sabato 19 febbraio 2011

C

che cos'è un soggetto ?
ontologie della soggettività
tra comune e singolare


sabato 19 febbraio 2011

ANNA BORGHI MASSIMO DE CAROLIS VITTORIO GALLESE GIANNI VATTIMO PAOLO VIRNO

RELAZIONI ORE 9-13/14-16 WORKSHOP ORE 16/18
MUSEO CIVICO DI CREMONA SALA PUERARI

ORGANIZZAZIONE A CURA DI SINGOLARECOMUNE


contatti 3200260347 / 3384028471

venerdì 18 febbraio 2011

Seumas O'Kelly

La tomba del tessitore
Una storia di vecchi


Dino Baldi

Morti favolose degli antichi


Denis Diderot
Il nipote di Rameau


Ugo Cornia

Operette ipotetiche


Georges Perec

Un uomo che dorme


Gilles Clément

Il giardino in movimento


mercoledì 16 febbraio 2011

La proiezione libraria si fiacca e si arresta nella clonazione spettacolare di identita' svuotate.



domenica 13 febbraio 2011


Nicla Vassallo

The Soul unto itself
Is an imperial friend –
Or the most agonizing Spy –
An Enemy – could send –
Secure against it’s own –
No treason it can fear –
Itself – it’s Sovreign – of itself
The Soul should stand in Awe –

Emily Dickinson, 683

A Pordenonelegge si parlerà di lavoro

Il lavoro in un periodo di crisi. Questo il tema della rassegna 'Pordenonelegge', in programma il 17 e 18 febbraio, nella città friulana. La rassegna, presentata oggi, avrà come ospite di eccezione sarà Richard Sennett, professore alla New York University, consulente del presidente Obama e autore di un saggio che sta facendo epoca: 'The Craftsmen' (L'uomo artigiano).

venerdì 11 febbraio 2011

"IL LIBRAIO è TRISTE"


il libraio è profondamente triste.Lungamente ha atteso dei libri preziosi,per lui.
Il corriere è giovane e bello,il pacco dei libri tra le braccia forti.
Il libraio vedendolo ha la sindrome di Stendhal perchè quando arrivano i libri i librai
hanno questi stati d'animo.


IL PACCO VISTO DA VICINO :

-puzza

-ha due vistosi buchi a destra

-presenta un'ammaccatura nel lato sinistro

-contiene 22 libri e non 23 come da fattura

-contiene il meraviglioso "Anelli di Saturno" di Sebald con due vistose ditate sulla copertina

-contiene 4 volumi in rilegata dei 14 volumi in brossura richiesti della " Storia della filosofia " a cura di Giovanni Reale e Dario Antiseri.

(il libraio sospende la vertigine della lista e si chiede " perchè,perchè... perchè 4 su 14...?)

-contiene "L'ardore" di Calasso e il libraio vorrebbe mandare subito il libro a Calasso per fargli vedere perchè quest'anno,per la prima volta,il libraio renderà un libro di Calasso

-contiene 22 libri e un elenco dei 26 libri richiesti e non inviati

(il libraio riflette che anche questa volta non è stato raggiunto neppure il 50% )

il libraio smette di guardare nella vertigine della scatola,guarda lo sguardo di Roberto Bolano,beve con lui,gioca con lui e comincia a passeggiare su e giù per le strade di notte,sperando di arrivare insieme al mattino

"IL LIBRAIO SA COME SALVARSI"

Ne la nave
Che si scuote,
Con le navi che percuote
Di un’aurora
Sulla prora
Splende un occhio
Incandescente:
(Il mio passo solitario beve l’ombra per il Quais)
Ne la luce
Uniforme
Da le navi
A la città
Solo il passo
Che a la notte
Solitario
Si percuote
Per la notte
Dalle navi
Solitario
Ripercuote:
Così vasta
Così ambigua
Per la notte
Così pura!

L'acqua
(il mare che n’esala?)
A le rotte
Ne la notte
Batte: cieco
Per le rotte
Dentro l’occhio
Disumano
De la notte
Di un destino
Ne la notte
Più lontano
Per le rotte
De la notte
Il mio passo
Batte botte.

"L'EDITORE RIFLETTE SULLE RICHIESTE DEL LIBRAIO"

Le domandai se non ci fosse modo

di tanto in tanto di mangiare una pastinaca.

Una pastinaca!

Esclamò lei,

come se le avessi espresso il desiderio di mangiare

un bambino ebreo.





"IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO RENDE ONORE AL PICCOLO LIBRAIO INDIPENDENTE"

Una signora impellicciata
verso un'amica s'è voltata:
"Ho tanto pianto, ho pianto tanto..."
è sdrucciolata,
e pan! s'è tutta spampanata!
Gesù,
tirami sù!

