Intorno al 1250, nel ducato del Brabante, Hadewijch compone
quarantacinque Liederen, Canti, un testo di grande rilevanza della
mistica renano-fiamminga o renano-brabantina. I Canti sono la prima,
vera, grande opera poetica della letteratura in lingua nederlandese. Di
lei, forse una beghina, sappiamo pochissimo ma questi straordinari
versi, destinati a essere cantati, se da un lato si inseriscono nella
tradizione della mistica dell’amore dei movimenti religiosi femminili,
sorta in Francia nel XIII secolo, dall’altro svelano un unicum
straordinario, per spiritualità e poesia, di erudizione, profondità,
vena poetica, originalità ed empatia. Hadewijch si propone, con ardore,
libertà espressiva e spirito critico, come umile guida spirituale, legge
le Scritture in luoghi pubblici e scrive in volgare in un mondo in cui
tali argomenti erano dibattuti solo da uomini ed esposti in latino
venerdì 10 luglio 2026
Canti. Testo nederlandese medio a fronte di Hadewijch; Fraeters Veerle (cur.); Willaert Frank (cur.)
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