
venerdì 19 luglio 2024
giovedì 18 luglio 2024
Bon basta
BÒON BASTA
ESCAPE THE MATRIX
La mostra è organizzata dalla scuola CR. Forma in collaborazione con Libreria Ponchielli – Piazza S.A.M Zaccaria 10, Cremona dal 16 al 31 Luglio 2024.
Il titolo della mostra si è composto specchiando la realtà quotidiana dei ragazzi e delle ragazze.
Bòon basta, buono basta, come un bene! risoluto alla fine di un lavoro, ne sancisce la fine, seppur momentanea, esprimendo dalle retrovie la soddisfazione della conclusione, accompagnata - talvolta - da una sorta di stanchezza.
Escape the matrix, fuga dal matrix. Il riferimento più comune del concetto di Matrix nasce dall’omonimo film cult fantascientifico del 1999.
Simba La Rou (nato nel 1999) canta nel suo Tunnel ‘escape the matrix’ intanto che il verde numerato compone la narrazione della clip audio. Fuggi dal sistema ingiusto e sbagliato, dalla pressa dell’esistenza, dal senso del dovere e di colpa, fuggi dai soldi tentatori, che promettono la felicità. Matrix -icis in latino è madre, utero. Come è chiamata matrice la lastra madre lavorata che poi viene stampata attraverso le tecniche incisorie della grafica d’arte.
In questo titolo parliamo il dialetto, l’italiano, l’inglese e il latino: a volte capita che le diversità linguistiche diventino vera potenza comunicativa, specialmente quando il concetto di straniero andrebbe rivisto.
Così ci siamo trovati a guardare indietro, il lavoro svolto, con un filtro matrix. E in qualche modo, ciò che ne è emerso, è emblema di questi concetti, diversi tra loro ma appartenenti tutti allo stesso punto di partenza, a vederla bene, un punto al femminile: una punta.
Come la punta della matita che abbiamo usato per autoritrarci e ritratte l’altro, scoprendolo - il compagno - nell’osservazione sempre in movimento, contemporanea e contestuale, tenendo (tendendo) lo sguardo sul soggetto e dimenticando i limiti del foglio.
Come la punta del pennello che ha scisso ed unito i colori o che ha usato solo la loro somma, il nero, che spezzato con l’acqua ha creato il bilanciamento col bianco del foglio, usato anch’esso come colore, luce, spazio, da preservare.
E arriviamo alla punta sulla matrice, sui cartoni di tetrapak del latte recuperato a scuola, rovinato o accarezzato dal chiodo, massacrato o studiato, rattoppato, tagliato e sagomato, scritto e disegnato. Poi inchiostrato, faticando, tentando, ribaltando, specchiando. Fino a passarlo, come pasta per la pasta, tra i rulli della macchina per le tagliatelle, la macchina della nonna, dove giri la manovella e tiri fuori sempre una sorpresa, questa volta una stampa. La matrice, di tetrapak così non sprechiamo nulla e notiamo che tutti i giorni buttiamo materiali che appaiono di scarto, permette di riprodurre la stessa stampa, potenzialmente infinita. Ci permette di ripetere erivedere, come la ripetizione è parte della nostra vita, del nostro processo psichico. Ripetere per sottolineare, ripetere per osservare, ripetere per riprodurre pezzi simili ma sempre diversi, come figli, gemelli, riprodurre e
lasciar andare.
Ed è nell’approccio che siamo usciti dal matrix, o almeno, ci abbiamo provato. Perché chi ha mosso le mani lo ha fatto in un contesto scolastico ma non obbligatorio, in una scuola senza voti, dove l’unico tema era l'osservazione
attenta del gruppo e la scoperta delle esigenze particolari e comunitarie. La classe come luogo di convivenza. I ragazzi e le ragazze, tra i 18 e i 20 anni, sono all’ultimo anno di un percorso professionale, in particolare negli indirizzi legati comunque e sempre a lavori manuali e al contatto col pubblico: qualcosa di diverso da ciò che fa un artista? Studiano per diventare cuochi, baristi, idraulici e meccanici. Per loro muovere le mani disegnando è stato più facile che per altri, non tanto perché vicini alla manualità, ma per l’approccio distante. In un contesto di matrix loro sono riusciti ad uscirne, forse inconsapevolmente, eppure i pensieri disegnati che si possono osservare in mostra espongono questo: loro lo hanno riconosciuto il matrix e sospettano/sanno di esserci dentro. I
disegni, le pitture e le stampe che sono nate dal tempo trascorso insieme ci insegnano, a noi nati prima del famoso 1999, che il compromesso è all’ordine del giorno, che l’idealismo va ri-studiato, che la scuola va ripensata, che a volte dovremmo (noi dietro a una qualsivoglia cattedra) imparare ad ascoltare, con ogni senso a nostra disposizione. Loro hanno ancora il fervore di dire che non ne hanno voglia, che non gli interessa, che non capiscono il perché, che non vogliono.
