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lunedì 17 novembre 2025

  Why do we keep mistaking efficiency for existence?



Il dominio non è esercitato da chi controlla, ma da chi accetta la logica del controllo come necessità ontologica.

È il punto in cui l’illusione diventa ambiente, e il potere si confonde con la struttura stessa della realtà percepita.

Il potere non è mai stato altro che una strategia di orientamento simbolico; la sua efficacia deriva dal consenso percettivo, non dalla forza.

Nessuna forma di dominio è reale se non come sogno condiviso.


mercoledì 1 ottobre 2025

Edoardo Camurri, La vita che brucia

 Il mondo è stupendo e rigoglioso, non annientarlo nelle tue paure, non distruggerlo con il tuo goffo protagonismo, con la tua tristezza, con la tua pretesa di avere ragione, con le
tue aspettative. Non hai tempo per i pensieri. Diventa libero, fluido,
imprevedibile.

immagine di Roberta Boccacci

domenica 3 agosto 2025

Follow the rabbit - Pinkoniglio



Cerchiamo la legge. Non la legge che gli uomini hanno costruito, 
ma la Legge che ha costruito gli uomini.



La legge universale


Due numeri zero

Erano due. Un maschio e una femmina.
Adulti, provati dal tempo, ma luminosi. Semitrasparenti.
Due numeri zero: senza passato, senza peso, senza somma.

Si incontrarono in un punto qualsiasi del mondo.

Il maschio disse:
"Non porto ricordi. Sono vuoto come un uovo non deposto."

La femmina rispose:
"Non porto progetti. Sono vuota come la parola taciuta."

Si sedettero l’uno di fronte all’altra.
Nel vuoto che li circondava, iniziarono a parlare a voce bassa, di niente e di tutto.
Ogni parola che scambiavano era un fiore che sbocciava per pochi secondi, poi svaniva.

Non fecero patti. Non cercarono definizioni.
Solo respiravano insieme, e ogni respiro era un frammento di storia che si scriveva e si dissolveva.

A un certo punto lei disse:
"Abbiamo fatto un giardino."

Lui guardò intorno e non vide nulla.
(Ma sentì — che c’era.

Camminarono via.

Due numeri zero, ancora zero.
Eppure infinitamente pieni.

Camminarono via portati dal rigirarsi delle reciproche presenze. Uno nell'altra. Non era un ricordo ma una nuova fioritura. Si erano scambiati lo sguardo più puro e ora ognuno vedeva con gli occhi dell'altro. Mentre si allontanavano sapevano chiaramente che ogni passo li avvicinava a un luogo ignoto in cui si sarebbero incontrati di nuovo. E il cuore accelerava, i passi acceleravano, erano sempre più distanti e non avevano altra meta che trovarsi ancora.

EPILOGO

(L'amore ci salva dalla filosofia).

Due numeri zero, due cerchi, due anelli congiunti. 

Sono il simbolo dell'infinito? Il paradiso è un giardino a due posti?

Avrebbe tutti i colori del mondo — ma  meravigliosi.

Due benedetti, radioattivi. non contengono radio, ma emettono radiazioni d'amore, radiazioni di verità, radiazioni di mistero, radiazioni di magia. Sono spettacolari.

Immaginiamo:

Un poveretto usurato dall'apatia sente la folata di uno strano vento e si volta.

(L’apatia lo aveva arrotolato su sé stesso come un bozzolo che non promette più alcuna farfalla)

Sente colpo di vento — ma non un vento normale. Non porta né freddo né polvere.
Una folata strana, che sembra accarezzargli la pelle dall’interno

"Cos’è stato?"

Vede allora due figure che si allontanano, leggere come un suono.
Ma l’aria che li segue… scintilla.

Non è un’illusione: il suo cuore fa un piccolo, incerto battito in più. Come un bambino che si risveglia da un lungo sonno e chiede, ancora addormentato:
"Posso venire anch’io?"

Il poveretto resta lì, fermo.

Non li raggiungerà mai.
Ma ormai il vento è dentro di lui

La propagazione è cominciata.


