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martedì 16 agosto 2016

Sessismo: una vigliaccata

Il mondo ha appiccicato questo stigma alle donne per distoglierle dalla prostituibilità di tutti i mestieri maschili.

Karl Kraus

lunedì 23 febbraio 2015

guerra e pace


Kraus ha detto tutt’altro: ha detto che la pace è fondata sul massacro, e che la guerra è la serata di beneficenza in cui l’umanità mette in scena ciò che normalmente fa, ma non dice, perché il pubbico si entusiasmi e versi un obolo sufficiente a far progredire il massacro. Kraus non ha dipinto, come tanti, i disastri della guerra. Ha solo portato l’annuncio della definitiva impossibilità della pace.

Roberto Calasso

peace & love!


OTTIMISTA. Ma forse che le guerre si combattono con la fantasia?
CRITICONE. No, perché se si avesse questa, non si farebbero più quelle.
OTTIMISTA. Perché no?
CRITICONE. Perché in tal caso le suggestioni di una fraseologia che è il residuo di un ideale tramontato non avrebbero la possibilità di annebbiare i cervelli; perché si potrebbero immaginare anche gli orrori più inimmaginabili e si saprebbe in partenza come si fa presto a passare dalla bella frase luminosa e da tutte le bandiere dell’entusiasmo al dolore in uniforme; perché la prospettiva di morire di dissenteria o di farsi congelare i piedi per la patria non mobiliterebbe più alcuna retorica; perché quanto meno si partirebbe con la certezza di pigliarsi i pidocchi per la patria. E perché si saprebbe che l’uomo ha inventato la macchina per esserne dominato e non si supererebbe la follia di averla inventata con l’altra peggiore di farsi ammazzare da essa; perché l’uomo sentirebbe di doversi difendere da un nemico di cui non vede altro che il fumo che sale, e intuirebbe che il fatto di rappresentare la propria fabbrica d’armi non offre sufficiente garanzia contro la merce offerta dalla fabbrica d’armi nemica. Perciò, se si avesse fantasia, si saprebbe che è un delitto esporre la vita al caso, che è peccato svilire la morte al livello della casualità, che è follia fabbricar corazzate quando si costruiscono torpediniere per affondarle, costruire mortai quando per difendersi si scavano trincee dove è perduto soltanto chi mette fuori la testa per primo, e cacciare in topaie uomini in fuga davanti alle proprie armi, e poi lasciarli in pace soltanto sottoterra.

KARL KRAUS, da "Gli Ultimi giorni dell'umanità"