sabato 25 aprile 2026

Non dimentichiamo David Graeber

 Debt squarcia questo velo ideologico, dimostrando come debito e austerity altro non sono che strategie per mascherare l’oppressione violenta delle classi dominanti con tecnocrazia e moralismo

.Anthropologist and Occupy activist David Graeber dies

Igort e i giovani samurai del racconto

 Consigli (non richiesti) per giovani samurai del racconto - Igort | Oblomov  Edizioni

Lucy in the Sky with Diamonds (Sì, la libraia vorrebbe essere Lucy)




Lucy ha abbandonato tutti i suoi diamanti in cielo
Ed è scesa in terra per aprire un piccolo bar.
Non ne poteva più di essere seguita fino alla fontana 
Dove i cavalli a dondolo mangiano torte di marshmallow  
E tutti sorridono come ebeti mentre passi davanti a fiori 
Che crescono così incredibilmente in alto.
Ora è il giornalaio che le porta riviste e quotidiani
Che lascia sui tavoli per esser letti da persone 
Con la testa fra le nuvole mentre bevono un caffè. 
Il bar è lontano dalla stazione in cui arrivi ma per raggiungerlo
Non disturbi il facchino che gioca con la plastilina e 
I taxi sono tutti in giro a consegnare giornali.
Non ti resta che camminare.
E arrivato da Lucy 
non vorresti mai andar via.

giovedì 23 aprile 2026

Storia delle rivoluzioni immaginarie, Quodlibet

 – La promessa della vita eterna;
– Introdurre la settimana lavorativa di un giorno;
– La pace nel mondo;
– Birra gratis;
– Due tramonti al giorno (di diversi colori);
– Una minore forza di gravità;
– Meno tasse.

sabato 18 aprile 2026

La mattina scrivo...

 

“Non abbiamo nulla in comune, non ci lega nessuna emozione comune, nessun ballo popolare, nessuna chiesa; anche la noia, la viviamo in modo diverso. Non rientriamo in nessuna categoria di interpretazione politica; il nostro voto è imprevedibile, spesso nullo, frutto più della delusione che della collera. Questa classe di lavoratori di nuovo tipo non è la classe stereotipata che ci si immagina. Pettorina blu e muscoli non ne sono più i simboli. Appartengono a questa classe giovani, vecchi, straccioni di tutte le età esposti a contratti precari, al lavoro interinale, all’insicurezza economica, isolati dal resto della comunità tramite i contratti a tempo determinato o queste nuove forme di impiego gestite in modo anonimo da addetti e da applicazioni che impediscono qualsiasi incontro tra colleghi. Non ci incrociamo quando svolgiamo i lavori, non si crea alcun legame tra noi. Questo risparmia più di una preoccupazione ai datori di lavoro: nessun sindacato, nessuna pericolosa aggregazione del personale. Nulla ci avvicina nonostante la comune indigenza. La compartimentazione è così efficace da dissolvere nel silenzio e nell’invisibilità ogni occasione di protesta”. 

                                                                                  Franck Courtes

La mattina scrivo...

 La diserzione di Courtès comincia cercando di sopravvivere: è uno dei dieci milioni di francesi poveri, di cui non si sa nulla. Dunque lascia il suo appartamento di centoquaranta metri quadri per un monolocale acquistato dalla madre anni prima: una stanza ammobiliata al pianterreno. Taglia le spese risparmiando sul riscaldamento, cibo, vestiti, viaggi, svaghi. Non compra libri, non va al cinema. Vende tutto quello che può: la moto, l’orologio del padre, alcuni libri, tre quarti del guardaroba, tranne i vestiti di marca, per salvare le apparenze come nei film di Charlie Chaplin. La parte più dolente riguarda la spesa: il cibo a buon mercato è, dice, ripugnante, arricchito da additivi chimici, zucchero, sale, aromi, coloranti. Gli oggetti intorno a lui si deteriorano ma non può rimpiazzarli. “Mi sento scacciato da un benessere di cui non avevo misurato l’importanza. Una semplice passeggiata nel bosco, benché gratuita, assume dei tratti diversi perché le mie scarpe consumate prendono l’acqua e io non posso acquistarne di nuove. Il mondo intorno a me sembra cambiato. Vago in un altro paese, in un’altra civiltà”.