Next Stop: La vita quotidiana nello Stato di Grazia

I numeri zero si incontrano quando cadono fuori dalle rispettive storie vissute e iniziano a fluttuare nel sogno

Quando cadono fuori dalle rispettive storie vissute, iniziano a fluttuare nel sogno.


O

Gli amanti zero si costituiscono infinito. Tutti gli  zero sono buchi nelle storie altrui. Quando qualcuno intercetta uno zero la sua storia in quel punto perde la trama. Quando più zeri intrecciano le loro narrazioni si crea una larga smagliatura nella coscienza collettiva.

Lo zero è un buco narrativo ambulante.
Non forza la trama, non la distrugge: ne sospende temporaneamente la coerenza.

Effetti tipici quando qualcuno intercetta uno zero:

  • improvvisa dimenticanza di intenti

  • lapsus comportamentali

  • emozioni incongrue

  • aperture improvvise di significato o illuminazioni intuitive

  • senso di vertigine e di libertà

Guardiamo una città. Due zero accorpati in situazioni prolungate risultano in prima battuta interessanti poi divertenti poi sospetti poi sgraditi. ma: illeggibili. ma: troppo impegnativi per essere presi in considerazione, ma: troppo ingombranti per rientrare nel campo cognitivo.
 

VA A FINIRE CHE GLI ZERO STANNO MEGLIO IN PARADISO.

 E la città è perfetta per la luna di miele.

sabato 26 luglio 2025

È un tempo che ci raggiunge. - e dice: “Guardami.”



instāre = stare sopra, essere imminente, premere addosso, incombere.

Instans è ciò che sta addosso, urge, si impone, non può essere evitato.

Quindi l’istante non è un frammento neutro di tempo,
ma qualcosa che preme, che urge, che domina l’attenzione.
È un tempo che ci raggiunge.

  • Nell’antico latino, instans poteva indicare anche un nemico che incalza, una stagione che incombe, un evento inarrestabile.

  • Non è il tempo "qualsiasi", è il tempo necessario, inevitabile.

L’istante è un colpo di tamburo nel silenzio.
È l’attimo che si alza in piedi davanti a te,
e dice: “Guardami.”

È il momento in cui il mondo ti chiama per nome



forma avverbiale da actus («atto, azione compiuta»), participio passato di agere («spingere, muovere, fare»).
L'attimo, quindi, è un atto compiuto: un’azione che si è già consumata, come un lampo.
È tempo che si è appena chiuso, ma che ha lasciato il segno.
Un battito, una scintilla.
In tedesco si tradurrebbe con Augenblick: “lo sguardo di un occhio”.

➤ L’attimo non è mai abitabile: accade e svanisce. È la soglia attraverso cui il presente si dissolve nel passato.
Ma in quell’evanescenza… può accadere il miracolo.

  • L’attimo è un lampo che brucia e lascia la pelle accesa




dal latino momentum, da movimentum («movimento»), a sua volta da movere («muovere»).
Quindi: momento = ciò che muove o ciò che ha il potere di far pendere qualcosa (come nei termini “momento decisivo”, “momento critico”).
Nel latino tecnico, momentum indicava anche il peso che fa inclinare una bilancia.

➤ Il momento ha forza e direzione.
È una zona viva del tempo che agisce, modifica, inclina, conduce.
Il momento è portatore di scelte: non è solo tempo che passa, ma tempo che decide.

  • Il momento è una corrente che trascina e cambia il corso del fiume.



"Adesso" viene dall’italiano volgare e affonda le radici nel latino tardo:

  • ad ipsuma questo (momento)
    oppure

  • ad hoc ipsuma questo stesso (punto/istante)

  • Ma è soprattutto la combinazione ad + eccu(m) + istum che ha dato vita in volgare a forme come:

  • ad istuma questo qui,

  • ad eccum istumecco questo (espressione rafforzativa dell’immediato).

Il passaggio fonologico e semantico ha portato alla forma toscana adesso, nel senso di “in questo preciso istante”.

“Adesso” segna l’irruzione del presente nella coscienza. Non solo “tempo attuale”, ma presenza fenomenica.

In chiave coscienziale (che ci interessa molto), “adesso” può essere visto come:

  • Quantum di attenzione condensata.

