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venerdì 16 febbraio 2018
Teeteto, edizione Einaudi, a cura di Franco Trabattoni, traduzione di Andrea Capra
Per l'importanza e la complessità dell'argomento (che cos'è la
conoscenza?), la profondità e la sottigliezza dell'analisi, e la
straordinaria ricchezza e varietà dei temi filosofici che vi sono
trattati, il Teeteto è indubbiamente uno dei dialoghi piú
importanti dell'opera di Platone, e in generale uno dei testi fondativi
del pensiero occidentale. Ne sia prova il fatto che ha suscitato
l'interesse di filosofi del calibro di Ludwig Wittgenstein e John
McDowell. Ma il Teeteto è anche un testo enigmatico, perché tutte
le soluzioni proposte al problema in oggetto sono sorprendentemente
demolite: con il risultato di lasciare ai lettori, da piú di 2000 anni a
oggi, il difficile compito di capire il significato di questa scelta.
La presente edizione contiene, oltre a un testo greco affidabile e a una
traduzione scorrevole ma anche linguisticamente e storicamente
accurata, un'ampia introduzione e un ricco apparato di note, dove
l'obiettivo di spiegare il testo cercando di ricostruire le intenzioni
che potrebbero aver guidato Platone nella stesura si accompagna a una
attenta e puntuale discussione dei molti temi filosofici che per il loro
rilievo teorico continuano a stimolare le ricerche dei pensatori
contemporanei. (Scheda Einaudi)
domenica 26 luglio 2015
plato & Socrates secondo Jacques Derrida
E plato, nettamente più piccolo, si issa dietro Socrates, con un piede in aria come se volesse mettersi all'altezza o come se corresse per prendere un treno in marcia (è proprio quello che ha fatto, o no?). A meno che non spinga una vettura da bambino, o di un vecchio, o di un infermo (Gängelwagen, per esempio, come dirà il grande erede della scena). Rigirala velocemente: Plato si dà lo slancio su uno skateboard (se non vedi facilmente la scena, metti un pezzettino di carta su Socrates, e moltiplica le mascherine, mobilizzale, spostale in tutti i sensi, isola le parti di ogni personaggio, e fai scorrere il film), Plato bigliettaio [receveur] di tram di un paese povero, è sul marciapiede e spinge i giovani all'interno nel momento in cui si parte. Li spinge da dietro. Plato conduttore di tram, il piede su un pedale o su un segnalatore (egli stesso è abbastanza segnalatore con quel dito teso, non trovi?) e conduce, conduce evitando il deragliamento. In alto sulle scale, sull'ultimo gradino chiama l'ascensore [...]
Jacques Derrida, La carte postale. Da Socrate a Freud e al di là
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