venerdì 8 marzo 2024

Paolo Soleri e Arcosanti ( da un articolo di Giuseppe Matarazzo su L'Avvenire Ringraziamo grati )

 

 Alla ricerca di Arcosanti, la città dell’utopia nel deserto dell’Arizona


martedì 5 marzo 2024
Un luogo ideale pensato nel 1970 da un visionario architetto italiano, Soleri. Un padre e un figlio in viaggio verso questa meta, nel film di Bongiorno "Ask the sand", al Milano Design Film Festival
Il film "Ask the sand", da Arcosanti una finestra sul deserto

Il film "Ask the sand", da Arcosanti una finestra sul deserto - © Vittorio Bongiorno

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Un luogo sospeso fra sogno e utopia, apparentemente nel nulla. Ma anche una realtà, una esperienza di straordinaria attualità sulle grandi domande che riguardano il futuro del nostro pianeta e che cattura l’attenzione e la curiosità di studenti e sognatori di ogni età. Parliamo di Arcosanti, la città ideale, la città del futuro pensata e costruita nel 1970 nel deserto dell’Arizona, in America, dall’architetto italiano Paolo Soleri (1919-2013), allievo di Frank Lloyd Wright. Un laboratorio urbano sostenibile che si riscalda con il sole e si raffredda con il vento del canyon.

Un posto dove bisogna andarci apposta. Bisogna cercarla e trovarla questa città. Come una meta di un cammino che parte da lontano e si compie lentamente. L’approdo di un viaggio speciale, che richiede una spinta che parte da dentro. Un viaggio per cercatori che possono diventare trovatori. Arcosanti è una destinazione lontana. Che non ti aspetti. Che non può esserci nelle guide del turismo di massa. Al massimo è un fuori rotta per appassionati. Il frutto di un‘idea straordinaria e quindi discussa. Uno di quegli esperimenti che possono riuscire o no. Ma che pongono delle domande. Dopo avere attraversato il deserto.

Arcosanti in mezzo al deserto dell'Arizona

Arcosanti in mezzo al deserto dell'Arizona - © Vittorio Bongiorno

È quello che fanno un padre e un figlio. Uno scrittore, musicista e regista, Vittorio Bongiorno, e Giulio, studente di architettura. Un regalo di un padre a un figlio diventato uomo che nei suoi studi si imbatte nella figura di Soleri e vuole saperne di più. Soleri, dopo la laurea al Politecnico di Torino, era andato in Arizona per studiare con il grande architetto statunitense Lloyd Wright a Taliesin West. Soleri era un uomo molto brillante, che aveva una larga visione del mondo, di come ci stiamo muovendo nel futuro e della possibilità di farlo in modo diverso.

Vittorio e Giulio programmano il viaggio on the road verso l’utopia. Quel viaggio intimo e personale, di un padre e un figlio, senza volerlo diventerà un film. Una storia collettiva. Ask the sand. Can we change the future?, si intitola. Per la regia proprio di Vittorio Bongiorno, che strada facendo, nei dialoghi con il figlio, comporrà un’ora di poesia cinematografica. Semplice, povera, ma ricca di senso. Un padre e un figlio in viaggio nel deserto dell’Arizona, in cerca di Arcosanti. Fra sogno e utopia, sì. Con un carico di domande sul futuro in cerca di risposte. Chiedi alla sabbia. Un viaggio in auto, fra panorami mozzafiato e architetture sorprendenti, con una macchina fotografica, taccuini, matite e una chitarra che fa risuonare musiche di Calexico, Naim Amor & John Convertino, Joachim Cooder.

Paolo Soleri lavora alla costruzione di Arcosanti, 1970

Paolo Soleri lavora alla costruzione di Arcosanti, 1970 - © Annette Del Zoppo


mercoledì 6 marzo 2024

Come ho ucciso...