                              da " Lucy sulla cultura" , Loredana Lipperini che ringraziamo

La mattina scrivo...al pomeriggio faccio la fame, Franck Courtès

 Lipperini Cover

INGEBORG BACHMANN

 "Alla parola che celebra se stessa nei riti dell'estetismo, alla «poesia monologica» di un Gottfried Benn, Ingeborg Bachmann oppone una letteratura «rivolta con tutta la sua essenza ad un Tu», una poetica dell'«immaginazione sensoriale». [...] La sfida dell'Invocazione non occulta il male dell'Orsa, ma lo raffigura in tutta la sua terribile potenza. In questo senso Ingeborg Bachmann si fa portatrice di una moderna poetica del sublime, che riconosce la grandezza dell'uomo nella sfida che egli rivolge alle potenze che lo sovrastano. Se Dio non abita nel mondo e se la storia è visitata dal male, se l'uomo è estraniato da se stesso, spetta al canto poetico testimoniare messianicamente la verità. Il non-rivelarsi di Dio, la sua «presenza-assenza» — un concetto che lega Ingeborg Bachmann a Simone Weil e a Wittgenstein, e ancora più indietro a Hölderlin — si rovescia così nella trascendenza mistica della parola. Ogni poesia è in questo senso Anrufung: preghiera, invocazione e chiamata in giudizio al tempo stesso." (Dallo scritto di Luigi Reitani)

Francesca continua a raccontare Montaldi. Oggi su Radio Onda d’Urto


 

sabato 11 aprile 2026

Festival di Lettatura Working Class, 10-11-12 aprile 2026 – Campi Bisenzio (Firenze)

 

Dopo le prime tre edizioni in cui abbiamo ripercorso il passato (le genealogie), il presente (le geografie) e il futuro (le prospettive) della letteratura working class, adesso siamo nella fase più complicata, per la mobilitazione della ex Gkn e per il Festival che ne è strumento di lotta: il vecchio mondo sta morendo e quello nuovo tarda a comparire.

In questa logorante “transizione” – la parola-chiave di questa edizione del Festival – nascono i mostri che indeboliscono la vertenza, ma possono anche emergere nuove energie capaci di completare la transizione. Transizione ecologica dell’impianto, come nei piani della reindustrializzazione dal basso, ma anche transizione verso un mondo nuovo. Diverso da quello orribile che ci propina riarmo, guerre, genocidio, repressione del dissenso, deportazioni di migranti, sessismo e devastazione ambientale. E che ci obbliga a vendere la nostra forza lavoro al prezzo più basso del mercato.

Di fronte a un Consorzio regionale che avrebbe dovuto dichiarare la pubblica utilità dell’area industriale dell’ex Gkn, e che in un anno invece non ha deliberato nulla, faremo il festival «senza chiedere permesso», ispirandoci al titolo di un documentario dedicato all’operaio Pietro Perotti, autore del libro I cessi di Mirafiori. Così come senza chiedere permesso, attraverso l’azionariato popolare, gli operai del Collettivo di fabbrica provano, con mezzi di fortuna e contro tutto, a far partire la reindustrializzazione.

10-11-12 aprile 2026 – Campi Bisenzio (Firenze)

Organizzato da: Edizioni Alegre, Collettivo di fabbrica ex Gkn, Soms Insorgiamo, Arci Firenze

Direttore artistico: Alberto Prunetti

 

altre info qui; https://insorgiamo.org/festival-di-letteratura-working-class-2026/ 

Francesca Miglioli racconta Montaldi oggi a Radio Onda d'Urto

 

lunedì 23 marzo 2026

Burroughs, La mia educazione

 Per anni William Burroughs si è chiesto per quale motivo i sogni, quando vengono raccontati, risultino sempre così scialbi, finché un mattino non ha trovato la risposta, semplicissima: «Manca il contesto... come un peluche lasciato sul pavimento di una banca». E a quel punto un dubbio lo ha sfiorato: «Sono un alieno? Alieno rispetto a cosa? William S. Burroughs Birthday Bash (2014) - IMDb

Adelphi, Burroughs ,La mia educazione

 Per anni William Burroughs si è chiesto per quale motivo i sogni, quando vengono raccontati, risultino sempre così scialbi, finché un mattino non ha trovato la risposta, semplicissima: «Manca il contesto... come un peluche lasciato sul pavimento di una banca». E a quel punto un dubbio lo ha sfiorato: «Sono un alieno? Alieno rispetto a cosa, esattamente? Forse la mia casa è la città dei sogni, più reale della mia cosiddetta vita da sveglio». Copertina del volume: La mia educazioneCopertina del volume: La mia educazione

sabato 21 marzo 2026

LA NARRATIVA INDUSTRIALE

 " Oppure, diceva Celati quando ne parlavamo, raccontare è un'attività insopprimibile, e il male e il bene sono lì per essere macinati in qualche racconto da chi ci passa in mezzo.

