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martedì 28 febbraio 2017

Sull'incontro riguardo Villa Merli


Risultati immagini per partigiane 
Trasgredire il consenso, seminare il dubbio

- pensieri sull’incontro sui fatti di Villa Merli -

 

Spesso lo storico è soltanto

un giornalista voltato all’indietro

  Karl Kraus



Ora, noi possiamo scegliere di dare il nostro contributo al mantenimento di questo mondo. Oppure possiamo scegliere di non darlo. Nell’uno, come nell’altro caso, compiamo una scelta di cui solo noi siamo i responsabili, non qualcun altro

Per questo, a parte la buona fede che anima chi ha organizzato l’incontro su Villa Merli, un’altra cosa è certa: giornalisti, rappresentanti politici e storici, ancora una volta, hanno dato prova di come il Potere sia un dispositivo infallibile per narrare dei fatti atroci come la tortura e l’annientamento dell’umano in modo glaciale e alquanto offensivo per la Memoria.






lunedì 6 febbraio 2017

Trasgredire agli ordini

Barbara Caffi con Francesca Papetti sul ruolo di Villa Merli nella storia del fascismo a Cremona

 


Dopo oltre settant'anni, riappare il dossier relativo alle indagini condotte dalla Questura di Cremona sulla vicende di Villa Merli.
Non si tratta di una riapparizione casuale: l'etica di un uomo, o quella di più uomini, ha impedito la distruzione richiesta di questi documenti.


La storia di una città è la storia dei suoi abitanti, insieme di azioni che procedono a ritmi in parte nascosti,  per reticolati di strade ed edifici ben visibili, conosciuti.
La storia di una città, è anche la storia, quindi, dei suoi edifici, dei palazzi, mura in qualche modo fidate, inganno cedevole e insieme robusto. Dei palazzi, spesso, ci basta conoscerne i contorni.

La città, come risultato di una operazione tra esseri viventi, riflette le qualità di quegli stessi esseri.
Gli spazi in cui questi esseri si ritrovano, ne divengono veicoli, e in determinate quantità di tempo, al palazzo si associa una sorte, un destino.

Villa Merli è stata, a partire dall'estate del '44, la sede dell’Ufficio Politico Investigativo della Guardia nazionale repubblicana.
Nel Nord Italia, è stato, drammaticamente, uno dei centri più attivi ed efficienti nella conduzione di interrogatori, torture, verso tutti coloro che erano stati considerati oppositori del regime mussoliniano.

Villa Merli oggi non esiste più. L’edificio è stato distrutto, sostituito.

La memoria di un popolo può essere tenace e durevole, e insieme l’esatto opposto, ordita  e affabulazione.
Un aiuto a capire e delineare il ruolo di Villa Merli nella storia di Cremona, e del fascismo di Cremona, è arrivato dal passato, nella forma di un faldone di centinaia e centinaia di pagine, risultato delle indagini che la Questura di Cremona aveva svolto intorno a quel luogo.

La giornalista Barbara Caffi, del quotidiano “La Provincia”, ha visionato e studiato accuratamente  questi documenti ricevuti, selezionandone una parte e commentandone gli estratti, in qualche modo, più significativi, all’interno del proprio quotidiano.


Domenica 12 Febbraio, alle 16.00, Palazzo Cattaneo, Via Oscasali 3, Francesca Papetti, storica, affiancherà Barbara Caffi, nel tracciare un percorso nuovo attraverso questi documenti, in una riflessione obbligatoriamente collettiva su tutto ciò che questa parte di storia conserva, e rappresenta.



Progetto grafico a cura di Roberta Boccacci