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mercoledì 23 aprile 2025

da " Animalia " di Julio Cortazar

 Paese chiamato Alechinsky

 

Lui non lo sa che ci piace vagare nei suoi dipinti , che da molto tempo ci avventuriamo nei suoi disegni e nelle sue incisioni, esaminando ogni angolo e ogni labirinto con un'attenzione segreta, con un interminabile  palpare di antenne. Forse è giunto il momento di spiegare perché rinunciamo per lunghe ore, a volte per tutta una notte, al nostro destino di formicaio affamato, alle interminabili file che vanno e vengono con pezzettini d'erba, briciole di pane, insetti morti, perché da molto tempo aspettiamo ansiose che calino le ombre sui musei, le gallerie e gli atelier (il suo, a Bougival, dove abbiamo la capitale del nostro regno) per abbandonare le incombenze del tedio e salire verso i luoghi dove ci aspettano i giochi, per entrare nei lisci palazzi rettangolari che si aprono alle feste

sabato 5 marzo 2016

Lui

"lui all’improvviso: adesso (prima di cominciare a scrivere; la ragione che mi ha spinto a cominciare a scrivere) o ieri, domani, nessuna indicazione previa, lui c’è o non c’è; non posso neppure dire che viene, non esistono né arrivo né partenza; lui è come un puro presente che si manifesta o non si manifesta in questo presente sporco, pieno di echi di passato e di obblighi di futuro."

                                   Julio Cortazar

lunedì 8 febbraio 2016

Julio Cortazar : di questo post alla libraia piace l'impermeabile di Julio: maniche troppo corte,spalle troppo larghe,bavero rialzato in una vaga idea di eleganza formale.Alla libraia piacciono anche i pantaloni di Julio, palesemente troppo corti.Chissà se i calzini sono spaiati. Noi siamo questo, inadeguati e a disagio, giocosamente a disagio, nelle forme del mondo i ,



“Per me la Rivoluzione Cubana non sarà mai la montagna ma il mare, che si rinnova sempre. Infinite, pietrificate, le montagne di tutto il resto dell’America Latina vedranno alzarsi a suo tempo l’ondata del mare umano, come io l’ho già vista a Cuba il giorno in cui il contenuto di queste due parole quasi sempre inconciliabili, speranza e realtà, si è unito in un solo presente” 

Julio Cortazar, Così violentemente dolce. Lettere politiche