STO ANDANDO A DORMIRE
TI VA DI METTERTI FUORI
DAVANTI ALLA MIA PORTA
NON LASCIARE ENTRARE
NIENTE CHE MI POSSA SPAVENTARE
NON PERMETTERE CHE NIENTE MI MANGI
STO ANDANDO A DORMIRE
TI VA DI METTERTI FUORI
DAVANTI ALLA MIA PORTA
NON LASCIARE ENTRARE
NIENTE CHE MI POSSA SPAVENTARE
NON PERMETTERE CHE NIENTE MI MANGI
VOGLIO FERMARMI SULLA COSTA
NON HO MAI ABBASTANZA SOLDI
HO RUBATO IL DIRITTO DI VIVERE
COME SE NON CI FOSSE TEMPO
HO RUBATO GLI OCCHI DI DIO
COME FOSSERO I MIEI
NON HO MAI PIANTO DAVANTI AD UN PAESAGGIO
E ORA QUASI NON RESPIRO
HO PRESO E HO INFUSO
STO SOLO VIAGGIANDO
DOVEVA BRILLARE LA LUCE
DICEVA LITTLE BOY
SIGNORE ABBI AMORE PER TUTTI NOI
NON PUOI FUGGIRE DA TUTTO
IL SOLE E' TROPPO BELLO
NON VOGLIO INVESTIRE UNO SCOIATTOLO
IN QUESTO FURGONE SONO ME STESSA
RIESCO A TOCCARTI
MI METTERO' DA QUALCHE PARTE
E TU POTRAI TROVARMI
NON LASCEREMO CHE QUALCUNO CI DISTRUGGA
ERO SULLA LUNA
ORA SONO IN UN SUPERMERCATO
Chi fa rumore nel bosco o nell’onda? Chi ci scruta, non visto? Attraverso scoiattoli, ghiri, lontre, foche, orse, lupi, gheppi e uccelli acquatici – gli animali custodi delle storie raccontate nel libro di Francesca Matteoni –, l’osservazione e l’immaginario si aprono alle più profonde forme di connessione tra le specie terrestri e gli ecosistemi condivisi, ridefinendo la soglia fra domestico e selvatico, fra amore e terrore, nell’“inebriante e dolorosa rete del tutto”. In queste pagine le esperienze personali dell’autrice, insieme alle sue letture e memorie, si alternano a suggestioni e approfondimenti provenienti dagli Animal Studies, dal folklore, dalle tradizioni storiche e antropologiche che ci legano agli animali, fino alla letteratura, al cinema e alle arti che li vedono protagonisti. Un mondo di convivenze reali, interazioni costanti e proiezioni simboliche da decifrare, in cui ci fanno da guida creature metamorfiche (“mutaforma”) come la selkie dei mari nordici, sia donna sia foca grigia; la madre-lontra, metà acquatica e metà terrestre; la figura sciamanica dell’orsa, che scandisce il ciclo di morte, rinascita e comprensione di sé, o quella del lupo mannaro, il deviante diabolico perseguitato nei processi per stregoneria di epoca moderna. È così che le storie degli animali umani e non umani si sono intrecciate e si intrecciano di continuo nella trama ibrida dei viventi, dal culto e dalla parentela al conflitto e alla sopraffazione. Ed è per questo che gli animali reclamano il loro spazio vitale – e politico – come compagni senzienti di strada e di mondo: un atto di riconnessione con il pianeta e con tutto ciò che esiste ostinatamente insieme a noi.
Dal 27 febbraio alla Stazione Leopolda torna la rassegna legata all'editoria con un palinsesto di quasi 200 eventi, tema di quest’anno è l’Estro
Nato nel 2022 con l’obiettivo di raccontare il percorso che compiono i libri, dalle mani degli autori agli occhi dei lettori, TESTO è arrivato alla sua quinta edizione, diventando il punto di riferimento dell’editoria contemporanea e dei suoi protagonisti.
Tra il 27 febbraio e il 1° marzo prossimi l’appuntamento con TESTO 2026 è alla Stazione Leopolda di Firenze, che si trasforma in una grande libreria pronta ad accogliere lettori, professionisti del settore, appassionati che vogliono scoprire quanto di nuovo c’è, e ci sarà, nel campo dell’editoria. Ad accoglierli, ispirati dal tema di quest’anno che è l’Estro, un palinsesto di quasi 200 eventi tra anteprime, presentazioni, seminari, laboratori, panel, produzioni originali e collaborazioni, ad oggi 165 case editrici e oltre 180 scrittrici, scrittori e ospiti da tutto il mondo. Appuntamento alla Stazione Leopolda, rinnovata con estro anche nel suo allestimento, per scoprire come si diventa un libro stazione dopo stazione, dal manoscritto alla libreria.
