatore che si fa costituente è chiamato a cimentarsi in un'impresa ardua: elevarsi, librarsi al di sopra di tutto ciò che - per usare le parole del Leopardi - 'dall'ultimo orizzonte il guardo esclude'. E dunque sollevarsi idealmente tanto in alto da perdere di vista l'equilibrio politico dell'oggi, le convenienze, le discipline di partito, tutto ciò che sta nella realtà contingente, per tentare di scrutare quell' 'Infinito' nel quale devono collocarsi le Costituzioni per poter garantire una convivenza libera e sicura ai cittadini di domani, anche in scenari ignoti e imprevedibili.

Dunque occorrono, non prove di forza o sperimentazioni temerarie, ma generosità, lungimiranza, grande cultura costituzionale e rispetto scrupoloso del principio di precauzione. Non dubito delle buone intenzioni dell'amica Elisabetta Casellati, alla quale posso solo esprimere gratitudine per la vicinanza che mi ha sempre dimostrato. Però, poiché a mio giudizio il disegno di riforma costituzionale proposto dal governo presenta vari aspetti allarmanti, non posso e non voglio tacere.

Il tentativo di forzare un sistema di democrazia parlamentare introducendo l'elezione diretta del capo del governo, che è tipica dei sistemi presidenziali, comporta due rischi opposti. Il primo è quello di produrre una stabilità fittizia, nella quale un presidente del consiglio cementato dall'elezione diretta deve convivere con un parlamento riottoso, in un clima di conflittualità istituzionale senza uscita. Il secondo è il rischio di produrre un'abnorme lesione della rappresentatività del parlamento, ove si pretenda di creare a qualunque costo una maggioranza al servizio del Presidente eletto, attraverso artifici maggioritari tali da stravolgere al di là di ogni ragionevolezza le libere scelte del corpo elettorale.

La proposta governativa è tale da non scongiurare il primo rischio (penso a coalizioni eterogenee messe insieme pur di prevalere) e da esporci con altissima probabilità al secondo. Infatti, l'inedito inserimento in Costituzione della prescrizione di una legge elettorale che deve tassativamente garantire, sempre, mediante un premio, una maggioranza dei seggi a sostegno del capo del governo, fa sì che nessuna legge ordinaria potrà mai prevedere una soglia minima al di sotto della quale il premio non venga assegnato.

Paradossalmente, con una simile previsione la legge Acerbo del 1923 sarebbe risultata incostituzionale perché troppo democratica, visto che l'attribuzione del premio non scattava qualora nessuno avesse raggiunto la soglia del 25%. Trattando questa materia è inevitabile ricordare l'Avvocato Felice Besostri, scomparso all'inizio di quest'anno, che fece della difesa del diritto degli elettori di poter votare secondo Costituzione la battaglia della vita. Per ben due volte la Corte Costituzionale gli ha dato ragione, cassando prima il Porcellum e poi l'Italicum perché lesivi del principio dell'uguaglianza del voto, scolpito nell'art. 48 della Costituzione. E dunque, mi chiedo, come è possibile perseverare nell'errore, creando per la terza volta una legge elettorale destinata a produrre quella stessa 'illimitata compressione della rappresentatività dell'assemblea parlamentare'?

Ulteriore motivo di allarme è provocato dal drastico declassamento che la riforma produce a danno del Presidente della Repubblica: il Capo dello Stato non solo viene privato di alcune fondamentali prerogative, ma sarebbe fatalmente costretto a guardare dal basso in alto un Presidente del Consiglio forte di una diretta investitura popolare. E la preoccupazione aumenta per il fatto che anche la carica di Presidente della Repubblica può rientrare nel bottino che il partito o la coalizione che vince le elezioni politiche ottiene, in un colpo solo, grazie al premio di maggioranza. Anzi, è addirittura verosimile che, in caso di scadenza del settennato posteriore alla competizione elettorale, le coalizioni possano essere indotte a presentare un ticket, con il n° 1 candidato a fare il capo del governo ed il n° 2 candidato a insediarsi al Quirinale, avendo la certezza matematica che - sia pure dopo il sesto scrutinio (stando all'emendamento del Sen. Borghi) - la maggioranza avrà i numeri per conquistare successivamente anche il Colle più alto.

