Come con il mio sadico Dottore...mi premeva forte il seno per auscultare meglio, diceva, il mio piccolo cuore.
Gli ho tolto la mascherina, all'improvviso , e l'ho guardato .
Secondo te chi ha pianto alla fine della notte?
Come con il mio sadico Dottore...mi premeva forte il seno per auscultare meglio, diceva, il mio piccolo cuore.
Gli ho tolto la mascherina, all'improvviso , e l'ho guardato .
Secondo te chi ha pianto alla fine della notte?
Gli operai hanno agito nella crisi dell’età moderna come i monaci
nella crisi dell’età antica: conservatori della civiltà, contestatori
del mondo. Hanno salvato i manoscritti di tutte
le lotte passate delle classi subalterne e hanno affermato che erano
«nella» società ma non «della» società. Le moderne fabbriche dismesse,
come gli antichi monasteri decaduti, sono
luoghi di storia della cultura umana, cultura appunto come civiltà,
depositata nelle città del passato, incompatibile con la barbarie del
presente. Lì c’è un giacimento di materiale politico
da sottoporre a uno scavo di ritrovamento, di risistemazione, di riuso.
C’è il patrimonio di un’eredità storica da recuperare e reinvestire in
un altro agire per quel medesimo fine.
Contributi di: Pier Vittorio Aureli, Tina Babai Tehran, Simona Baldanzi, Tino Di Cicco, Rita di Leo, Pierangelo Di Vittorio, Alessio Duranti, Marta Fana, Angelo Ferracuti, Giuseppe Filippetta, Sergio Fontegher Bologna, Jacopo Galimberti, Giovanni Iozzoli, Alessandro Leogrande, Maurizio Maggiani, Marco Merlini, MetalMente, Giuseppe Palumbo, Alberto Prunetti, Eugenio Raspi, Andrea Sawyerr, Marino Severini, Mario Tronti, Massimo Zamboni.
STO ANDANDO A DORMIRE
TI VA DI METTERTI FUORI
DAVANTI ALLA MIA PORTA
NON LASCIARE ENTRARE
NIENTE CHE MI POSSA SPAVENTARE
NON PERMETTERE CHE NIENTE MI MANGI
VOGLIO FERMARMI SULLA COSTA
NON HO MAI ABBASTANZA SOLDI
HO RUBATO IL DIRITTO DI VIVERE
COME SE NON CI FOSSE TEMPO
HO RUBATO GLI OCCHI DI DIO
COME FOSSERO I MIEI
NON HO MAI PIANTO DAVANTI AD UN PAESAGGIO
E ORA QUASI NON RESPIRO
HO PRESO E HO INFUSO
STO SOLO VIAGGIANDO
DOVEVA BRILLARE LA LUCE
DICEVA LITTLE BOY
SIGNORE ABBI AMORE PER TUTTI NOI
NON PUOI FUGGIRE DA TUTTO
IL SOLE E' TROPPO BELLO
NON VOGLIO INVESTIRE UNO SCOIATTOLO
IN QUESTO FURGONE SONO ME STESSA
RIESCO A TOCCARTI
MI METTERO' DA QUALCHE PARTE
E TU POTRAI TROVARMI
NON LASCEREMO CHE QUALCUNO CI DISTRUGGA
ERO SULLA LUNA
ORA SONO IN UN SUPERMERCATO
Chi fa rumore nel bosco o nell’onda? Chi ci scruta, non visto? Attraverso scoiattoli, ghiri, lontre, foche, orse, lupi, gheppi e uccelli acquatici – gli animali custodi delle storie raccontate nel libro di Francesca Matteoni –, l’osservazione e l’immaginario si aprono alle più profonde forme di connessione tra le specie terrestri e gli ecosistemi condivisi, ridefinendo la soglia fra domestico e selvatico, fra amore e terrore, nell’“inebriante e dolorosa rete del tutto”. In queste pagine le esperienze personali dell’autrice, insieme alle sue letture e memorie, si alternano a suggestioni e approfondimenti provenienti dagli Animal Studies, dal folklore, dalle tradizioni storiche e antropologiche che ci legano agli animali, fino alla letteratura, al cinema e alle arti che li vedono protagonisti. Un mondo di convivenze reali, interazioni costanti e proiezioni simboliche da decifrare, in cui ci fanno da guida creature metamorfiche (“mutaforma”) come la selkie dei mari nordici, sia donna sia foca grigia; la madre-lontra, metà acquatica e metà terrestre; la figura sciamanica dell’orsa, che scandisce il ciclo di morte, rinascita e comprensione di sé, o quella del lupo mannaro, il deviante diabolico perseguitato nei processi per stregoneria di epoca moderna. È così che le storie degli animali umani e non umani si sono intrecciate e si intrecciano di continuo nella trama ibrida dei viventi, dal culto e dalla parentela al conflitto e alla sopraffazione. Ed è per questo che gli animali reclamano il loro spazio vitale – e politico – come compagni senzienti di strada e di mondo: un atto di riconnessione con il pianeta e con tutto ciò che esiste ostinatamente insieme a noi.
Dal 27 febbraio alla Stazione Leopolda torna la rassegna legata all'editoria con un palinsesto di quasi 200 eventi, tema di quest’anno è l’Estro
Nato nel 2022 con l’obiettivo di raccontare il percorso che compiono i libri, dalle mani degli autori agli occhi dei lettori, TESTO è arrivato alla sua quinta edizione, diventando il punto di riferimento dell’editoria contemporanea e dei suoi protagonisti.
Tra il 27 febbraio e il 1° marzo prossimi l’appuntamento con TESTO 2026 è alla Stazione Leopolda di Firenze, che si trasforma in una grande libreria pronta ad accogliere lettori, professionisti del settore, appassionati che vogliono scoprire quanto di nuovo c’è, e ci sarà, nel campo dell’editoria. Ad accoglierli, ispirati dal tema di quest’anno che è l’Estro, un palinsesto di quasi 200 eventi tra anteprime, presentazioni, seminari, laboratori, panel, produzioni originali e collaborazioni, ad oggi 165 case editrici e oltre 180 scrittrici, scrittori e ospiti da tutto il mondo. Appuntamento alla Stazione Leopolda, rinnovata con estro anche nel suo allestimento, per scoprire come si diventa un libro stazione dopo stazione, dal manoscritto alla libreria.
Il 27 febbraio, il Gabinetto Vieusseux parteciperà con più eventi a Testo [come si diventa libro], Ci sarà l’apertura straordinaria dell’Archivio Contemporaneo con tre visite guidate (9:30, 11:00 e 12:30) alle biblioteche d’autore (Arbasino, Pasolini, Pratolini e Dallapiccola) e alla mostra in corso dedicata a Mario Luzi alla presenza del curatore Riccardo Sturaro; si terrà un incontro alla Stazione Leopolda (Sala Ortese, ore 14:00) in cui verrà ripercorsa la storia dell’Archivio Contemporaneo Bonsanti e la figura di Mario Luzi;....