venerdì 29 agosto 2025

Ingeborg Bachmann e Ungaretti

 Il più grande dono che Ungaretti mi fece fu una giornata a Fiumicino. Ancora oggi non so come avesse potuto accorgersi che stavo male, fatto sta che insistette per accompagnarmi, già di primo mattino, dall'albergo all'aeroporto e aspettò fino all'ora del volo, aspettò con me un aereo che partì soltanto la sera, e così perse un'intera giornata in mezzo al rumore infernale dell'aeroporto, si occupò di me cercandomi un posto tranquillo, fece portare dello champagne e, con fare misterioso, dispiegò sul tavolo quattro portafortuna, che da allora tengo sempre con me, in viaggio e in casa, tra i quali uno antico, cinese, regalatogli una volta da Jean Paulhan e che quindi io non volevo accettare. Ma Ungaretti disse, in tono rassicurante : io non ho più bisogno  di nulla, ho già avuto tutto. Lei invece ha ancora bisogno di qualcosa, e  questo la proteggerà.

 

                               da " A occhi aperti ", Adelphi 2025

 ...dedicato al Dottor P. che tanto si è preso cura della libraia

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