Ciò significa che il partito o la coalizione vincente - che come si è visto potrebbe essere espressione di una porzione anche assai ridotta dell'elettorato (nel caso in cui competessero tre o quattro coalizioni, come è già avvenuto in un recente passato) - sarebbe in grado di conquistare in un unico appuntamento elettorale il Presidente del Consiglio e il governo, la maggioranza assoluta dei senatori e dei deputati, il Presidente della Repubblica e, di conseguenza, anche il controllo della Corte Costituzionale e degli altri organismi di garanzia. Il tutto sotto il dominio assoluto di un capo del governo dotato di fatto di un potere di vita e di morte sul Parlamento.

Nessun sistema presidenziale o semi-presidenziale consentirebbe una siffatta concentrazione del potere; anzi, l'autonomia del Parlamento in quei modelli è tutelata al massimo grado. Non è dunque possibile ravvisare nella deviazione dal programma elettorale della coalizione di governo - che proponeva il presidenzialismo - un gesto di buona volontà verso una più ampia condivisione. Al contrario, siamo di fronte ad uno stravolgimento ancora più profondo e che ci espone a pericoli ancora maggiori.

Aggiungo che il motivo ispiratore di questa scelta avventurosa non è facilmente comprensibile, perché sia l'obiettivo di aumentare la stabilità dei governi sia quello di far eleggere direttamente l'esecutivo si potevano perseguire adottando strumenti e modelli ampiamente sperimentati nelle democrazie occidentali, che non ci esporrebbero a regressioni e squilibri paragonabili a quelli connessi al cosiddetto 'premierato'. Non tutto può essere sacrificato in nome dello slogan 'scegliete voi il capo del governo'. Anche le tribù della preistoria avevano un capo, ma solo le democrazie costituzionali hanno separazione dei poteri, controlli e bilanciamenti, cioè gli argini per evitare di ricadere in quelle autocrazie contro le quali tutte le Costituzioni sono nate.

*senatrice a vita


Matteo Buizza

 


martedì 14 maggio 2024

Redacta

 

 

 

"... non è accettabile né tantomeno sostenibile lavorare in un settore che sembra funzionare alla stregua della “notte in cui tutte le vacche sono nere”, in cui vale tutto e tutto è permesso perché le contrattazioni e i contatti si svolgono al buio, nell’omertà, in quell’indefinitezza che non avvantaggia mai chi lavora ma unicamente la controparte."

 

                     ancora da "IlTascabile " che ringraziamo

Redacta porta la lotta allo sfruttamento nel settore dell’editoria al Salone del Libro di Torino.

 .Similmente a me pare di vedere un’editoria tutta impegnata con uscite su uscite di libri engagé, pubblicati su impulso di un vago progressismo formale; mi pare di vedere un’editoria goffamente imbellettata con proclami sulla sacralità della cultura e parata di buoni propositi sbandierati a ogni appuntamento editoriale, dimentica del fatto che l’aspetto gradevole con cui si presenta in pubblico nasconde grottesche condizioni di lavoro.

                                    (Silvia Gola, IlTascabile)

L' Orlando innamorato, Matteo Maria Boiardo

 


sabato 11 maggio 2024

PAF !

 