  • Istanza di realtà affermativa: ciò che “si dà” e “accade”.

  • Strappo dell’eterno nel flusso: come se la linearità venisse sospesa da un’irruzione qualitativa.

Lo stato di adesso è, in fondo, il campo zero della possibilità:

Tutto ciò che accade, accade adesso. Tutto ciò che può cambiare, può cambiare adesso.

Se incrociamo questo lemma con la riflessione sulle emergenze, potremmo dire che:

  • “Adesso” è una condizione emergente della coscienza.

  • È l’attualizzazione che sottrae informazione al caos e la configura come evento.

  • In un sistema, “adesso” non è solo un punto nel tempo: è la tensione tra potenza e atto.

Adesso è il confine instabile tra ciò che ancora non è e ciò che già agisce.
È il battito dell’universo dove l’evento prende forma, l’attenzione si coagula, e la coscienza decide di essere.



Il termine presente deriva dal latino praesens, praesentis, participio presente del verbo praeesse, composto da:

  • prae- = "davanti, prima"

  • esse = "essere"

Dunque, praesens significa letteralmente “essere davanti”, “essere innanzi a”.

In latino il termine veniva usato tanto per indicare la presenza fisica ("colui che è qui") quanto per il tempo attuale ("ciò che è ora davanti a noi").

Il praesens tempus è ciò che si manifesta davanti allo sguardo o alla coscienza.

 Il presente è ciò che appare, ciò che si offre alla coscienza. In questo senso, è lo spazio dell’accadere, del darsi, del manifestarsi. È un concetto dinamico, non statico.

Qui si collega fortemente con l’idea del “presente” come evento emergente, un’interfaccia tra l’essere e la percezione, tra informazione e consapevolezza.

Essere "presente" significa essere con, prae-esse, "essere per", essere al cospetto, essere in relazione diretta. Il presente è co-esistenza. Da qui il valore del “presente” anche in senso intersoggettivo e spirituale.

Il termine presente ha anche un significato legato all’offerta: un “presente” è un regalo, un dono. Questa accezione non è casuale.

Dare un dono è portarsi davanti all’altro, farsi presenti a lui, esprimendo una volontà di vicinanza, di relazione, di affetto.

Questa duplice valenza temporale e relazionale è profondamente simbolica: il dono è sempre nel presente, come atto di offerta, manifestazione di sé nel qui e ora.


la parola presentimento,  viene da praesentire, dal latino:

  • prae- = "prima"

  • sentire = "percepire, sentire"

Dunque: "percepire prima", intuire prima che accada, sentire un evento prima che si manifesti chiaramente.

Il legame con “presente” non è diretto etimologicamente, ma è fortissimo sul piano semantico e psichico.

Il presentimento è una presenza senza forma, una prefigurazione psichica di ciò che sta per emergere nel campo della coscienza.

Potremmo dire che il presentimento è il futuro che bussa nel presente, o ancora: una pre-attivazione della coscienza verso una possibilità in arrivo, che non è ancora conoscibile razionalmente.

Il presente è il luogo del darsi. Il presentimento è l’annuncio del darsi.

In particolare, presente e presentimento si incrociano nella zona liminale dove la percezione si fa rivelazione.




CONCLUSIONE: 
"FAR FAR AWAY THERE WAS A TIME TO GO, THERE WAS A TIME TO REST" ("ma non è questo il giorno". cit.)

domenica 20 luglio 2025

imparare a vivere di bellezza. questo è il regno


Etimologia di “stile”
Deriva dal latino stilus, che era lo stilo per scrivere: uno strumento appuntito usato per incidere sulla cera. 
Ma stilus deriva a sua volta da una radice indoeuropea stei-, che significa "pungere, colpire, trafiggere".
Quindi lo stile nasce come ferita, come segno inciso.

Che cosa ci dice questa origine?
Che lo stile non è un ornamento, ma un’impronta.
È la traccia lasciata da un essere nel mondo — spesso involontaria, come il passo sulla sabbia o il graffio sulla pelle.
Lo stile non è solo “come fai le cose”, ma ciò che fai quando sei vero
Quando non stai imitando nessuno.
In questo senso, stile è destino.
È l’anima che scrive nel visibile.

