mercoledì 8 luglio 2015
sabato 4 luglio 2015
venerdì 3 luglio 2015
Oikia
Coro
Elementi mancanti al
completamento:
poter essere se stessi,
sempre, in ogni luogo
poter pensare senza
ossessioni
poter percepire in assoluto,
in assenza di cause o effetti
poter agire senza vincoli,
pesi, conseguenze
poter diventare chi si è
nati per essere, e quindi
vivere nella certezza del
proprio destino
poter scoprire l'infermità
di quest'ultimo, e quindi
voler ardere ma non bruciare
poter soltanto bruciare, o
bruciarsi
poter cantare del proprio
enigma, oppure
contemplare il proprio centro
ripiegati su noi stessi, e sentire di
avere dentro di sé il potere
assoluto e completo
concedersi ad esso
amarlo
fuggirne
implodere
logorarsi, e infine
potersi sorridere allo
specchio
mostrarsi i denti allo
specchio
poter sentire la nostra
presenza in estasi dietro di lui, e quindi
poter ricominciare
ricostruire
riplasmare
poter essere ogni cosa
potersi dare una forma perché
il vuoto non ne ha
poter diventare l'oggetto che
lo conterrà, e di conseguenza
poter avere una relazione
paritaria con altri oggetti
rendere il proprio corpo un
oggetto
e replicare altri oggetti
poter rimuovere traumi,
ricordi negativi, anomalie
poter scegliere emozioni,
desideri, o paure
poter sorridere mentre lo si
fa
poter ridere di come si era
insignificanti, prima di
liberarsi per sempre da
dubbi, ansie, insonnia, dipendenze, rimpianti,
solitudine, volontà, eros,
da questa assurda ricerca della felicità, da occhi lucidi, da
narrazioni del passato, da onde marine ormai sbiadite, e andare
avanti andare avanti andare avanti senza più fermarsi, senza
ascoltare più nulla, senza più sentire il tocco del tempo.
E allora
poter smettere di sognare,
per essere finalmente perfetti.
mercoledì 1 luglio 2015
UN'ORA
Un'Ora
Da un' idea di Giovanni Uggeri
Microconferenze, letture, autobiografie,
omaggi a, racconti, esperienze, ipotesi,
visioni
ORALITÀ, COMUNICAZIONE , CONDIVISIONE
Giovedì 2
Luglio 2015 ore 18:30
Libreria Ponchielli, piazza S. Antonio Maria Zaccaria, 10, Cremona
(e se piove? E
se piove “è tempo di bagnarsi” come diceva Jack London)
“I
diciotto taccuini di Svjatoslav Richter”
“L'alchimia
dell'ironia”
“Il
nostro bisogno di consolazione”
Ringraziamo
il Bar Lex e il Bar Portici del Comune per le comode seggioline
“I
DICIOTTO TACCUINI DI SVJATOSLAV RICHTER”
Presentazione del volume
“Scritti e conversazioni” di Svjatoslav Richter e Bruno
Monsaingeon,edizioni Il Saggiatore 2015.
Introduce l'incontro Roberto
Lana, traduttore del volume insieme a Luca Fontana.
Lettura di passi scelti a cura
di Massimiliano Grazioli.
Svjatoslav Richter - il maggior
pianista russo del XX secolo -ha mantenuto un ostinato silenzio
sulla propria vita e le proprie aspirazioni.
Solo Bruno Monsaingeon è
riuscito a conquistare la fiducia del maestro e a
raccogliere la storia della sua
vita, indissolubilmente legata alla musica russa del XX secolo.
“L'ALCHIMIA DELL'IRONIA”
Come, attraverso la poesia di
Trilussa (1871- 1950), prendere coscienza di un marcio (sempre
attuale) può strappare una risata...
Lettura di alcune poesie …
senza commento...
buttate al vento ...
a cura di Ettore Mariani
“IL NOSTRO BISOGNO DI
CONSOLAZIONE”
Stig Dagerman (1923-1954) è considerato il “Camus svedese”. Segnato da una drammatica infanzia, anarchico cui ogni sistema va stretto, è una di quelle figure culto che non si smette mai di rileggere.
Stig Dagerman (1923-1954) è considerato il “Camus svedese”. Segnato da una drammatica infanzia, anarchico cui ogni sistema va stretto, è una di quelle figure culto che non si smette mai di rileggere.
Ci suggerisce che vi sono sempre
le parole da opporre ad ogni tipo di sopraffazione, “perché chi
costruisce prigioni si esprime meno bene di chi costruisce libertà”.
“Dagerman
anarchico e suicida a 31 anni.
Dagerman perché con una simile libertà non si può vivere da schiavi.
Dagerman perché la schiavitù è fatta per chi è condannato ad esistere.