    🟦 Cominciamo a vedere nel dettaglio i vari eventi partendo da giovedì 23 maggio, primo giorno di festival!
    📍 Al mattino primo incontro al Centro Fumetto "Andrea Pazienza", per poi ritrovarci, dalle 15 alle 18, per Alter - Le stanze della traduzione, la rassegna interna al PAF dedicata interamente alla traduzione nata l'anno scorso e che siamo contenti di riportare, quest'anno, sempre nel bellissimo Cortile di Palazzo Guazzoni Zaccaria!
    Alle 19, poi, incontro conclusivo della prima giornata nel Cortile di Palazzo Fodri.
    Ecco di seguito tutti gli incontri della giornata!
    📅 10:00 - 12:00 - Centro Fumetto “Andrea Pazienza”
    GLI SCAFFALI DELLA SOSTENIBILITÀ / Evento conclusivo di NUOVE GENERAZIONI IN BIBLIOTECA
    📅 14:15 - ALTER: Le stanze della traduzione
    📅 15:00 - 16:00 - Cortile Palazzo Guazzoni
    “Mappa di un’isola in terra” GIACOMO LONGHI e VALERIA GATTEI (IRAN)
    Conduce Franca Cavagnoli
    📅 16:00 - 17:00 - Cortile Palazzo Guazzoni
    “Mappa di onice e foglie di tè” GIULIA ANSALDO (TURCHIA)
    Conducono Clelia Bettini e Elena Cappellini
    📅 17:00 - 18:00- Cortile Palazzo Guazzoni
    “Mappa di sabbia e vento” ENRICA BATTISTA (PALESTINA)
    Conduce Francesca Bianchi
    📅 18:00 - 19:00 - Cortile Palazzo Guazzoni
    “Mappa di oceani e finzioni” ANDREA RAGUSA (PORTOGALLO)
    Conducono Clelia Bettini e Donata Feroldi
    📅 19:00 - 20:00 Cortile Palazzo Fodri
    “PALAZZO FODRI: SCRIGNO DI BELLEZZA, ARTE E CULTURA” Angelo Giuseppe Landi, Lucia Zanotti e Donato Galli
    Conduce Marco Turati





venerdì 3 maggio 2024

Sergio Mattarella ...grazie

 Grande attenzione va rivolta in particolare all'espressione dei giovani artisti, che devono poter provare, sperimentare, dunque formarsi e crescere.
    L'ingresso di nuove generazioni produce nuova ricchezza.

Esprime libertà, quella libertà da assicurare anche a chi non condivide i nostri gusti, a chi la pensa diversamente".

Lo ha detto il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, alla cerimonia per i premi David di Donatello.
    "Molte sale cinematografiche - ha quindi aggiunto - continuano a soffrire" anche dopo il Covid "e non sono poche le città" che "non dispongono più di sale accessibili. E' un tema che presenta evidenti risvolti sociali e non può essere considerato solo dal punto di vista degli equilibri commerciali.
    Le sale sono un luogo di incontro. Con il medesimo impegno per assicurare costante vitalità al tessuto civile vanno preservate le librerie" e "va posta attenzione a quei settori artistici e dello spettacolo che si propongono a pubblici più limitati, ma esprimono contenuti di alto valore e qualità".
   


Salvaguardare

 

Mattarella, salvaguardare la libertà d'espressione

Preservare sale cinematografiche e librerie

giovedì 2 maggio 2024

Grazie a Gigi Rossetti

 

Fabbrica
Di primo mattino fischia la sirena della fabbrica
L’uomo si alza dal letto e si veste
L’uomo prende il suo pranzo, esce immerso nella luce del mattino
È la vita, la vita di chi lavora, nient’altro che la vita di chi lavora
Attraverso castelli di paura, attraverso castelli di dolore
Vedo mio padre che entra nei cancelli della fabbrica sotto la pioggia
La fabbrica gli ha preso l’udito, la fabbrica gli dà da vivere
È la vita di chi lavora, nient’altro che la vita di chi lavora
Fine della giornata, grida la sirena della fabbrica
Gli uomini escono dai cancelli con la morte negli occhi
E faresti meglio a crederci, ragazzo, qualcuno si farà male stasera
È la vita di chi lavora, la vita di chi lavora, nient’altro che la vita di chi lavora.

Le Cinciallegre chiamano: sabato 25 maggio !

 


martedì 30 aprile 2024

sabato 20 aprile 2024

Presentazione di “Noi siamo erbacce. Cos’è la botanica sociale” di Mauro Ferrari Domenica 21 aprile, alle ore 18.00, presso la Cooperativa Agropolis di Cavatigozzi, Cremona.

 


Domenica 21 aprile, alle ore 18.00, presentazione di “Noi siamo erbacce. Cos’è la botanica sociale” di Mauro Ferrari presso la Cooperativa Agropolis di Cavatigozzi, Cremona.

In dialogo con l’autore don Bruno Bignami, curatore della prefazione. Introduce Marco Turati. Evento realizzato in collaborazione con la Cooperativa Agropolis.

