venerdì 4 aprile 2025

Boom!

 










Lo incontrai l’ultima volta un pomeriggio poco prima di Natale dello scorso anno, rintanato nel suo laboratorio di Ispra invece di godersi meritate vacanze.

Sei sicuro di essere in grado di maneggiare correttamente quella roba? gli chiesi al di qua dello spesso vetro piombato.

Tranquillo, mi rispose, è solo un nuovo tipo di fuoco d’artificio. Non è pericoloso se si è precisi con le quantità di componenti da miscelare.  

Lo lasciai ai suoi esperimenti, francamente un poco preoccupato del loro possibile risultato. Non rispose neppure al mio saluto, tant’era impegnato a far calcoli con il ridicolo pallottoliere da cui non si separava mai.

È il migliore strumento di lavoro, sempre pronto e non ha bisogno di inutili pile o ricariche, diceva a me e a chi gli chiedeva perché insistesse a usarlo.

Tuttavia, alla luce di ciò che avvenne poi, forse avrebbe dovuto dar retta agli scettici e dotarsi di uno strumento più moderno che permettesse una maggiore precisione nei decimali nel calcolo delle masse critiche.

(photo by Faber)

Infanzia ...di Guglielmo A.

 " È nata la figlia della  zia"

Non so ancora perchè ma ho preso la mia bicicletta, ho fatto sedici chilometri sotto pioggia e vento di primavera e ho raggiunto il tuo paese. Sono arrivato che  il sole splendeva di nuovo. Eri nella tua carrozzina, sotto un pesco in fiore.Avevi già gli occhi aperti e quando mi hai visto hai sorriso e hai fatto un piccolo sospiro, come se mi avessi atteso. Questo ho pensato io.

  Non ho potuto proteggerti, come desideravo ,dalle cose della vita ma non ho mai smesso di amarti. Di un amore sconosciuto, senza nome  su cui ancora mi interrogo.

Ieri era, come ogni sera ( Ugo Pierri)

 

mi ha telefonato putin


mi ha assicurato che a lui più dell'europa interessano l'istria e la dalmazia

luoghi ameni magnifico mare

ritiene che  siano le località frequentate da ulisse nel suo omerico peregrinare


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mercoledì 2 aprile 2025

La fedeltà di Ugo

 
*P*otrebbe riprendersi le antiche province

*U*na alla volta ragionevolmente

*T*ornerà l'ordine costituito

*I*nni e bandiere rosse canteranno nel vento

*N*essuna bocca riderà senza denti

Ugo Pierri

 *M*entre le stelle sbigottiscono


*U*briache di satelliti

*S*ogna un mausoleo su marte il

*K*aiser dell'etere

Infanzia ...di Aurelio

 Un giorno  mio cugino ed io nell'orto del nonno decidemmo di assaggiare tutto quello che c'era. Avevamo cinque anni entrambi.  Lui avrebbe mangiato quello che si vedeva, io quello sottoterra. Poi il contrario.

A sera ci portarono in ospedale tutti e due.

Eppure non ricordo il mal di pancia, ricordo solo io e lui nel sole a dividerci fraternamente il sotto e il sopra del mondo.

martedì 1 aprile 2025

La veranda di Rosa


 

Infanzia di Wanda

 Lui abitava di fronte a me, in una stanza sopra l'osteria dove lavoravano i suoi genitori.

  Una sera si affacciò alla finestra, noi bambine giocavamo giù nel cortile.

Aveva tra le mani l'uccello.

Un silenzio improvviso. Poi l'urlo feroce di Catia:- E' il manico della scopa, è il manico della scopa...

infanzia ...di Marcello

 Abitavo alla fine del paese, un cortile che si chiamava "Vicolo Chiodo".

Dato che ci lavoravano tre falegnami io pensavo che si chiamasse così per quello.

Un giorno a scuola un bambino mi gridò: -Tu sei quello che abita a Vicolo Chiodo, il vicolo di quelli che  fanno i debiti perchè non hanno i soldi neanche per il latte"

Fu così che seppi che chiodo voleva dire debito e che ero povero

Infanzia di Andrea

Rischiò

Di essere un po'

Tutto a base di suore, 

Di preti, 

Divieti. 


Poi, però,

Il prog rock.


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La noia fertile mi dirottava verso i dischi dei grandi, perché quelli del gatto con gli stivali anche basta, grazie. Una volta imparato a calar giù la puntina e a spostare il selettore da quarantacinque a trentatré giri, ebbi accesso alle più profonde liquidità dei sogni che erano stati, fino ad allora, privilegio di un fratello maggiore. Da essi, il punto di non ritorno fu un lento, misterioso incipit, costruito a partire da un crescendo di uccelli che urlavano un caos via via più saturo, e mi siringavano nell'immaginazione un vasto panorama di abissi verdi e umidi di cascate. Introducevano la prima traccia, che credevo mi avrebbe fatto compagnia per i soliti tre o quattro minuti di metadone sonoro e invece proseguiva fino all'ultimo solco del lato A. Ammazzandomi di colori, deviandomi e plagiandomi in modo molto più efficace di quanto i miei genitori temevano potesse accadere tramite l'assorbimento dei cartoni animati giapponesi della prima ora, a loro dire unici responsabili di tutto il camponario dei miei tic nervosi. Disteso sul pavimento del soggiorno, a fissare, durante l'ascolto, un lampadario fatto di piastre cromate che mi riflettevano più e più volte. Sul tavolo in cucina, abbandonati e lasciati in custodia al ronzio del frigo, il quaderno dei dettati, quello di una matematica a cui già intendevo fermamente sfuggire, un sussidiario di terza elementare aperto su una qualsiasi pagina  riguardante la scrittura cuneiforme dei sumeri. Nell'aria domestica, palpabile, la paura del rientro serale di mio padre, del suo sguardo sui miei compiti. E ancora oggi non trovo giusto ricordarlo solo così.

Original Soundtrack: Yes, "Close to the Edge", 1972

Dove Adriana e Alberto riflettono sul loro amore


 

lunedì 31 marzo 2025

La Notte aspetta la luce della Sera


 

Infanzia di ellebi

Coetanea, giocavi sempre con noi due in cortile e sopportavi ridendo le nostre prese in giro di giovani spavaldi.
Un pomeriggio ci hai seguiti di nascosto attraverso il campo di mais fino alla piccola roggia dove facevamo il bagno all’insaputa di nonne e madri.
Nella canicola estiva ti vedemmo spuntare dal mais e ti guardammo, ritti e attoniti, raggiungerci in acqua.

Un galeone scappato tra i campi

Ritratti estemporanei e momenti della festa della Lega di Cultura di Piadena e della Società Operaia di Mutuo Soccorso. In regalo a Franca e a tutti da Andrea.

Pontirolo, 30/3/2025