Dagerman perché possiamo non vivere, ecco la più bella ragione per
aprirsi alle infinite possibilità della ribellione contro un’esistente
che ci soffoca.
Dagerman perché la sofferenza è compagna di danza per chi pensa e agisce
contro l’oppressione”.
Dagerman perché con una simile libertà non si può vivere da schiavi.
Dagerman perché la schiavitù è fatta per chi è condannato ad esistere.
Dagerman perché possiamo non vivere, ecco la più bella ragione per
aprirsi alle infinite possibilità della ribellione contro un’esistente
che ci soffoca.
Dagerman perché la sofferenza è compagna di danza per chi pensa e agisce
contro l’oppressione”.
Andrea
incontra Dagerman e Dagerman incontra Andrea, nei mille rivoli
dell’ignoto.
dell’ignoto.
martedì 30 giugno 2015
lunedì 29 giugno 2015
Chiediamo la ristampa, urgente e necessaria, di "Sputiamo su Hegel" di Carla Lonzi
Non salterà il mondo se l'uomo non avrà più l'equilibrio psicologico basato sulla nostra sottomissione.
Nella cocente realtà di un universo che non ha mai svelato i suoi segreti, noi togliamo molto del credito dato agli accanimenti della cultura. Vogliamo essere all'altezza di un universo senza risposte.
Noi cerchiamo l'autenticità del gesto di rivolta e non la sacrificheremo né all'organizzazione né al proselitismo.
Nella cocente realtà di un universo che non ha mai svelato i suoi segreti, noi togliamo molto del credito dato agli accanimenti della cultura. Vogliamo essere all'altezza di un universo senza risposte.
Noi cerchiamo l'autenticità del gesto di rivolta e non la sacrificheremo né all'organizzazione né al proselitismo.
Manifesto di Rivola Femminile, Roma, Milano 1970
UN'ORA
Un'Ora
Da un' idea di Giovanni Uggeri
Microconferenze, letture, autobiografie,
omaggi a, racconti, esperienze, ipotesi,
visioni
ORALITÀ, COMUNICAZIONE , CONDIVISIONE
Giovedì 2
Luglio 2015 ore 18:30
Libreria Ponchielli, piazza S. Antonio Maria Zaccaria, 10, Cremona
(e se piove? E
se piove “è tempo di bagnarsi” come diceva Jack London)
“I
diciotto taccuini di Svjatoslav Richter”
“L'alchimia
dell'ironia”
“Il
nostro bisogno di consolazione”
Ringraziamo
il Bar Lex e il Bar Portici del Comune per le comode seggioline
“I
DICIOTTO TACCUINI DI SVJATOSLAV RICHTER”
Presentazione del volume
“Scritti e conversazioni” di Svjatoslav Richter e Bruno
Monsaingeon,edizioni Il Saggiatore 2015.
Introduce l'incontro Roberto
Lana, traduttore del volume insieme a Luca Fontana.
Lettura di passi scelti a cura
di Massimiliano Grazioli.
Svjatoslav Richter - il maggior
pianista russo del XX secolo -ha mantenuto un ostinato silenzio
sulla propria vita e le proprie aspirazioni.
Solo Bruno Monsaingeon è
riuscito a conquistare la fiducia del maestro e a
raccogliere la storia della sua
vita, indissolubilmente legata alla musica russa del XX secolo.
“L'ALCHIMIA DELL'IRONIA”
Come, attraverso la poesia di
Trilussa (1871- 1950), prendere coscienza di un marcio (sempre
attuale) può strappare una risata...
Lettura di alcune poesie …
senza commento...
buttate al vento ...
a cura di Ettore Mariani
“IL NOSTRO BISOGNO DI
CONSOLAZIONE”
Stig Dagerman (1923-1954) è considerato il “Camus svedese”. Segnato da una drammatica infanzia, anarchico cui ogni sistema va stretto, è una di quelle figure culto che non si smette mai di rileggere.
Stig Dagerman (1923-1954) è considerato il “Camus svedese”. Segnato da una drammatica infanzia, anarchico cui ogni sistema va stretto, è una di quelle figure culto che non si smette mai di rileggere.
Ci suggerisce che vi sono sempre
le parole da opporre ad ogni tipo di sopraffazione, “perché chi
costruisce prigioni si esprime meno bene di chi costruisce libertà”.
"Dagerman
anarchico e suicida a 31 anni.
Dagerman perché niente e nessuno ci costringe a vivere, nemmeno la
morte.
Dagerman perché con una simile libertà non si può vivere da schiavi.
Dagerman perché la schiavitù è fatta per chi è condannato ad esistere.
Dagerman perché possiamo non vivere, ecco la più bella ragione per
aprirsi alle infinite possibilità della ribellione contro un’esistente
che ci soffoca.