Le erbacce sono spesso considerate come piante inutili o dannose, ma in realtà sono essenziali per la biodiversità e la sostenibilità degli ecosistemi.

Allo stesso modo, le persone che vengono considerate come “erbaccia” dalla società dominante sono spesso le più innovative.

Ferrari delinea un quadro sociale e politico che associa le erbacce a movimenti e individui che si oppongono alle norme costituite, incoraggiando il riconoscimento della bellezza e del valore della diversità.

Un percorso analitico che esplora la globalizzazione delle disuguaglianze, offrendo una visione articolata e ricca di spunti sulla complessità dei fenomeni migratori.

 

fonte

venerdì 12 aprile 2024

Incontro con Prospero Andreani

 

Sabato 13 Aprile, dalle ore 16.00, possiamo condividere con Prospero Andreani la gioia per la mostra "ROMA, Prime Impressioni, chine da taccuino", qui in Libreria Ponchielli, piazza S.A.M. Zaccaria 10, Cremona.



Scritto per te


 

giovedì 4 aprile 2024

Orlando, Virginia Woolf

 


Paul Preciado

 

La gioia o l’ottimismo, per me, non sono emozioni psicologiche da provare nel momento in cui certe condizioni migliorano. La gioia o l’ottimismo sono la metodologia politica degli oppressi: non possiamo permetterci il lusso della depressione perché, altrimenti, moriamo. Politicamente parlando, “depressione” è ciò che sta accadendo alla società neoliberista, dal momento che mercato e forze conservatrici mirano a privarci della capacità di desiderare e, quindi, di pensare il cambiamento. Questo l’ho imparato dal femminismo nero – sono stato studente di Angela Davis: la cosa più difficile da immaginare è che le condizioni nelle quale ci troviamo possano cambiare. Per questo dico che l’ottimismo è una metodologia politica, perché ci permette di pensare che le cose possono cambiare e che però, perché ciò accada, dobbiamo essere noi a cambiarle. L’oppressione, di genere o patriarcale, non è qualcosa di naturale, ma qualcosa di storicamente costruito, e in quanto tale può essere sconfitta. 

 

                                Paul Preciado 

sabato 30 marzo 2024

Inaugura "Roma; prime impressioni chine da taccuino, 1982" , mostra di Prospero Andreani, qui in Libreria dal 01 al 19 Aprile 2024

 

"Questa raccolta di Chine è andata formandosi a partire dal 1980. 

Sono nate (drawing kinds of doodling), arrivato a Roma, da un mio disegnare a matita al modo usato dai viaggiatori di un passato più o meno recente. Sì, ma come presentarle oggi? E soprattutto come leggerle? E con quale scopo? Sono domande che oggi, volendo mostrarle, mi faccio.

Io stesso mi chiedo cosa sono. Cosa, se non l'espressione degli stati d'animo, degli umori di un non romano che andava assorbendo le prime impressioni della città. Le vedevo come la Roma pagana, dei palazzi e del potere, ma anche delle fontane. E di altro, come certe mie citazioni della mostra di Magritte, ma sentendo muoversi dentro di me fantasie e memorie di letture adolescenziali.
Questi temi mi portarono alle cose prodotte tra il 1980 e il 1985. Utilizzavo tecniche varie, acrilico e tempera. Quel ciclo si chiuse coi lavori dedicati alle città sull'acqua, dal titolo "Reveries".

Vado avanti coi ricordi. Alcuni mesi dopo feci amicizia con alcuni ragazzi che gestivano un negozio alternativo di dischi Rock, "Managua".
Lì organizzarono un evento, one day show, e lì, tra dischi in vinile e CD, esposero le mie Chine, sotto il titolo di 'Roma Esoterica'.
Continuo a raccontare. Roma di giorno era sconvolta da lotte politiche, ma di notte era incantevole anche per le iniziative di Renato Nicolini che escogitò "L'Estate Romana".
Così, prima del buio scendevo presso il Foro Romano per sedermi sui gradini ai piedi della Torre Tarpea, in attesa della proiezione di un vecchio film.