Si parla di desiderio e di sogno, di volontà e realtà: idoli, macchine, soldi, luoghi, esperienze, io, tu, noi, loro, ora, poi, ero, sono, sarò, chi. Ciò che c’è: è il presente presente.
In un discorso molto più ampio e apparentemente distante, Azar Nafisi scrive: L’immaginazione non offre rimedio per la mancanza di un tetto, la disperazione, le ingiustizie e le sofferenze imposte dall’incostanza della vita e dall’ineluttabilità della morte, ma ha una voce che svela e combatte queste ingiustizie, messe in luce dal fatto che non accettiamo le cose come stanno. Ciò che siamo, ovunque viviamo, dipende in gran parte da come immaginiamo di essere.1
I disegni pensati sono di: Agbontaen Blessing Jadesola, Albab Aya, Arienti Chiara, Avalone Katia, Buscema Stefano,
Carta Pietro, El Harti Ayoub, Falbo Rosi, Fallanaj Jurgen, Filippi Kevin, Fiorini Fabio, Gambazza Mirko, Imtiaz Fahad,
Kaur Jaskiran, Lazzarini Thomas Simone, Malchiodi Crystal, Masella Emanuele, Quindi Andrea, Reoletti Riccardo,
Rizzo Caterina Alessia, Rizzi Andrea, Rutella Kevin, Singh Harshpreet, Sououdi Mohsin, Adrian
------------------------------------------------------------------------------
Azar Nafisi, La Repubblica dell’immaginazione, Adelphi, Milano, 2015, p. 56.
venerdì 12 luglio 2024
mercoledì 10 luglio 2024
sabato 6 luglio 2024
Aperture serali Museo Civico Ala Ponzone
sabato 29 giugno 2024
E' iniziata"Distésa", mostra fotografica di viaggio di Nora Guerra, in Libreria fino al 15 Luglio
Da mare a lago. Da lago a deserto.
Aralkum, come viene chiamato dalla gente del posto, è un deserto nuovo,
salato e carente, sorto dal fondale del Lago d’Aral: un tempo uno dei mari di origine oceanica più estesi al mondo.
La storia di questa distesa desolata è recente, se non attuale; iniziata
quando, nel 1960, in Unione Sovietica, vengono deviati i due principali fiumi che alimentano il Lago per favorire la prosperità delle piantagioni di riso e aumentare la produzione di cotone destinato alla produzione di divise militari.
Nel corso degli anni successivi, la popolazione uzbeka che risiedeva nei
pressi del vecchio mare- la cui economia si basava sulla pesca - vide le acque allontanarsi sempre di più dalle loro case e i frutti del proprio lavoro diminuire a dismisura. Il livello del sale nell’acqua crebbe e molta della fauna locale sparì.
Rapidamente la vita delle persone si fece sempre più dura; alcuni
tentarono fortuna nell’agricoltura ma le frequenti tempeste di sabbia - mista a tracce aeree di pesticidi - portarono la popolazione ad ammalarsi e ad abbandonare la zona, lasciando dietro di sé solo un velo bianco e scintillante: il sale.
Nel Novembre 2023, durante un viaggio alla scoperta dell’Uzbekistan, mi
sono trovata ai confini del Turkmenistan, a Nukus, capitale della regione autonoma del Karakalpakstan, per poi intraprendere una strada lunga circa 400 kilometri fino a raggiungere le acque del vecchio mare, esteso oltre il confine con il Kazakistan.
In questo lungo viaggio non ho incontrato molte persone; il nostro
accompagnatore guidava silenzioso sull’antico fondale percorrendo una strada immaginaria: una distesa di sabbia lunga chilometri che a occhio nudo non aveva una fine.