Il 27 febbraio, il Gabinetto Vieusseux parteciperà con più eventi a Testo [come si diventa libro], Ci sarà l’apertura straordinaria dell’Archivio Contemporaneo con tre visite guidate (9:30, 11:00 e 12:30) alle biblioteche d’autore (Arbasino, Pasolini, Pratolini e Dallapiccola) e alla mostra in corso dedicata a Mario Luzi alla presenza del curatore Riccardo Sturaro; si terrà un incontro alla Stazione Leopolda (Sala Ortese, ore 14:00) in cui verrà ripercorsa la storia dell’Archivio Contemporaneo Bonsanti e la figura di Mario Luzi;....
Uno dei fenomeni più controversi della storia del basket si racconta. Una storia cruda e autentica di talento, coraggio e riscatto. Leggenda sportiva, ma anche icona di stile e simbolo di sottoculture discriminate: tutti conoscono Allen Iverson, eppure in pochi hanno davvero visto cosa si nascondeva dietro le quinte della sua vita burrascosa. Dall'infanzia difficile, vissuta in contesti di estrema povertà, ai primi successi nello sport, dall'arresto che rischiava di rovinare per sempre la sua carriera (e la sua vita) all'arrivo in NBA, dalle discriminazioni razziali alla fama mondiale…Fuori schema ci porta dentro la mente e i ricordi di un talento ribelle e indomabile. Quella di Iverson è la storia indimenticabile di un pioniere che ha infranto ogni regola su come doveva essere un campione NBA, che ha trasformato ogni ostacolo in un'opportunità, diventando una leggenda per milioni di persone, e che con la propria vita e la propria personalità ha cambiato per sempre la cultura del basket. Mostrando al mondo cosa significa cadere, rialzarsi e restare sempre, ostinatamente, fedele a se stesso. Vi giuro che tutto risale al discorsetto che mi aveva fatto mia mamma quando avevo otto anni: «Scegli la tua strada. Vuoi diventare un giocatore di basket? Di football? Ce la puoi fare». Tradotto: non dovevo ridurmi come un delinquentello. Le avevo creduto: Cavolo, se lo dice lei forse è vero. E avevo dato tutto per realizzare quell'obiettivo. Non mollavo, ero in campo ogni giorno, nonostante il bordello che mi circondava. Cascasse il mondo ero là, su quel cazzo di cemento, e ci restavo finché non faceva buio. Non avevo altro in testa. Basket, basket, basket. In casa non c'è un cazzo da mangiare? Vado al campetto e faccio il culo a qualcuno. Ammazzano i miei amici per strada? Passatemi quel pallone da football, che sono incazzato nero! Nell'estate del '92 incanalai questa rabbia e feci il culo all'intera nazione.
Il 4 maggio del 1970, la Guardia Nazionale apre il fuoco alla Kent
University, in Ohio, uccidendo quattro persone. Il massacro fu una
risposta al dilagare delle proteste per l’invasione statunitense della
Cambogia e l’allargamento della guerra in Vietnam: una ferita aperta sui
reali spazi di dissenso che gli Usa erano disposti a concedere e, per
quanto riguarda la storia dei Devo, un trauma che gli studenti della
School of Art e futuri membri fondatori della band, presenti alla
manifestazione, considerarono il battesimo del fuoco per l’urgenza
creativa che, da quel momento in poi, avrebbe caratterizzato la poetica
di uno dei gruppi più originali della storia del rock. In principio era
la fine, forte di un inedito apparato iconografico, racconta la genesi
dei Devo mostrando come e perché la band riuscì a incanalare l’energia
protopunk in un progetto artistico di vasta portata, capace di innovare
l’uso della tecnologia nella musica pop, di definire i canoni della
nascente estetica new wave e di mantenere quell’aurea di critica
socioculturale che continua ad avere una rilevanza fondamentale nella
poetica del gruppo 
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Un monaco tibetano dalle immacolate vette himalayane sbarca per la prima volta all'aereoporto di Londra e vede la gente agitata, di corsa e domanda al
suo accompagnatore: "Dove va tutta questa gente così in fretta?"
Fa una pausa di silenzio e aggiunge : "Queste persone vanno più veloci della propria anima"