Quando finalmente come se l'avessi sempre saputo e aspettato fui piccola tra le sue braccia
Quanto dura un tramonto se lo guardi fra le rose ?
“Non siamo qui. Non siamo affatto su questo pianeta. Siamo dentro un
macchinario, una scatola nera che ci alimenta di sogni perché la verità
della nostra esistenza è troppo atroce da sopportare” (Labirinto di morte,
1970). Potremmo chiamarla paranoia ma, come vedremo, il dubbio
ontologico di Dick nasconde molto di più di una trasposizione romanzesca
della psicosi. Quelli dei personaggi dickiani non sono semplicemente
risvegli filosofici, ma psico-chimici o psico-tecnologici. Ciò che li
trattiene ammaliati da una falsa realtà sono macchinari o più
spesso sostanze psicoattive, prodotti da entità aliene o apparati
governativi oppressivi, che alterano tendenziosamente le percezioni.
Una cosa che succede, a leggere Gogol’, a me, perlomeno, succede, è che
una riga piango, una riga rido, il che probabilmente dipende da una cosa
che ha notato Vladìmir Nabókov… quando dice che la prosa di Gogol’ ‘Dà
la sensazione di qualcosa di ridicolo e di stellare al tempo stesso – e
piace richiamare alla mente che la differenza tra il lato comico delle
cose e il loro lato cosmico dipende da una sibilante’”. (Paolo Nori)
"La rivoluzione la si fa ovunque. A Macondo come in tram, a Buckingham Palace...a pranzo dai genitori, a letto con l'amante.
La parola d'ordine è amare: buttiamo a mare la macchina capitalista e riprendiamoci il mondo.
Quanti di voi sono in grado di sedurre un poliziotto? " 
...l'aspirazione, anche disperata, a uscire in qualche modo dalla prigione ferruginosa e annientante dell'esistenza grandemetropolitanai...
da "Macondo Storia di un luogo ma gico", Mauro Rostagno e Claudio Castellacci
RE NUDO maggio 2026
Il suo nome è Fumana, che nella bassa del Po vuol dire nebbia. In quel mare pallido che copre ogni cosa come un mantello a lei piace perdersi, e non ha paura di nulla. Lo sa bene suo nonno, il rude Petrolio, che di notte la porta nelle paludi a pescare le anguille. Fum...