Se stile è ciò che punge, allora è la forza che rompe la superficie del senso comune.
È l’azione individuale che taglia l’inerzia del collettivo, come una lettera incisa in uno specchio appannato.

E se il tuo stile è unico, non può non essere anche una ferita: perché crea separazione, dichiara identità, chiama a raccolta o espone al rifiuto.

Se la verità è informe, lo stile è il modo in cui le diamo un corpo.
Un abito, una parola, un disegno: sono sacramenti di ciò che ci abita.
Quando il gesto coincide con il centro, lo stile diventa preghiera visibile.

È ciò che succede quando lasci che la bellezza ti regni.    (si impara)

È la scia che lasciamo dietro di noi: come le briciole nella fiaba, ma luminose.







 



martedì 15 luglio 2025

i cuori timidi indossano visioni dense


 Camminava come se la sua ombra non fosse ancora pronta.

Ogni giorno chiedeva al cielo nero:
“Quando mi sceglierai completamente?”

Una voce dolce, irrimediabile,
che veniva dalla sua stessa coda  disse:
“Quando saprai restare immobile mentre tutto cambia.”
La pantera provò. E ogni volta che non si mosse, una chiazza del manto si spense.

Fu un lavoro lungo e impossibile. 
Ma capitò una notte che guardando le stelle si immobilizzò per lo sgomento di vederle belle, 
e dimenticò tutto il mondo fino all'alba. 
Nel chiarore umido e imprevisto del primo mattino si incamminò trasognata e intorpidita verso un ramo e vedeva nel nero folto del suo pelo risplendere miliardi di tremule luci.  

Era completamente nera da circa un minuto. Si addormentò sognandosi incantevolmente maculata.

EPILOGO
Appuntamento col nero.
Alla soglia.
Da solo.
O mai.

(TILT TOKEN project - ascend.exe 
da visitare in Libreria)

domenica 13 luglio 2025

EMERGENZA - aprire il sistema

Il Gatto Warning pensa a voce alta: "emergenza" nella coscienza designerebbe l’innalzarsi di una configurazione interna a livello sistemico, al punto di determinare o indirizzare percezioni, decisioni, azioni. Come nei fenomeni fisici complessi, non è la forza del singolo elemento (dato, immagine, pensiero) a farla emergere, ma la coerenza strutturale che quel contenuto instaura all’interno del sistema cosciente. Possiamo pensare a questo tipo di emergenza come a una risonanza: quando una configurazione mentale entra in sintonia con un ampio spettro della rete coscienziale, si "alza" — emerge — come forma dominante, proprio come in un sistema fisico una nuova proprietà collettiva si manifesta solo oltre una soglia critica. Questo spiega anche perché alcune intuizioni, convinzioni o immagini diventano realtà operative, mentre altre si dissolvono: non è questione di verità assoluta, ma di potenziale emergente nel sistema complesso della mente. Allora seguiamo il filo dell’emergenza coscienziale per mettere in luce come le strutture di pensiero dominanti possano nascere da processi locali, parziali, eppure imporsi come se fossero universali. 
  1. L’emergenza come selezione di configurazioni dominanti: Nella coscienza, come in un sistema complesso, non tutto ciò che esiste è percepito, e non tutto ciò che è percepito orienta il pensiero. 
Le idee che emergono sono quelle che, attraverso connessioni multiple, costruiscono una coerenza interna al campo di coscienza: si impongono non per la loro verità, ma per la loro centralità dinamica. Questa dinamica produce strutture di pensiero dominanti: visioni del mondo, assiomi culturali, morali, estetici che si installano come centri di gravità. 
  2. Il pericolo dell’assolutizzazione: Queste strutture, nate da una fase specifica, da un insieme locale di esperienze e codifiche, finiscono per essere trattate come universali e atemporali. È il destino dell'ideologia: una forma emergente che si scorda di essere emersa, e si presenta come fondamento immutabile. Es.: Il dualismo cartesiano è nato da una certa visione della separazione tra mente e materia, funzionale alla scienza moderna. Ma è diventato un dogma. Il liberalismo economico è emerso come risposta a contesti precisi, ma è diventato legge naturale. Anche nel linguaggio interiore: “sono fatto così” è l'assolutizzazione di una forma emergente del sé. 
  3. La coscienza è stratificata e processuale: Una visione più ampia riconosce che la coscienza non è fissa, ma stratificata, mutevole, attraversata da continue micro-emergenze. Ogni contenuto che domina oggi può essere decentrato domani, se cambia la risonanza interna o la rete di connessioni. 
  4. La funzione critica della coscienza riflessiva: Il ruolo della filosofia (e della spiritualità, dell’arte, della scienza vera) è quello di riconoscere le forme dominanti come emergenze, non come leggi. 
 Di rimettere in gioco l’origine delle convinzioni. E aprire il sistema
 DETTO TRA NOI ANIMALI: FACCIAMOLA FINITA CON IL DIVORARCI A VICENDA: sarà divertente.

