Decalogo della politica culturale comunale: ovvero cosa può fare (e non fare) un sindaco per la cultura.
- Costruire spazi e momenti liberi dal mercato: perché la cultura è
quella cosa (ormai l’unica) che non ci fa clienti, spettatori,
consumatori, ma cittadini sovrani. Recuperare spazi pubblici
inutilizzati, non alienarli e metterli invece a disposizione delle
associazioni di cittadini che sanno costruire cultura.
- Tenere aperta almeno una biblioteca fino a mezzanotte, tutte le sere.
- Non organizzare nemmeno una mostra: ogni volta che viene voglia di
farne una, pensare a quanti monumenti del territorio comunale sono
chiusi o in pericolo, e provare a salvarne almeno uno, coinvolgendo i
cittadini con una campagna di comunicazione.
- Costruire la politica culturale ascoltando chi sa cos’è la cultura:
cioè chi la produce. Non pensare in termini di appartenenza, ma di
competenza.
- Investire in ricerca: anche il più piccolo museo civico, se è
abitato da un giovane ricercatore, può diventare un luogo di produzione e
redistribuzione della conoscenza.
- Invitare un giovane artista ad abitare per qualche mese nel
territorio comunale, pagandogli l’ospitalità. E chiedendogli di
realizzare un’opera d’arte pubblica per la parte più brutta e disagiata
del comune: un’opera la cui esatta destinazione e le cui caratteristiche
andranno decise almeno in parte attraverso un cammino di
partecipazione.
- Promuovere e finanziare la costituzione di orchestre giovanili di
musica classica nei quartieri più degradati e con maggiori problemi di
inclusione.
- Assicurarsi che esista almeno un teatro: se c’è, aprirlo a tutti,
con agevolazioni, campagne, programmi di collaborazione con le scuole.
Se non c’è, farlo.
- Diffidare degli eventi, dei festival, delle inaugurazioni, delleuna tantum:
la cultura ha bisogno di strutture stabili, finanziamenti continui,
indipendenza dalla politica, visione lunga e disinteressata.
- Praticare la cultura in prima persona: un sindaco che trova il tempo
di leggere, ascoltare musica, andare a teatro, conoscere un museo sarà
un sindaco migliore. Oltre che un essere umano più compiuto: e, forse,
più felice.