venerdì 6 novembre 2026

Alberto Ravagnani, La Scelta

 

Per gran parte della sua esistenza, l’unica preoccupazione di Alberto è stata quella di essere bravo. Prima un bravo bambino, poi un bravo adolescente, quindi un bravo seminarista, e infine un bravo prete. E se l’esigenza di risultare così impeccabile avesse finito per schiacciarlo? Dalle primissime ferite dell’infanzia alle estati trascorse nella casa contadina dei nonni, Alberto cresce imparando prestissimo a adattarsi. A intuire l’umore degli altri e comportarsi di conseguenza, mettendo al secondo posto le emozioni. E quando entra in seminario, la buona condotta si fa corazza: preghiere interminabili all’alba, totale aderenza alle regole, quaderni pieni di appunti alla ricerca di una perfezione ascetica. Finché nella corteccia cominciano ad aprirsi le crepe. Ci sono le serate in cui un prete altrettanto giovane gli chiede a bruciapelo se è felice. C’è un’amica dai capelli ramati e un bacio dato d’istinto. Ci sono le porte della Chiesa che a volte si aprono e a volte si chiudono in faccia. Ci sono gli incontri con le persone, tante e diverse: dai detenuti del carcere ai ragazzi dell’oratorio, passando per i pazienti dell’ospedale e un fratello – il suo – che trova la fede, la perde e la rincorre ancora, mostrando ad Alberto che la via per il sacro raramente procede in linea retta. Mentre tutto scorre, Alberto sperimenta modi nuovi per parlare di Dio e soprattutto inizia a farsi delle domande: sul suo ruolo, sulla libertà, su tanto altro. Anche se queste domande rischiano di mettere in discussione ogni cosa e porgli il dilemma più grande della sua vita. In quest’appassionante autobiografia che si legge con il ritmo di un romanzo di formazione e la profondità di un diario spirituale, don Alberto Ravagnani affronta temi e solleva quesiti universali, capaci di toccare ognuno di noi. Come si riconosce un desiderio rimasto troppo a lungo nascosto? E che succede se scopri che Dio non ti vuole perfetto ma intero, comprese le debolezze e contraddizioni? È da queste fenditure, molto più che dalle regole, che prende forma La scelta.

Cosa aspetta Adelphi a ripubblicare in economica il mitico "L' Archivio di Dalkey" ?

 

venerdì 30 ottobre 2026

librerieindipendentimilano

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giovedì 22 ottobre 2026

Ringraziamo Eleuthera che ci dona queste righe...

 Nel 1959, in una trasmissione culturale della radio pubblica francese, Claude Lévi-Strauss, ormai all’apice della sua fama, accetta di confrontarsi a tutto campo con Georges Charbonnier, giornalista e uomo di lettere. Ne emerge un incalzante dialogo che in punta di fioretto ci introduce alle intuizioni più affilate e dirompenti di quello che è considerato il fondatore dell’antropologia strutturalista: il pensiero selvaggio, la critica all’etnocentrismo, al mito del progresso e al falso primato della società occidentale, la distinzione fra società “calde” e “fredde”, il ruolo della scrittura come strumento di potere. Ma è soprattutto l’arte a fare da protagonista in queste pagine, mettendo a confronto il suo ruolo nelle società dette “primitive”, dove è espressione di un linguaggio collettivo, con il suo ruolo nelle società “moderne”, dove prevale l’individualizzazione e la possessività. Una cavalcata nel rigoroso pensiero di Lévi-Strauss che attraverso continue incursioni lo riesce a cogliere e a restituire in tutte le sue implicazioni.

Sempre ringraziando i ritrovamenti dell'amico antiquario Paolo Marenzi

 

martedì 20 ottobre 2026

lucy sulla cultura

 Leggete,se vi è possibile, la splendida intervista di Emiliano Ceresi a Renata Colorni apparsa in Lucy Sulla Cultura

Una  ripassata di quanto è accaduto nella letteratura da capogiro

I libri

 

 

I libri  rubano le anime. E' vero, ma la Gilda dell'ombra, in qualche forziere nascosto, le conserva con cura

         

                                                   ...      meditando su un testo di Paolo Marenzi, che ringraziamo