Psycho Pynchon:

follie e figli dei fiori, tutto il fascino dei perdenti.
"Vizio di forma" è l'ultimo romanzo dello scrittore che chiude la sua trilogia hippie raccontando le idee, le manie e le atmosfere dell'America degli anni Settanta
di SANDRO VERONESI

"Pensavo / di avere incontrato un uomo / che diceva / di conoscere un uomo / che sapeva / cosa stava succedendo / Mi sbagliavo / era solo un bambino / che rideva / nel sole". È il testo di un pezzo di David Crosby, Laughing, tratto dal suo leggendario album intitolato If I could only remember my name diventato un manifesto della cultura hippie - della sua caleidoscopica indeterminatezza, della supremazia che in quegli anni aveva instaurato del mondo insaturo su quello saturo, della confusione sull'ordine, della paranoia sulla ragionevolezza. L'album è del 1971: Paura e disgusto a Las Vegas, di Hunter Thompson, struggente ammissione di sconfitta da parte di uno dei più radicali interpreti della cultura flower-power, è stato scritto e pubblicato in quello stesso anno. È l'anno del processo alla Famiglia Manson, ed è anche l'anno in cui Thomas Pynchon ha deciso di ambientare il suo ultimo, meraviglioso romanzo, Inherent Vice (Vizio di forma, Einaudi, traduzione di Massimo Bocchiola, pagg. 470, euro 20), completando così, col tassello centrale, la propria trilogia hippie, dopo L'incanto del lotto 49, pubblicato e ambientato nel 1966, e Vineland, pubblicato nel 1990 ma ambientato nel 1984.
Come sempre quando scrive Pynchon, questo romanzo pulsa di un'incessante, entropica connessione tra il prima e il dopo, tra il reale e l'immaginario, tra l'ignoto e il conosciuto, pur accomodandosi stavolta nelle forme assai attraenti e insolitamente "facili" di un
hardboiled psichedelico - tutto dark women, anime perse
e dialoghi esilaranti. E come sempre quando scrive Pynchon, è inutile cercare di dar conto della trama: i personaggi sono la trama, a partire dal protagonista, l'investigatore privato Larry "Doc" Sportello, un perdente della stirpe degli Zoyd Wheeler, dei Benny Profane, dei Tyrone Slothrop - cioè perdenti che, per dirla con Sartre e con la sua concezione del romanzo, vincono. Sportello, del resto, sembra una versione freak di Philip Marlowe: ex-surfista, solitario, vive ancora sulla spiaggia e chiama ancora "terraferma" il resto della città, fuma spinelli in continuazione, non ha interesse per i soldi, ama non riamato, rimane incrollabilmente puro nell'attraversare qualsiasi sporcizia e risulta invulnerabile al crimine violento in mezzo al quale pure si ritrova a sguazzare. È lui la sonda che Pynchon utilizza per recuperare dalle profondità della storia quell'onda hippie che per un quindicennio ha rappresentato la speranza, prima di venire cancellata dalla risacca conformista che sembrava avere sommerso. Sportello viene innescato da una sua ex-fiamma, Shasta, che gli chiede di indagare sulla scomparsa del palazzinaro per il quale lo ha mollato, e così, per puro amore non corrisposto, per pura debolezza maschile, si mette a cercar di comporre quello che, per usare un concetto a Pynchon certamente caro, potremmo chiamare il "mosaico del dubbio", e che contiene rapimenti, ricatti, estorsioni, vendette, omicidi, traffico di droga, corruzione, ma anche antichi continenti perduti, telepatia, occultismo, lisergismo, zombie, surf-rock, dipendenza televisiva e cibo macrobiotico; e così facendo si ritrova a fluttuare nella magica "nebbia del drogato" che tutto apparenta e rende incerta qualsiasi storia - nella quale nebbia si dissolve anche il romanzo stesso, in un finale indimenticabile.
Come negli altri capolavori di Pynchon, si procede per accumulo. E "procedere", qui, è inteso come puro movimento dall'indeterminatezza verso il caos - non certo verso il disvelamento dei misteri; laddove però, come se ogni parola cliccasse sull'icona "ingrandisci" di una specie di Google Time Machine, la California del sud del 1971 emerge sempre più a fuoco, in una pazzia di dettagli straordinariamente vivi e definiti - topografici, commerciali, musicali, urbanistici, architettonici, nautici, giudiziari, politici, religiosi, sportivi, culturali, controculturali e sottoculturali, così che la citata menzione del continente sprofondato - Lemuria, la versione Pacifica dell'Atlantide di Platone - diventa il simbolo che accompagna la strepitosa opera di risveglio mnemonico di quel mondo perduto nel quale la purezza andava a braccetto con la sporcizia, l'ispirazione con il vomito e l'innocenza con il delirio. Non a caso Shasta, la ragazza fatale, porta il nome della montagna del nord della California dove la leggenda vuole che i sopravvissuti di Lemuria si siano rifugiati e nascosti come sorci in buche e cunicoli sotterranei - e puri, tuttavia, e incontaminati come palle di luce. Una luce che illumina ogni angolo della città confusa e maledetta attraversata da Sportello nella sua ricerca, una Los Angeles che è la summa di tutte le Los Angeles conosciute - mai così completa, sterminata, e vera; e che fa risplendere ogni singolo volto di quel 1971, tanto che alla fine sembra di averli visti proprio tutti, quei volti; di aver riconosciuto per esempio quello di Hunter Thompson, sì, intento a sparare alle iguane lungo l'autostrada per Las Vegas, o di David Crosby, che canta insieme a Graham Nash, o - clicca, ingrandisci - del tenente Colombo, che attraversa un incrocio sul Santa Monica Boulevard a bordo del suo catorcio, o dello stesso Pynchon, eh sì - clicca, ingrandisci - , proprio lui, malgrado nessuno l'abbia mai visto, è lui - ingrandisci - , dentro quella casa di Gordita Beach, seduto al tavolino - ingrandisci - , è lui per forza, intento a battere sui tasti della macchina da scrivere, perché in cima alla pila di fogli vicino a lui c'è scritto - clicca, ingrandisci - eh sì, c'è scritto Gravity's Rainbow - il suo capolavoro, il romanzo destinato a uscire e sbalordire il mondo tra due anni, trentotto anni fa, nel '73...

