venerdì 27 maggio 2016

Donald J. Trump e gli scrittori

"Perché, in qualità di scrittori, siamo particolarmente consapevoli dei molti modi in cui il linguaggio può essere abusato in nome del potere.

Perché crediamo che ogni democrazia degna di questo nome si basi sul pluralismo, accolga il disaccordo e raggiunga il consenso attraverso il dibattito ragionato.

Perché la storia americana, nonostante i periodi di nativismo e bigottismo, per prima cosa è stata un grande esperimento che ha portato le persone di diversa estrazione sociale a coesistere, non a scontrarsi.

Perché la storia della dittatura è la storia della manipolazione e divisione, demagogia e menzogne.

Perché la ricerca della giustizia si basa sul rispetto della verità.

Perché crediamo che la conoscenza, l’esperienza, la flessibilità e la consapevolezza storica siano indispensabili per un leader.

Perché né ricchezza né celebrità qualificano chiunque a parlare per gli Stati Uniti, a guidare il suo esercito, a mantenere le alleanze o a rappresentare la sua gente.

Perché l’ascesa di un candidato politico, che si rivolge deliberatamente agli elementi più vili e più violenti della società, che incoraggia l’aggressività tra i suoi seguaci, che grida contro gli avversari, che intimidisce i dissidenti e denigra le donne e le minoranze, richiede una risposta forte e imminente da parte nostra.

Per tutte queste ragioni, noi, i sottoscritti, per una questione di coscienza, ci opponiamo inequivocabilmente alla candidatura di Donald J. Trump alla Presidenza degli Stati Uniti".


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