venerdì 27 febbraio 2026

Tessitori di rivolte, Ingrid Anastasia Pedrazzini,ELEUTHERA

 

un'idea esagerata di libertà

In queste pagine troverete non solo una ricostruzione storica, ma soprattutto una proposta: usare il luddismo come lente per interrogare il nostro rapporto con la tecnica, con il lavoro, con la comunità.
Dal 6 marzo in libreria
Descritto dai suoi detrattori come un rigurgito violento e retrogrado nei confronti di un progresso tecnologico ineluttabile, la rivolta luddista di inizio Ottocento non fu un semplice rifiuto della tecnologia, ma una consapevole critica – martello in mano – dell’idea che ogni trasformazione sia di per sé positiva, che la crescita sia sempre un valore, che il futuro sia un’inarrestabile corsa in avanti. Una visione quanto mai attuale in un’epoca come la nostra dominata dalla retorica dell’innovazione e della velocità.
prefazione di Marco Aime
Chi era realmente il generale Ned Ludd, il mitico «amico dei poveri» che incitava i tessitori inglesi a difendere con ogni mezzo le proprie comunità artigiane dalla travolgente avanzata delle macchine? Dietro questo nome leggendario si celava di fatto un movimento che all’alba della rivoluzione industriale – in un peculiare intreccio di rivoluzione e tradizione, di utopia e critica radicale – osò sfidare i dogmi dell’utilitarismo e la spietata brutalità del nascente capitalismo. Una resistenza lungimirante e creativa che grazie alle originali modalità impiegate, insieme offensive e ludiche, ci restituisce il vero volto dei luddisti: non semplici sabotatori, ma artigiani e contadini mossi da una visione sociale del tutto refrattaria a quella mercificazione della vita che stava prendendo il sopravvento. Lungi dall’essere fievoli echi di un passato remoto, le voci dei luddisti risuonano più potenti che mai in questa nuova era scandita dagli algoritmi. E ci sollecitano ancora una volta a domandarci dove conduca davvero la strada del «progresso».
leggi la prefazione >>
16 euro - 176 pagine
INGRID ANASTASIA PEDRAZZINI

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