Dagerman perché la sofferenza è compagna di danza per chi pensa e agisce
contro l’oppressione.
Dagerman perché niente e nessuno ci costringe a vivere, nemmeno la
morte.
Dagerman perché con una simile libertà non si può vivere da schiavi.
Dagerman perché la schiavitù è fatta per chi è condannato ad esistere.
Dagerman perché possiamo non vivere, ecco la più bella ragione per
aprirsi alle infinite possibilità della ribellione contro un’esistente
che ci soffoca.
Dagerman perché la sofferenza è compagna di danza per chi pensa e agisce
contro l’oppressione.
Andrea
incontra Dagerman e Dagerman incontra Andrea, nei mille rivoli
dell’ignoto."
dell’ignoto."
sabato 27 giugno 2015
Angelo Marchese, Amico dell'invisibile, la personalità e la poesia di Eugenio Montale - Interlinea Edizioni 2006
Tu chiedi se così tutto vanisce
in questa poca nebbia di memorie;
......
Penso che per i più non sia salvezza,
ma taluno sovverta ogni disegno,
passi il varco, qual volle si ritrovi.
Vorrei prima di cedere segnarti
codesta via di fuga
labile come nei sommossi campi
del mare spuma o ruga.
Ti dono anche l'avara mia speranza.
Ai nuovi giorni, stanco, non so crescerla:
l'offro in pegno al tuo fato, che ti scampi.
Eugenio Montale
martedì 23 giugno 2015
UN'ORA
Un'Ora
Da un' idea di Giovanni Uggeri
Microconferenze, letture, autobiografie,
omaggi a, racconti, esperienze, ipotesi,
visioni
ORALITÀ, COMUNICAZIONE , CONDIVISIONE
Giovedì 25
Giugno 2015 ore 18:30
Libreria Ponchielli, piazza S. Antonio Maria Zaccaria, 10, Cremona
(e se piove? E
se piove “è tempo di bagnarsi” come diceva Jack London)
“La
meglio gioventù: Pasolini e il dialetto in poesia”
“Lettera
a una professoressa”, Don Lorenzo Milani
“O
poesia poesia poesia: Tu parti e fuggi via”
Ringraziamo
Nicola e Stefania del Bar Portici del Comune per le comode seggioline
“La
meglio gioventù: Pasolini e il dialetto in poesia”
In
ricordo di Pier Paolo Pasolini, Vincenzo Montuori ci parlerà della
raccolta di poesie “La meglio gioventù”. Si partirà dalla
genesi e lettura delle poesie in dialetto friulano di Pasolini,
tracciando in seguito, l'intero percorso delle diverse stesure de “La
meglio gioventù” (1954) per arrivare alla sua seconda e definitiva
stesura ed edizione, “La nuova gioventù” (1974) ponendo
l'accento sull'importanza del dialetto nel linguaggio della poesia di
Pasolini.
“Lettera
a una professoressa”
"L'infanzia
è un varco che ci apre alla speranza. In essa giace,
per ogni uomo, l'esperienza rivoluzionaria della felicità"
Walter Benjamin
La scuola classista sembra aver vinto: libro di testo unico,
rapporti gerarchici, meccanismi decisionali sottratti a chi
fa la scuola e fissati a livello nazionale, concezione
dell'apprendimento quantitativa e verticistica.
In "Lettera di una professoressa" don Milani e gli allievi
della scuola di Barbiana insorgono contro il sistema della
selezione scolastica in difesa dei "cretini" e degli "svogliati".
Una critica alla scuola ma anche alla realtà.
per ogni uomo, l'esperienza rivoluzionaria della felicità"
Walter Benjamin
La scuola classista sembra aver vinto: libro di testo unico,
rapporti gerarchici, meccanismi decisionali sottratti a chi
fa la scuola e fissati a livello nazionale, concezione
dell'apprendimento quantitativa e verticistica.
In "Lettera di una professoressa" don Milani e gli allievi
della scuola di Barbiana insorgono contro il sistema della
selezione scolastica in difesa dei "cretini" e degli "svogliati".
Una critica alla scuola ma anche alla realtà.
“O
poesia poesia poesia: Tu parti e fuggi via”
Simone
della Mura e Paolo Bonini parleranno dell'idiosincrasia fra poesia e
viaggio in Dino Campana, leggendo “Dualismo (Lettera aperta a
Manuelita Etchegarray)” e “O poesia poesia poesia”, volendo
sfatare l'etichetta del poeta di Marradi, definito dalla critica il
“Rimbaud italiano”. Questo perché per compiere un vero e proprio
viaggio attraverso il percorso vissuto da un poeta, bisogna
profanarlo e assumersi rischi che altri non si vogliono assumere e
cioé parlarne facendolo rivivere.
lunedì 22 giugno 2015
domenica 21 giugno 2015
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