 

Agli amici di Franco Loi :in libreria disponibile, custodito con amore, Verna, Empiria 1997

 

Al Chaplin

 

  Cos’ha significato essere comunisti e cosa può ancora significare? Cosa rimane oggi, a cinquant’anni dalla svolta della Bolognina, dell’esperienza di milioni di iscritti al PCI che hanno provato a trasformare sé stessi e il mondo? Cercando risposte a queste domande, nasce 16 millimetri alla rivoluzione, prezioso docu-film che riporta alla luce le più belle pagine del cinema militante italiano, prodotto dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico

sabato 2 marzo 2024

"Orizzonti" , mostra di Mario Giuseppe Spadari, s'inaugura oggi Sabato 2 Marzo 2024 ,alla Libreria Ponchielli


 



Su queste rive, dove il sole lascia l'ultima luce, scorrono con Giuseppe, vivaldiane, le quattro stagioni della bassa. Quella dell'afa, più breve di questa, ancora ingrigita e malinconica.

Nelle primavere già tiepide, con la voglia di risentire sulla pelle il vento che da lontano viene a smuovere le nuove gemme dei pioppi, lui spinge la veneta al di là della sabbia melmosa.

Il Fiume è azzurro perchè il cielo è azzurro, ma l'acqua non è più quella di allora.

Corrono i bambini sulla spiaggia senza capire il profumo delle pozze ormai semivuote dopo l'ultima piena;

la bottiglia di spuma è più in là, nella borsa scozzese.

Il sole cambia, come sempre, il suo colore e l'oro vira nell'arancio dei pastelli sparpagliati nella scatola di cartone. 

Nella baracca non lontana, si accende, per gioco, un fuoco di stoppie che spande presto un fumo acre.

Più difficile, in estate, è vivere sul Fiume l'emozione di chi rifiuta l'orizzonte breve della città, l'asfalto rumoroso e il pallore del neon.

Restano intatti autunno e inverno, nel tratto rapido del segno infarinato di poca neve.

Non bastano i voli impauriti di uccelli radi e lontani ad accompagnare me, Giuseppe, ragazzi e ragazze lontano da qui, nei posti della memoria o del futuro.

Al di là dell'acqua che continua lenta a trasportare schiume e reperti, bottiglie e alberi antichi, oltre i riflessi azzurrini, l'opposta riva attende il vogatore curioso e il naufrago.

 

Franco Coppiardi

 

 

Mario Giuseppe Spadari, cremonese, vive e lavora a Cremona nel suo studio di Via Litta, 36.

Sin dal 1959 produce opere pittoriche usando in prevalenza la tecnica del pastello ad olio e, più recentemente quella dell'acquerello e dell'olio.

Dal 1964 si interessa alla ceramica frequentando i corsi tenuti da Fiorella Fazzi e Carlo Fayer.

A Faenza frequenta i corsi "Giocare con l'arte" ideati da Bruno Munari.

Tiene a sua volta corsi di ceramica presso le scuole statali e conduce il laboratorio di ceramica dell'Istituto ospedaliero di Sospiro. Dal 1979 collabora anche col laboratorio dell'ANFAS di Cremona.

 

La sua attività pittorica, tuttavia, non si interrompe: organizza mostre personali a Cremona, a Soresina e a S. Daniele Po, l'ultima nel 1990 presso la galleria del Gruppo Artisti Cremonesi in Via Palestro.

Partecipa a numerose Mostre collettive e ad importanti Rassegne artistiche di livello nazionale e internazionale come la Quinta Biennale nazionale d'Arte Sacra di Bologna, il Concorso internazionale della ceramica d'arte di Faenza nel 1982, il XXXIV Concorso Internazionale della ceramica d'arte di Gualdo Tadino nel 1994 e la Quarta Biennale di Arte Padana di Cremona nel 1995.

Di lui hanno scritto: Elda Fezzi, Mario Ghilardi, Elia Santoro, Ireneo Ghisolfi, Donatella Migliore, Tiziana Cordani, Franco Coppiardi, Maurizio Coppiardi, Ezio Maglia.