martedì 17 giugno 2025

martedì 21 marzo 2023

"Noisy Eyes" di Roberta Boccacci apre oggi 21 Marzo alla Libreria Ponchielli

 

Oggi martedì 21 Marzo, inaugura alla Libreria Ponchielli, piazza S.A.M. Zaccaria 10 Cremona, la mostra Noisy Eyes di Roberta Boccacci, esposizione di tavole originali e di tilt token fatti a mano dall'autrice.


"Gli animali vivono nei boschi, nelle favole, nelle costellazioni. 
Poi vivono sui divani, nei lager, sott'acqua e sotto terra. Sotto pelle. 
Sotto la nostra pelle, quanti animali si mischiano, e alla fine, quale animale siamo noi? No, non un topo, una volpe, o un lepidottero, ma noi. Nome e cognome. Noi se si sfilasse la medaglietta, non più nome né cognome, ma ugualmente tutta la memoria, di questa vita e dell’evoluzione. Della nostra personale coscienza e del sapere della specie. Gli animali vivono, e lo sanno, fanno di tutto per durare e a volte soffrono tantissimo. Sognano, si confondono. Riconoscono i miracoli. Questo conta. Il conto dei miracoli. Gli animali si consumano in fretta. Si guardano negli occhi, o si tengono d’occhio. Vedono i fantasmi. E fantasie e soluzioni. Gli animali hanno gli occhi. Hanno gli occhi e sanno camminare. Si spostano volontariamente. Hanno le loro teorie. Qualcosa di scritto nei geni. Qualcosa da scrivere, un tracciato. Gli animali lasciano tracce, inevitabilmente. Si sentono osservati, e il silenzio li inquieta. La stanchezza li doma, la freschezza li illumina, in questo assomigliano ai fiori".

Roberta Boccacci

 

La locandina è opera dell'autrice Roberta Boccacci

Evento facebook; https://fb.me/e/2JVkD5GRL

giovedì 12 maggio 2022

Domenica 22 Maggio presentazione di "Rabbia Proteggimi", con Maria Edgarda Marcucci

 


Domenica 22 Maggio, ore 17.30, all'aperto, davanti alla Libreria Ponchielli, Piazza S.A.M. Zaccaria 10, incontreremo Maria Edgarda Marcucci per parlare del suo libro "Rabbia Proteggimi Dalla Val di Susa al Kurdistan Storia di una condanna inspiegabile".

L'evento è realizzato insieme al collettivo studentesco Il Megafono, e ad Arci Persichello.

 

"Nel Nord della Siria martoriata dalla guerra, insieme alle donne e agli uomini che resistono contro l'avanzata dell'isis. Nelle lotte che animano le piazze italiane. Costretta tra le restrizioni della sorveglianza speciale. Un insieme di frame apparentemente lontani, ma che messi uno accanto all'altro compongono la traiettoria della vita di Maria Edgarda Marcucci, e la sua costante e ostinata ricerca di luoghi in cui di dà sostanza a termini come liberazione, resistenza. Un oscillare continuo tra diario, fumetto e reportage, che alterna il racconto di chi ha sacrificato tutto, talvolta anche la vita, per una società più giusta e di chi vorrebbe comprimere questa storia dentro un'aula di tribunale."