Ma forse non era lui, forse mi sbaglio. Forse era solo un bambino che rideva.

(04 febbraio 2011)


mercoledì 9 febbraio 2011

barricades


io non miro ad erodere il potere (altrui), né a controllarlo, né a traslocarlo.
il potere lo scanso, come se fosse un proiettile.
e quando riposo mi proteggono le barricate.


di

Ortica Giurozero

martedì 8 febbraio 2011

Come nel film del 1956 diretto da Don Siegel si è notata in città la presenza di strane 'creature'.
Queste 'creature' si replicano all'interno di gabbie metalliche e crescono fino a rivestirle completamente.
Dopo le prime timide apparizioni le 'creature' sono state avvistate in diversi punti della città.
Qualcuno mormora che questo sia il frutto di una amore impossibile tra il 'fu' maxi schermo di piazza Stradivari e il primo totem emerso dalle brume autunnali nella stessa piazza.
Come nel film citato il pericolo di invasioni di altri ultracorpi è sempre presente.
Meglio restare svegli....


domenica 6 febbraio 2011


Io ricordo quando ho finito di leggere Kant.

Io me lo sono letto in originale tutto quanto

e quando ho finito di leggere la Critica della ragion pura

io ho detto fra me e me:

Beh, chi sa quanti decenni ci saranno voluti prima che qualcuno capisse?

Antonio Pizzuto

venerdì 4 febbraio 2011


lettera n. ...

Cara mamma,per la prima volta nella mia vita non hanno voluto vendermi le pastiglie in farmacia.Stavo per tirare fuori il revolver quando ho pensato che sarebbe stato meglio provare in un'altra.


Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce

Roberto Bolano A.G. Porta

giovedì 3 febbraio 2011



26 Febbraio PRESENTAZIONE DEL NUOVO DISCO 'EXISTENZ KUMMER' !!!

al HIGHWAY STAR - Sospiro (CR) Tel. 3401512828



"Anna riesce a mescolarsi fra gli uomini ignara di essere figlia del mondo verde, di essere compagna delle silfidi, delle driadi, di quel reame femminile che ha le sue radici (letteralmente) nel suolo della terra. La sua realtà non è una realtà che fisicamente può raggiungere, bensì un gemellaggio che si rinnova quando prende i suoi pennelli e annulla le distanze fra lei e il mondo segreto cui tutti, forse, in qualche misura apparteniamo. Anna più di altri, probabilmente. Perchè senza essere stucchevole, banale, scontata, riesce a farci percepire segreti di cui lei stessa non conosce il contenuto, ma di cui è inconsciamente la custode. Non è facile cogliere tutto questo, perchè non bastano l’intelligenza e il giudizio critico, bisogna lasciarsi andare e dimenticarsi per un attimo la propria razionalità, sostituirli con un pensiero pagano e ricordare quando da piccoli gli alberi sembravano più grandi di quanto possono essere oggi i ramoscelli superstiti cui siamo abituati. Non è facile, ma ne vale pena. Per chi non ha fretta e per chi ancora crede, sia beninteso.

DCF

per chi fosse interessato, stiamo costruendo il blog dello spazio (indirizzo disponibile sul flyer), ma è già possibile trovare qualche video di documentazione a questo link:

http://www.youtube.com/user/unaspeciedispazio


librai

Senza il lavoro nascosto e assiduo dei suoi librai,gran parte della società italiana si troverebbe senz'altro in una situazione molto più deteriorata sia dal punto di vista etico che sociale.

mercoledì 2 febbraio 2011

Una scuola in cui la vita si annoia educa solo alla barbarie.


raoul vaneigem,Avviso agli studenti

martedì 1 febbraio 2011

Il motivo per cui ero lì stava cominciando a svanire.
Ero lì e basta e parlavo.
Volevo smarrire l'idea di dover tornare dov'ero prima,
alla responsabilità,alle vecchie afflizioni,
all'assillo di cominciare qualcosa che non avrebbe portato da nessuna parte.
Quanti inizi ci vogliono
prima che si comincino a vedere le menzogne del proprio entusiasmo ?


Don Delillo