Più volte mi sono chiesta quali fossero i suoi punti di riferimento. Le
estrazioni di gas? I radi accampamenti dei lavoratori? Finché, al tramonto, come un miraggio, è apparso l’altopiano Ustyurt.
Il silenzio che circondava me e i miei compagni di viaggio era assoluto.
Nessun suono veniva percepito se non l’ululare del vento lontano e lo scricchiolio di qualche animale. I nostri passi erano rumorosi. Intorno a noi rocce e sabbia, sopra di noi la via lattea che ci illuminava.
Per vedere il vecchio mare ci volle un giorno intero, qualche ora dopo
l’alba.
mercoledì 26 giugno 2024
Tomaso Montanari, Chiese chiuse
Migliaia di chiese sono oggi inaccessibili, saccheggiate, pericolanti. Altre sono trasformate in attrazioni turistiche a pagamento. Oggi non sappiamo cosa farcene, di tutto questo «ben di Dio», e bene pubblico: mancano visione, prospettiva, ispirazione. Ma è anche lì che si potrebbe costruire un futuro diverso. Umano. Le antiche chiese italiane ci chiedono di cambiare i nostri pensieri. Con il loro silenzio secolare, offrono una pausa al nostro caos. Con la loro gratuità, contestano la nostra fede nel mercato. Con la loro apertura a tutti, contraddicono la nostra paura delle diversità. Con la loro dimensione collettiva, mettono in crisi il nostro egoismo. Con il loro essere luoghi essenzialmente pubblici sventano la privatizzazione di ogni momento della nostra vita individuale e sociale. Con la loro viva compresenza dei tempi, smascherano la dittatura del presente. Con la loro povertà, con il loro abbandono, testimoniano contro la religione del successo. Possiamo decidere che anche questi luoghi speciali che arrivano dal passato devono chinare il capo di fronte all'omologazione del pensiero unico del nostro tempo. O invece possiamo decidere di farli vivere: per aiutarci a vivere in un altro modo.
domenica 23 giugno 2024
mercoledì 19 giugno 2024
martedì 18 giugno 2024
sabato 15 giugno 2024
EDIZIONI NAUTILUS
Domenica 16 giugno 2024, alle ore 17.00, presentazione del libro UN FUTURO SENZA AVVENIRE. (Nautilus, p.192, 13 €)
*al Circolo Matteotti, via per Santa Vittoria a Sestri Levante (GE).*
A seguire cena e dibattito.
Festa!
*Festa del Luartis a Commessaggio e a Canneto sull'Oglio!* il fine settimana con due iniziative! *Sabato 15 Giugno 2024 dalle 19:00 alle 22:30 a Commessaggio* L'associazione culturale il TORRAZZO-APS organizza l' "Apericena culturale all'ombra del Torrazzo" per sabato 15 giugno 2024 dalle ore 19.00. Sarà presentato il libro "LA PIANURA DEI PORTICI" di Massimiliano Boschini, Giacomo Cecchin, Simone Terzi e Fabio Veneri. Illustrazioni Giuseppe Vitale, Sometti editore - 2023. Sarà possibile visitare il Torrazzo e la Mostra dello scultore Giovanni Sala. *Domenica 16 giugno 2024 dalle 10.00 a Canneto sull'Oglio* L'AEMOC e la Pro Loco La Fonte di Canneto sull'Oglio, unitamente al Comune, organizzano la 22^ edizione della festa del Luartis per domenica 16 giugno 2024. Di seguito il programma: Ore 10.00: Ritrovo partecipanti presso Piazza Gramsci (di fronte al Museo Civico di Canneto s/O). Ore 10.20: Partenza biciclettata percorrendo gli argini lungo il fiume Oglio con soste naturalistiche animate dai soci AEMOC. Ore 12.00: Arrivo presso l'Area di Sosta vicino alla "Lanca delle Runate". Pranzo conviviale a base di spiedo, polenta fresca e dolci della tradizione. Il pranzo è prenotabile (con contributo di 5 Euro, da versare il giorno della manifestazione) sulla pagina Facebook dell'Ecomuseo Valli Oglio-Chiese. In caso di maltempo l'evento è annullato. *Iscrizioni e cancellazioni* <http://www.ogliosud.it/newsletter-iscrizioni.php> *© 2024 - Parco Regionale Oglio Sud* Piazza Donatore del Sangue, 2 - 26030 Calvatone (