All'epoca tenevo sempre con me un taccuino su cui tratteggiavo dei bozzetti e fissavo delle note, come se fossi in viaggio. Lo vivevo anche come un passatempo. Però non disegnavo cose dal vivo, preferivo immaginare.
Le luci dell'arena e dei lampioni dei giardini del Campidoglio creavano atmosfere da fiaba, la Roma pagana cristiana e misterica mi appariva come un set. 

Ne uscirono dei bozzetti particolari, così curiosi che li ricopiai: chine su carta d'Amalfi. E li arricchii di particolari.

Dopo che queste Chine furono esposte nel negozio di dischi, le misi da parte, e da allora non sono state più mostrate in pubblico.
I bozzetti, però, divennero una fonte di ispirazione per opere a tempera, olio e acrilico, e lasciate per molti anni a venire".


Prospero Andreani nasce a Bibbiano nel 1946, cresce a Gussola, paese della bassa cremonese a pochi chilometri dal fiume Po dove, grazie ad "incontri straordinari", sviluppa la passione per la pittura. 
A vent'anni dà il via al suo vagabondare tra Stati Uniti, Francia e Spagna. Londra lo accoglie per anni, e qui, con altri artisti partecipa alle prime esperienze di graffiti urbani, inserendosi nel movimento underground: realizza opere nei pub e nelle cantine di Earl's Court, occupa uno spazio al mercato delle pulci di Islington, improvvisando happening e lavori su pannelli. In seguito, si trasferisce a Roma. 
Alla fine degli anni '80, iniziano i viaggi in Turchia, Siria, Giordania, Egitto, Libano. Ora risiede a Cremona. 
Tra le sue numerose esposizioni ricordiamo l'apprezzatissima anteprima di opere ispirate a Rubayat di Omar Khayaam alla Biblioteca Vallicelliana di Roma. 



Chassidim (Byung Chul Han, La crisi della narrazione ) A TUTTI I LIBRAI E A TUTTI I LETTORI DEL MONDO

 "Quando Bàal-shem doveva assolvere un qualche compito difficile, qualcosa di segreto per il bene delle creature, andava allora in un posto nei boschi, accendeva un fuoco, e diceva delle preghiere, assorto nella meditazione e tutto si realizzava secondo il suo proposito- Quando,una generazione dopo, il Maggid di Meseritz si ritrovava di fronte allo stesso compito,riandava in quel posto nel bosco, e diceva:"Non possiamo più fare il fuoco, ma possiamo dire le preghiere", e tutto andava secondo il suo desiderio. Ancora  una generazione dopo, Rabbi Moshè Leib di Sassow dove assolvere lo stesso compito.Anch'egli andava nel bosco, e diceva:"Non possiamo più accendere il fuoco e non conosciamo più le segrete meditazioni che vivificano la preghiera; ma conosciamo il posto nel bosco, dove tutto ciò accadeva, e questo deve bastare". E infatti ciò era sufficiente.Ma quando di nuovo,un'altra generazione dopo, Rabbi Yisra'èl di Rischin doveva anch'egli affrontare lo stesso compito, se ne stava seduto in una sedia d'oro, nel suo castello,e diceva:"Non possiamo fare il fuoco, non possiamo dire le preghiere, e non conosciamo più il luogo nel bosco: ma di tutto questo possiamo raccontare la storia". E il suo racconto da solo aveva la stessa efficacia..."

Straniero

 Maicol e Mirco 30/3/24

 


giovedì 28 marzo 2024

Dylan Thomas, Visione e preghiera e altre poesie scelte, Giometti &Antonello-Macerata


 Ora quando ero un ragazzino sereno sotto i rami del melo

e intorno alla casa danzante ero felice come l'erba era e c'era

    la notte sopra la piccola vallata di stelle,

il tempo mi lasciava esultare e poi scalare

dorato nello splendore dei suoi occhi.

Onorato fra i carri, ero il principe del paese delle mele.

E una volta al di qua del tempo, grandiosamente facevo scendere

       gli alberi e le foglie in un sentiero di orzo e margherite

lungo i fiumi della luce donata dal vento.


