mercoledì 13 agosto 2014

Virginia Woolf


«Mi serve un po’ della lingua che usano gli amanti. Non ho bisogno di parole. Di niente di preciso. Ho bisogno di un ululato, di un grido».

Virginia Woolf, Le onde






martedì 12 agosto 2014

La Libreria Ponchielli è stata insignita del Premio " Miglior Libreria Storica 2014 "


tra le 43 copertine di libri più belle


tra le 43 copertine di libri più belle


tra le 43 copertine di libri più belle


La verità, vi prego, sull'amore


Sibillin Pierrino






Ineluttabile modalità del visibile: almeno questo se non altro, il pensiero attraverso i miei occhi. Sono qui per leggere le segnature di tutte le cose, uova di pesce e marame, la marea avanzante, quella scarpa rugginosa. Verdemoccio, azzurargento ruggine: segni colorati. Limiti del diafano. Ma lui aggiunge: nei corpi. Dunque ne era conscio in quanto corpi prima che in quanto colorati. Come? Battendoci sopra il cranio, si capisce. Vacci piano. Calvo egli era e milionario, maestro di color che sanno. Limite del diafano in.  Perché in? Diafano, adiafano. Se puoifarci passare attraverso le cinque dita della mano è un cancello, altrimenti è una porta. Chiudi gli occhi e vedrai. 
Stephen chiuse gli occhi per sentire le sue scarpe schiacciar scricchiolanti marami e conchiglie. Ci cammini attraverso comunque. Io lo faccio, un passo alla volta. Un brevissimo spazio di tempo attraverso brevissimi tempi di spazio. Cinque, sei: il nacheinander. Esattamente: e questa è l'ineluttabile modalità dell'udibile. Apri gli occhi. No Gesù! Se cadessi da una roccia che strapiomba sulla sua base, cadessi attraverso il nebeneinander ineluttabilmente! Me la cavo abbastanza bene al buio. La mia spada di frassino mi pende al fianco. Con quella picchietta: loro fanno così. I miei due piedi nelle sue scarpe sono all'estremità delle sue ganbe, nebeneinander. Suona solida: creata dal maglio di Los demiurgos. Mi avvio all'eternità lungo la spiaggia di Sandymount? Crasc, crac, cric, cric. Monete del mare selvaggio. E tutte Dominie Deasy le sa. 
Vuoi venire a Sandymount
Cavallina Maud? 
Il ritmo attacca, vedi. Odo. Un tetramento acatalettico di giambi in marcia. No, al galoppo: lina Maud
Apri gli occhi ora. Lo farò. Un momento. È tutto scomparso da allora? Se li aprissi e rimanessi per sempre nel nero adiafano. Basta!
Voglio vedere se posso vedere.     

James Joyce, Ulysses
      

Librerie Indipendenti vs Grandi Concentrazioni


venerdì 1 agosto 2014

NEOLOGISMI

La libraia ha rizzato le orecchie alla terza volta che sentiva quel termine e oggi, quando le è arrivata la mail di Ugo Pierri, il nostro Pierrino, ha trasalito perchè la parola si è ripresentata.

                                                        eticolesi

eticolesi ! non dite che non è  interessante.

ABBRACCIARE LA DIVERSITA





"Quando avevo 13 anni ho fatto l'errore di iscrivermi a un Liceo classico privato. È stato l'anno peggiore della mia vita, culminato con la bocciatura. I professori mi martirizzavano, sebbene studiassi il mio sforzo non era mai ripagato. Nessuno aveva il minimo riguardo nei miei confronti. Gli insegnanti, i miei genitori e i miei parenti erano tutti contro di me. Per un anno, non hanno fatto altro che portarmi alla convinzione che fossi un buono a nulla, tendevo a colpevolizzarmi e a pensare di essere "sbagliato". Il mio insegnante di inglese mi aveva perfino detto che "non era la materia adatta a me", la sua. All'università ho studiato lingue, e mi sono laureato con la Lode. Ad Agosto partirò per l'Islanda, dove starò un anno a studiare per ottenere un Master in studi medioevali scandinavi, e nel frattempo lavoro come traduttore e interprete di lingua inglese per il tribunale.
Non mi voglio mettere su un piedistallo, ho anche io un sacco di limiti, come tutti; a dire il vero, sotto certi aspetti, mi considero un imbranato totale. Dico solo che quella scuola mi ha privato della libertà di gestire la mia istruzione come volevo, imponendomi degli schemi che mi andavano stretti e che sono stato forzato a rispettare per non essere spaccato e riassemblato da loro. Era un sistema decisamente troppo rigido, che non ammetteva una grande varietà di caratteri, tra cui il mio. Diciamo che è anche il limite della scuola italiana in generale, nella quale nulla di ciò che proviene dall'autorità può essere messo in discussione, e dove chi non si riesce ad adattarsi si sente una mela marcia. Ci vorrebbe una scuola che si adegui e abbracci le diversità di ciascuno, e che non cerchi di uniformare tutti sotto le stesse regole."