Zerocalcare


Certo, l’organizzazione sociale, il potere hanno sempre la possibilità di recuperare le trasformazioni. Ma il potere non è infinito. È molto difficile recuperare la pratica, mentre è molto facile recuperare l’ideologia. Allora dobbiamo stare attenti a ciò che consideriamo rivoluzionario, che non è creare ideologie ma riflettere sulle cose che in pratica trasformiamo.

Franco Basaglia, Conferenze brasiliane (1979)


Vi aspettiamo!

 

Il manifesto è a cura di Roberta Boccacci e del collettivo Il Megafono.

martedì 28 marzo 2017

"Hoffmanniana" nei Giardini di Palazzo Cattaneo, Domenica 2 Aprile, ore 16.30



E.T.A. Hoffmann, grande narratore di sogni e incubi, ma anche delle ossessioni della musica e dei musicisti, delle febbrili folle cittadine e della sarcastica saggezza dei gatti, è il protagonista dell’opera omnia che L’orma editore ha deciso di pubblicare in un ampio progetto a lungo termine. 
 
L’«Hoffmanniana», affidata alle cure di Matteo Galli, tra i massimi esperti dello scrittore, artista e musicista romantico, presenta i suoi romanzi e racconti in nuove, accurate traduzioni, cui si affianca un ricco e innovativo apparato paratestuale: dalle classiche introduzioni, cronologie e bibliografie, a corpose note informative e interpretative, da una sintetica enciclopedia (battezzata «E.T.A.pedia») a suggestivi inserti iconografici a colori che danno conto dell’intertestualità e dell’immensa fortuna postuma delle opere di Hoffmann.

I Notturni, gli Elisir del diavolo, le Fiabe e Il gatto Murr sono i primi quattro testi pubblicati, mentre sono in arrivo I confratelli di san Serapione.
Un’edizione prestigiosa e duratura, che segna una tappa imprescindibile della ricezione di Hoffmann in Italia.

L’incontro di Domenica 2 Aprile sarà un’ottima occasione per parlare dei criteri dell’edizione e dell’esplosiva produzione letteraria dell’autore di Königsberg, in compagnia del curatore e traduttore Matteo Galli (Università di Ferrara) e di Marco Federici Solari e Lorenzo Flabbi, fondatori della casa editrice L’orma.


Progetto grafico a cura di Roberta Boccacci. 

mercoledì 8 marzo 2017

"Niente di tutto quello che credi che sono"



Domenica 12 Marzo, alle ore 16.00, Sala "Ivan Illich", Palazzo Cattaneo, Via Oscasali 3,
Luca Chino Ferrari, studioso di culture underground, traduttore, scrittore e critico musicale ci introdurrà alla vita e al tempo, Londra 1965, di Syd Barrett, fondatore dei Pink Floyd.

Luca Ferrari, autore delle prime fanzine italiane, le cui immagini saranno proiettate durante l'incontro, e della prima biografia dedicata a Syd Barrett, ha pubblicato testi di ricerca musicale con editori italiani ed internazionali (qui tutta la bibliografia).

"Niente di tutto quello che credi che sono" è la sintesi della parabola di un uomo emblematico ed anomalo, la vita di Syd Barrett sembra aver sorpassato la sua stessa opera, creando un unicum all'interno di tutta la scena musicale a cui finora abbiamo assistito.
La sua biografia, nonostante trent'anni di lontananza dalla società dello spettacolo, continua ad avere più forza di molte altre e ci obbliga ad una riflessione che vada al di là del mito.

La generazione, che ha saputo riconoscerne l'autenticità e la purezza della ricerca, è stata forse grande quanto lui, salvandolo ripetendo-si, ripetendo-ci, dato che ne parliamo ancora, perchè è giusto continuare a parlarne?

Luca Ferrari, refrattario alle molte letture spesso date sull'argomento, ci guiderà con un incontro che sarà sintesi e interazione, gioco e studio.


A seguire, all'A.D.A.F.A., alle 17.30, Giovanni Uggeri con l'Ensamble Alma Libera presenteranno la raccolta poetica Gasoline di Gregory Corso in una versione per contrabbasso. Qui, ulteriori dettagli.

progetto grafico a cura di Roberta Boccacci