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venerdì 29 aprile 2016

Se King è un Profeta, D'Orrico lo vogliamo Santo!



p.s. 
La chiave del gioco è da ricercarsi nella rubrica La Pagella, inclusa nel domenicale del Corriere della Sera, La lettura, curata da Antonio D'Orrico.
Destinando ad altra nota le riflessioni sull'insieme semantico utilizzato per titolo e finalità della rubrica, si aggiungono semplicemente le indicazioni necessarie per la comprensione dell'aspetto parodistico di questo intervento.
Sul numero #229, distribuito Domenica 17 Aprile 2016, La Pagella offre una riflessione sul lavoro dello scrittore americano Stephen King, riflessione che vede il pensiero del grande critico americano Harold Bloom bacchettato dalla contro-analisi profonda una colonna del nostro D'Orrico.
La colonna comincia così;

Bloom, lei sbaglia
King è un profeta.

sabato 9 aprile 2016

Harold Bloom

...È finito con Faulkner e Crane. È una situazione molto triste: il declino culturale, l’avvitamento della speranza, la morte della democrazia. Ormai gli Stati Uniti sono una plutocrazia, un’oligarchia. Guardi a cosa ha portato la reazione alle controculture: a questa orribile involuzione fascista dei repubblicani. La School of Resentment ha vinto nelle università, ormai in totale decadenza, è riuscita a demolire gli studi umanistici mettendo sullo stesso piano i fumetti e i sonetti, gli standard sono collassati, la scrittura cattiva passa per buona. Ho sprecato anni a denunciarli. Basta. Hanno vinto. Pace. Tanto Dante sarà sempre Dante e Shakespeare sempre Shakespeare. E magari in futuro tornerà un po’ di ragione. Intanto resiste un’élite, non riconosciuta dalla società corrotta né dall’accademia degradata. Siamo migliaia, in Cina, Perù, Australia, Slovenia, tutti in contatto. Mi scrivono, io non rispondo, ma mi commuovo: c’è ancora qualcuno che non vuole spazzatura».
                                      Harold Bloom