" Oppure, diceva Celati quando ne parlavamo, raccontare è un'attività insopprimibile, e il male e il bene sono lì per essere macinati in qualche racconto da chi ci passa in mezzo.
Non gli piaceva la narrativa industriale, quella che sforna romanzi come si sfornano e si impacchettano le patatine fritte, tutte uguali, gustose,le si mangia con l'aperitivo, e il risultato è che fanno perdere l'appetito, le si mangia soprappensiero, così. senza badarci, e non ci si ricorda più di averle mangiate"
da "Storia di un'amicizia", Ermanno Cavazzoni
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