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sabato 2 aprile 2016

Fernanda Romagnoli, Caino

Caino

Ma se sono diversa. Se non posso
applaudire con voi, se non odio
quello che odiate - ho colpa?
Io, lo confesso, lascerei sul podio
il vincitore; io la mano
vorrei stringerla al vinto.
Voi fate gran compianto per Abele,
per lo scaltro innocente, così certo
del consenso divino.
Ad un buio sudore io penso, al fiele
d'un cuore nella polvere respinto.
Io piango l'altro: Caino.

(per Irene, per Andrea)

Fernanda Romagnoli: Il tredicesimo invitato e altre poesie, Libri Scheiwiller 2003, n. 73 della collana "Poesia" diretta da Giovanni Raboni, a cura di Donatella Bisutti

"Mia madre celebrava la mattina
 con un caffè solitario.
 Filtravano dalla cucina
 neri aromi in un chiaro di gesso.
.........................................................

 Mia madre la mattina
 stava sola di là. come Dio
 sta sulla terra e sul mare.
 Prendeva il giorno nelle sue mani rosse.
 Ribattezzava oggetto per oggetto,
 assegnava alle cose il loro posto.