E quando ero verde e spensierato, famoso tra i fienili

intorno ai cortili felici e musicale perché la fattoria era casa,

nel sole che è giovane una e una sola volta,

il tempo mi lasciava giocare e essere

dorato nella pietà dei suoi strumenti

e io ero verde e oro, cacciatore e pastore, i vitelli

cantavano al mio corno, latravano chiare e fredde le volpi sui colli,

          e lentamente il sabba tintinnava.

Nei sassi dei santi torrenti.



l'indice, insostituibile


 


venerdì 8 marzo 2024

Paolo Soleri e Arcosanti ( da un articolo di Giuseppe Matarazzo su L'Avvenire Ringraziamo grati )

 

 Alla ricerca di Arcosanti, la città dell’utopia nel deserto dell’Arizona


martedì 5 marzo 2024
Un luogo ideale pensato nel 1970 da un visionario architetto italiano, Soleri. Un padre e un figlio in viaggio verso questa meta, nel film di Bongiorno "Ask the sand", al Milano Design Film Festival
Il film "Ask the sand", da Arcosanti una finestra sul deserto

Il film "Ask the sand", da Arcosanti una finestra sul deserto - © Vittorio Bongiorno

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Un luogo sospeso fra sogno e utopia, apparentemente nel nulla. Ma anche una realtà, una esperienza di straordinaria attualità sulle grandi domande che riguardano il futuro del nostro pianeta e che cattura l’attenzione e la curiosità di studenti e sognatori di ogni età. Parliamo di Arcosanti, la città ideale, la città del futuro pensata e costruita nel 1970 nel deserto dell’Arizona, in America, dall’architetto italiano Paolo Soleri (1919-2013), allievo di Frank Lloyd Wright. Un laboratorio urbano sostenibile che si riscalda con il sole e si raffredda con il vento del canyon.

Un posto dove bisogna andarci apposta. Bisogna cercarla e trovarla questa città. Come una meta di un cammino che parte da lontano e si compie lentamente. L’approdo di un viaggio speciale, che richiede una spinta che parte da dentro. Un viaggio per cercatori che possono diventare trovatori. Arcosanti è una destinazione lontana. Che non ti aspetti. Che non può esserci nelle guide del turismo di massa. Al massimo è un fuori rotta per appassionati. Il frutto di un‘idea straordinaria e quindi discussa. Uno di quegli esperimenti che possono riuscire o no. Ma che pongono delle domande. Dopo avere attraversato il deserto.

Arcosanti in mezzo al deserto dell'Arizona

Arcosanti in mezzo al deserto dell'Arizona - © Vittorio Bongiorno

È quello che fanno un padre e un figlio. Uno scrittore, musicista e regista, Vittorio Bongiorno, e Giulio, studente di architettura. Un regalo di un padre a un figlio diventato uomo che nei suoi studi si imbatte nella figura di Soleri e vuole saperne di più. Soleri, dopo la laurea al Politecnico di Torino, era andato in Arizona per studiare con il grande architetto statunitense Lloyd Wright a Taliesin West. Soleri era un uomo molto brillante, che aveva una larga visione del mondo, di come ci stiamo muovendo nel futuro e della possibilità di farlo in modo diverso.

Vittorio e Giulio programmano il viaggio on the road verso l’utopia. Quel viaggio intimo e personale, di un padre e un figlio, senza volerlo diventerà un film. Una storia collettiva. Ask the sand. Can we change the future?, si intitola. Per la regia proprio di Vittorio Bongiorno, che strada facendo, nei dialoghi con il figlio, comporrà un’ora di poesia cinematografica. Semplice, povera, ma ricca di senso. Un padre e un figlio in viaggio nel deserto dell’Arizona, in cerca di Arcosanti. Fra sogno e utopia, sì. Con un carico di domande sul futuro in cerca di risposte. Chiedi alla sabbia. Un viaggio in auto, fra panorami mozzafiato e architetture sorprendenti, con una macchina fotografica, taccuini, matite e una chitarra che fa risuonare musiche di Calexico, Naim Amor & John Convertino, Joachim Cooder.

Paolo Soleri lavora alla costruzione di Arcosanti, 1970

Paolo Soleri lavora alla costruzione di Arcosanti, 1970 - © Annette Del Zoppo