Bar.
Decadente e un poco snob, non in senso dispregiativo come gli attuali
tempi cupi richiederebbero.
Romanticismo nel piangersi addosso.
Una
specie di Charles ‘Hank’ Bukowski della Bassa.
Che mi piace di più, Hank.
Forse perché c’è il mito di L.A. e la California.
Benchè, diciamolo, una
volta che l’hai vista non è poi così differente dalla Bassa.
Tolti i
fronzoli e il mito rimane la comune solitudine a far da compagna mentre guardi
passare il tempo che ti resta.
Le donne.
Unici sprazzi vitali.
O
meglio: le fighe, per fughe mentali.
Come i puntini del “che cosa apparirà”
della settimana enigmistica, basta unirle per trovare il filo erotico che le
accumuna.
E che tiene in vita e spesso appaga.
Toccabili e intoccabili e
desiderate.
E spesso anche stronze, alcune.
Ai bar preferisco le spiagge
solitarie, di fiume di lago di mare, tra radi corpi poco vestiti o nudi dove
consumarmi di accidia.
L.