Lo incontrai l’ultima volta un pomeriggio poco prima di Natale dello scorso anno, rintanato nel suo laboratorio di Ispra invece di godersi meritate vacanze.
Sei sicuro di essere in grado di maneggiare correttamente quella roba? gli chiesi al di qua dello spesso vetro piombato.
Tranquillo, mi rispose, è solo un nuovo tipo di fuoco d’artificio. Non è pericoloso se si è precisi con le quantità di componenti da miscelare.
Lo lasciai ai suoi esperimenti, francamente un poco preoccupato del loro possibile risultato. Non rispose neppure al mio saluto, tant’era impegnato a far calcoli con il ridicolo pallottoliere da cui non si separava mai.
È il migliore strumento di lavoro, sempre pronto e non ha bisogno di inutili pile o ricariche, diceva a me e a chi gli chiedeva perché insistesse a usarlo.
Tuttavia, alla luce di ciò che avvenne poi, forse avrebbe dovuto dar retta agli scettici e dotarsi di uno strumento più moderno che permettesse una maggiore precisione nei decimali nel calcolo delle masse critiche.
(photo by Faber)