Non gli piaceva la narrativa industriale, quella che sforna romanzi come si sfornano e si impacchettano le patatine fritte, tutte uguali, gustose,le si mangia con l'aperitivo, e il risultato è che fanno perdere l'appetito, le si mangia soprappensiero, così. senza  badarci, e non ci si ricorda più di averle mangiate"

                                                                da "Storia di un'amicizia", Ermanno Cavazzoni

                                                                          Quodlibet - Libri Come 2026. Ermanno Cavazzoni in dialogo con Andrea  Cortellessa. il link per prenotare  https://www.ticketone.it/event/libri-come-2026-democrazia-auditorium-parco-della-musica-ennio-morricone-21425732/?affiliate=IGA  | Facebook

venerdì 20 marzo 2026

Il grande massacro dei gatti, Robert Darnton

 INDICE:

  • 1. I contadini raccontano storie: il significato di Mamma Oca: Analisi delle fiabe popolari francesi.
  • 2. Il grande massacro dei gatti in rue Saint-Séverin: Un episodio in cui gli apprendisti tipografi torturano e uccidono i gatti del padrone, simbolo delle tensioni sociali e lavorative dell'epoca.
  • 3. Un poliziotto corregge i suoi libri: la cultura poliziesca: La sorveglianza degli scrittori da parte della polizia.
  • 4. Un filosofo scrive a un poliziotto: il significato di «Encyclopédie»: Le relazioni tra intellettuali e censura.
  • 5. I lettori rispondono a Rousseau: l'invenzione della sensibilità romantica.
  • 6. Il filosofo nel castello: l'esperimento di lettura nell'alta società.
Copertina del volume: Il grande massacro dei gatti

mercoledì 18 marzo 2026

C'È DEL VERO

 "Quando scrivo è come se avessi ancora tre anni----Amelie NothombAmélie Nothomb Getty Editorial 12-2-2026

Il fallimento

 ... e il fallimento è sempre stato tra noi un tema istruttivo di cui si parlava volentieri, e anche un obiettivo perseguito e spesso raggiunto...

,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,Ermanno Cavazzoni 

Ermanno Cavazzoni

In un giorno tristolino assai la libraia ha avuto la fortuna di aprire il libro di Ermanno Cavazzoni "Storia di un'amicizia", Quodlibet  e ha cominciato a ridere di gusto e,dopo qualche pagina, voleva uscire a cena con Cavazzoni  .

Si è bloccata solo perchè nello specchio ha visto che era pallida, doveva lavare i capelli e il suo maglioncino aderente era in lavatrice

 

POSTA CENTRALE


 

Heathcliff

E ho ancora una cosa da raccontarti. così tanto per non lasciarti in pace, per stuzzicarti per ricordarti che esisto

La cosa da raccontarti è questa: che Tan, sempre mio amico nelle notti giocose, è uscito a fumare una sigaretta e quando è tornato mi ha detto: C'è molto molto vento e io ho pensato a Cime tempestose e mi sarebbe piaciuto che ci fosse, nel vento, Heathcliff che voleva prendermi tra le braccia e stringermi forte.

Poi ho guardato fuori e non si muoveva una foglia e neanche la mia tenda leggera 

 

 

PETALI


 

lunedì 16 marzo 2026

il cavaliere azzurro o dello spirituale nell'arte


 

Gavroche

questa mattina all'alba davanti alla libreria :

              "Ieri sera  lutto immaginario: è morto Gavroche sulle barricate a Parigi. Non so se riuscirò a finire le 150 pagine miserabili che mi mancano senza il suo ardore insurrezionale"

Jamala Desir

 

La cosa più bella che ho sentito dire su "I miserabili".

Che il tuo caffè sia buono 

Ping Pong con I Dottori


 

sabato 14 marzo 2026

Biagio Marin

 Vogia de lontanansa,

me brusa e me tormenta

odor de prime viole

e profume de menta

E quel nuolo,maistral,  

che tu tu porti via 

la bella voce di Francesca


E’ colore di terra e di dolore

 campestre 

Quando sospese

Dietro le nuvole

Dondolano le reti secche


I pesci si nascondo nel mare


La luce dice: e’ marzo


La luna si stiracchia: si asciuga nel tempo